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INFORM - N. 248 - 29 dicembre 2003

Primo Convegno degli Artisti Italiani nel Mondo

Chiesti dai cineasti specifici interventi del Governo per tutelare la distribuzione in Patria ed all’estero dei prodotti cinematografici italiani

CAPRI - Dal nostro inviato - La sessione pomeridiana del Convegno degli Artisti Italiani nel Mondo, domenica 28 dicembre, è stata caratterizzata da articolati interventi di grandi maestri ed esperti della realtà cinematografica italiana. Il Presidente di Rai Cinema Giuliano Montaldo, dopo aver ricordato la figura del giovane cineasta italiano Stefano Rolla rimasto ucciso nell’attentato di Nassiriya contro il nostro contingente militare in Iraq, ha ribadito le drammatiche condizioni di vita e i sacrifici dei tanti italiani che, a cavallo fra l’800 e il 900, furono costretti ad emigrare per cercare nuove opportunità di lavoro oltreoceano, in particolare negli Stati Uniti e nel Sud America. Montaldo ha poi sottolineato come a tutt’oggi non esistano più, nella fase distributiva del prodotto cinematografico, quei livelli minimi di sicurezza che garantivano al produttore un modesto ma sicuro ritorno. Un ripetuto salto del buio, quello compiuto dai produttori italiani, che, per Montaldo, potrebbe essere invece evitato attraverso l’attivazione di specifiche politiche di sostegno volte a facilitare la penetrazione sul mercato della produzione cinematografica italiana.

Per Paul Sorvino la stagione di grazia del cinema italiano del secondo dopoguerra è figlia di uno specifico momento storico e quindi, nonostante i tanti talenti presenti nel nostro Paese, è quasi irripetibile. L’attore italo-americano ha poi sottolineato come a tutt’oggi, nel bene e nel male, permangano in America alcuni pregiudizi nei confronto della nostra collettività. "Essere italiani - ha detto prima di salutare la sala con l’esecuzione di un discreto e potente ‘O sole mio’ - significa possedere una grande capacità d’amare ed una profonda capacità di apprezzare la vita. Prerogative, queste ultime, che fanno degli italiani degli eccezionali artisti". Ida Di Benedetto ha affermato che occorre investire sui nuovi talenti che rappresentano il futuro del cinema italiano, mentre il regista Andrea Konchalovsky, nel ribadire il negativo influsso sullo sviluppo di nuovi talenti cinematografici dello strapotere hollywoodiano, ha sottolineato la necessità, al fine di combattere l’appiattimento del pubblico su canoni interpretativi comuni, di formare gli spettatori al gusto artigianale del cinema italiano ed europeo. Un abbassamento del livello culturale, quello in atto nel pubblico italiano, che nel corso dell’incontro è stato denunciato anche da Elda Ferri. La produttrice dei maggiori film di Roberto Benigni ha inoltre posto l’accento sull’esigenza di garantire per legge, al fine di promuovere prodotti di qualità, un minimo distributivo e specifici finanziamenti per le pellicole italiane.

Dopo l’acceso intervento di Simona Izzo che ha parlato della necessità di difendere il cinema italiano dalla "invasione barbarica" della potente macchina cinematografica americana, il Ministro per le Attività Produttive Antonio Marzano ha ricordato come anche il prodotto cinematografico italiano debba rispondere alle leggi di mercato che premiano da sempre la produzione di qualità. Per dare nuovo impulso a questa industria atipica dovranno quindi essere promosse idee nuove, superiori a quelle della concorrenza. Marzano, dopo aver ricordato l’impossibilità per l’Italia di competere finanziariamente con i grandi capitali gestiti dall’industria cinematografica americana, ha messo in guardia i cineasti sul rischio che i finanziamenti provenienti dalla politica possano finire con l’influenzare la stessa produzione cinematografica. Sarebbe anche auspicabile, al fine di promuovere la distribuzione del cinema italiano nel mondo, la creazione di specifici consorzi e l’avvio di fattive collaborazioni con l’ICE. gli Istituti di Cultura e Rai Internazional. Marzano, rispondendo alla richiesta di un impegno formale avanzata dal produttore Aurelio De Laurentiis, ha infine invitato i cineasti, al fine di avviare una prima fase valutativa, a presentare specifici e concreti progetti di sostegno.

L’ultima parola è comunque spettata a Tremaglia che, dopo aver invitato i presenti a non dimenticare le tematiche degli italiani all’estero, ha ricordato come a tutt’oggi l’opinione pubblica italiana sia ben lungi dallo scoprire la realtà e le valenze dei nostri connazionali nel mondo. Nel corso della serata lo stesso Ministro per gli Italiani nel Mondo ha premiato, con un riconoscimento raffigurante una bobina cinematografica da cui emerge una pellicola tricolore, artisti e produttori che hanno animato l’incontro con la loro presenza. Tra i prescelti, che hanno ricevuto il premio per aver contribuito con la loro arte alla diffusione e all’affermazione dell’italianità nel mondo, troviamo nomi storici e volti nuovi del cinema italiano come Aurelio De Laurentiis, Maria Sole Tognazzi, Angelo Infanti, Simona Izzo, Enzo d’Alò, Valentina Cervi, Marco Leopardi, Giuliano Montaldo, Ida Di Benedetto, Mario Verdone e Carlo Pedersoