* INFORM *

INFORM - N. 249 - 30 dicembre 2003

Presieduto da Dino De Poli l’incontro a Treviso dell’esecutivo Unaie

TREVISO - Clima di fattiva collaborazione nell’ultimo incontro dell’esecutivo nazionale di "Nuova Unaie" (l’Unione Nazionale Associazioni Immigrati e Emigrati: una settantina le aderenti ) svoltosi nei suggestivi ambiti del Palazzo dell’Umanesimo Latino, sotto la guida del presidente on. Dino De Poli che ha fatto una sintesi dell’attività svolta e ha tracciato l’impegno futuro, con una proiezione programmatica configurabile con "anime" che vengono da lontano. Subito un asserto di fondo: "proseguire con una esplorazione di quello che si può fare per l’immigrazione, un fenomeno che rientra nella nostra sigla associativa e soprattutto nei nostri propositi. Diventa giusto occuparci di loro: non solo sostenendoli per la cittadinanza, ma guardandoli quando si avvicinano e non trascurando quelle che sono le loro esigenze confessionali, abitative e sociali".

La tesi del "tutti fratelli di un’unica terra", è stata suffragata da Mimmo Azzia di Sicilia Mondo che ha auspicato che a questo spirito aderiscano anche tutte le altre emanazioni italiane dell’emigrazione. Ha continuato con informazioni interessanti e per certi aspetti "inedite", come quelle riguardanti l’atteggiamento di umana accoglienza che gli isolani riservano alla moltitudine degli sbarchi. "Nessuno si lamenta - ha detto Azzia - e la Chiesa locale è con noi: la gente attende pietosamente con ceste di pane e pacchi di indumenti i diseredati che sbarcano, talvolta portandoseli a casa ".

Il consiglio di De Poli è stato quello di fare uno schema sulle priorità di intervento, per individuare un’azione di base dell’Unione che crei dei "nuclei corrispondenti al significato di riferimento". Cultura vista come aggregante, anche per diventare centrale di italianità, con l’orgoglio di appartenenza e dell’identità che induce a rafforzare l’azione qualitativa anche a livello universitario. Ciò con riferimenti al latino come lingua trascurata ma imprescindibile e a una cattedra sull’immigrazione in via di costituzione proprio a New York, sede Onu. Pietro Lecchi della Fondazione Verga di Milano, preposta all’immigrazione interna dal Sud verso il Nord, a sua volta ha spiegato che questo fenomeno non è cessato ma si è spostato: non più le metropoli di Milano e Torino dalle spese di alloggio insostenibili, ma l’area più accessibile della bassa emiliana. In tre anni ne sono arrivati 300 mila. Il voto agli immigrati? Secondo Lecchi è da studiare bene per stabilire se basta la residenza ovvero occorre agevolare l’acquisto della cittadinanza. Gioacchino Bratti per i Bellunesi nel Mondo ha espresso una forte richiesta di essere presenti e protagonisti, come Unaie, nei confronti dell’emigrazione italiana, propugnando l’urgenza di coordinarsi anche sotto questo aspetto "per essere rappresentativi di fronte alle istituzioni" e rivendicando maggiore attenzione da parte degli organi regionali; mentre l’on. Aldo De Gaudenz dei "Trentini" ha auspicato più incisivi rapporti con i Consolati e la creazione di una Consulta interregionale che rappresenti unitariamente tutte le componenti del settore presso il Governo, ravvisando con l’esplicazione del voto politico che porterà a rappresentare l’emigrazione in Parlamento, perplessità circa l’ulteriore ruolo del cosiddetto "parlamentino", il CGIE. La necessità di rapportarsi tra Regioni e Stato è stata individuata anche da Mario Toros di "Friuli nel Mondo"; egli ha sottolineato il fatto che, " se non ci fosse l’associazionismo volontaristico non avremmo un’anima viva, ma solo un corpo, magari morto".

De Poli ha concluso con un ventaglio di interessi e proiezioni riferiti a tutta l’essenza umana e storica del fenomeno migratorio, con necessità di nuovi stimoli, anche in ordine alla posizione dei connazionali all’interno del nuovo contesto dell’Unione Europea. A tal proposito, l’Unaie è intenzionata a rendersi promotrice di un convegno europeo, uniformemente al suo ruolo di trasmissione di cultura e azione nei confronti della altre associazioni impegnate sul campo. "Perché - ha asserito lo stesso presidente - un albero non è fatto di sole radici, ma anche dalle presenze significative dei rami e dei frutti". (Riccardo Masini-Inform)


Vai a: