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INFORM - N. 249 - 30 dicembre 2003

Si è concluso a Capri il Primo Convegno degli Artisti Italiani nel mondo

Tra le idee emerse nell’ultima giornata dell’incontro anche l’istituzione a Buenos Aires di una sede dell’Accademia di Arte Drammatica "Silvio D’Amico"

CAPRI - Dal nostro inviato - La pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori rappresenta un simbolo che unisce l’Italia ai nostri connazionali all’estero: lo ha detto il Ministro Mirko Tremaglia nella giornata conclusiva del Convegno degli Artisti Italiani nel mondo, lunedì 29 dicembre, subito dopo il breve indirizzo di saluto del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Sandro Ferraguti che ha ricordato il fattivo contributo delle Forze Armate alla diffusione dei valori italiani nel mondo. Nel leggere il messaggio inviato ai partecipanti al convegno dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Tremaglia ha osservato come da questa comunicazione si evinca, sul fronte degli italiani all’estero, una nuova presa di conoscenza dal parte del Governo. Un appoggio sostanziale, vero e convinto che, per il Ministro, darà una marcia in più alla rappresentazione delle esigenze degli italiani nel mondo.

Luigi Maria Musati, direttore dell’Accademia Nazionale di Arte Drammatica "Silvio D’Amico", ha chiesto l’appoggio di Tremaglia per portare a compimento un progetto dell’Accademia: quello di dar vita, anche al fine di coinvolgere i nostri connazionali all’estero, a una struttura per lo studio dell’arte drammatica nella città di Buenos Aires. Una indicazione confluita poi nell’ordine del giorno conclusivo. Musati, dopo aver ricordato che l’arte del teatro coincide con l’arte della vita, ha affermato il costante impegno dell’Accademia, che dal 1935 fonda la sua attività sulla tradizione italiana e sul rispetto dei testi teatrali, per la tutela del nostro patrimonio linguistico. Ha poi annunciato che l’Accademia sta promovendo, presso gli Istituti Italiani di Cultura nel mondo, uno specifico progetto, denominato "Teatro e Lingua", che si propone di migliorare l’apprendimento dell’italiano attraverso appositi corsi di recitazione.

La necessità di reinventare il cinema europeo mantenendo inalterate le specificità culturali dei singoli Paesi è stata sostenuta dal regista Wolfgang Becker, mentre il direttore del Centro Rai di Pozzuoli Francesco Pinto si è domandato quale impatto culturale avranno sulla società italiana i numerosi format stranieri, come ad esempio il "Grande Fratello", che vengono acquistati e proposti dalle reti a diffusione nazionale. Secondo Pinto, per essere competitivi sul mercato internazionale, dovremmo comunque produrre dei programmi televisivi che esprimano ed esportino il nostro modello culturale nel mondo. E’ stata poi la volta del giovane regista sardo Salvatore Mereu, autore del film "Ballo a tre passi", che - ha detto - è riuscito a parlare al mondo solo attraverso il racconto delle sue radici culturali.

L’attrice teatrale Manuela Mandracchia ha evidenziato l’esigenza di superare i nostalgici stereotipi dell’Italia e di trasmettere all’estero un’aggiornata, veritiera e completa immagine del nostro Paese. Anna Strasberg, docente americana di recitazione, ritiene invece che vadano utilizzati con maggiore efficacia, per quanto riguarda la promozione all’estero delle nostre pellicole, gli Istituti Italiani di Cultura. La Strasberg ha inoltre annunciato la disponibilità a proiettare nelle proprie sale cinematografiche i film più significativi della produzione italiana. Dallo studioso del cinema italiano Mario Verdone è venuta una valutazione positiva del lavoro svolto dal Centro Sperimentale di Cinematografia che ha esportato nel mondo artisti, metodi didattici e preziose idee.

Al termine della mattinata è intervenuto il Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano che ha ribadito la sua contrarietà ad introdurre forme protezionistiche a tutela del nostro prodotto cinematografico. Ha però invocato la reciprocità nel rispetto delle regole fondamentali del mercato e si è detto favorevole a portare avanti una fattiva politica degli incentivi. Dopo aver ricordato che al Governo sta a cuore la libertà creativa dell’artista, Marzano si è detto preoccupato per la scarsa propensione al rischio evidenziata anche dell’industria cinematografia italiana. Un settore della comunicazione, quest’ultimo, che va sostenuto al di là delle positive implicazioni economiche, sia perché esporta nel mondo la cultura e la tradizione italiana, sia in quanto rappresenta un valore aggiunto, nell’ottica della nostalgia e della lontananza, per le nostre comunità all’estero.

La sessione pomeridiana del convegno si è aperta con l’intervento del regista Giuliano Montaldo. Dopo aver auspicato una migliore azione divulgativa delle nostre opere cinematografiche da parte degli Istituti di Cultura, ha ricordato come con il suo film sul dramma di Sacco e Vanzetti abbia voluto raccontare l’intolleranza di quel tempo verso gli italiani. Una denuncia cinematografica, quella di Montaldo, che contribuì alla revisione del processo ed alla riabilitazione postuma dei nostri connazionali. Omar Sharif ha invece espresso rammarico per la scomparsa del grande cinema italiano che ha avuto in Federico Fellini l’esponente più rappresentativo. L’attore egiziano ha anche auspicato una ripresa della talentuosa produzione cinematografica del vecchio Continente. Una rinascita culturale che dovrà però salvaguardare le variegate identità e specificità creative dei singoli Paesi europei. Il suo collega Carlo Pedersoli (in arte Bud Spencer), nel ricordare i suoi trascorsi di emigrante in America Latina, ha tra l’altro sottolineato come, a differenza di molti immigrati che oggi giungono in Italia, i nostri connazionali all’estero abbiano seguito, presso i Paesi d’accoglienza, le vie legali di accesso. Il regista Andrea Konchalovsky, con un intervento di ampio respiro, ha lanciato un appello alle autorità del nostro Paese affinché tutelino e garantiscano il mantenimento della variegata cultura italiana. Ha inoltre sottolineato come a tutt’oggi vi sia il rischio che vengano meno le illusioni e le speranze dei popoli ed anche, a causa dello strapotere dei mass media, lo stesso talento creativo.

Il Ministro Tremaglia, in chiusura dei lavori, dopo aver ringraziato gli artisti che hanno animato il convegno con le loro riflessioni, ha paragonato l’Italia a un film che non finisce mai: un film che viene guardato con attenzione dai nostri connazionali all’estero. Quattro milioni di cittadini italiani e sessanta milioni di oriundi che si sono evoluti ed hanno portato progresso e civiltà in tutto il mondo. Il Ministro, nell’affermare che i nostri connazionali nel mondo possiedono una Patria grande ma non appartengono ai partiti, ha annunciato l’avvio di una nuova mobilitazione in favore degli italiani all’estero che dovrà coinvolgere gli Istituti di Cultura, le strutture consolari, gli uffici dell’ICE e le Camere di commercio italiane nel mondo. In questo contesto si colloca anche l’aspirazione, espressa chiaramente di Tremaglia per l’anno che inizia, di avocare al suo dicastero la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero.

Per quanto riguarda le specifiche tematiche affrontate dal convegno Tremaglia, nel leggere l’ordine del giorno conclusivo, ha ribadito l’impegno a costituire la Confederazione Cinematografica degli Italiani nel Mondo e a realizzare una banca dati sulle opere dei nostri connazionali all’estero. Ha inoltre annunciato l’avvio di un rapporto organico con Rai International, finalizzato alla trasmissione dei film degli italiani all’estero, e la futura programmazione della Settimana del Cinema Italiano nel Mondo. Il Ministro ha infine fatto sua la proposta, emersa nel corso del dibattito, di costituire a Buenes Aires una sede dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. "Ringrazio Dio - ha concluso Tremaglia - che mi ha fatto come voi, al di sopra delle parti, per questa meravigliosa politica di italianità".

Al termine dell’incontro tutti i partecipanti si sono ritrovati, per una serata di gala, presso il Centro Congressi di Capri dove, dopo una simpatica esibizione del cantautore Edoardo Bennato, gli artisti italiani ed i cineasti stranieri presenti al convegno sono stati premiati dal Ministro Tremaglia. (Goffredo Morgia-Inform)


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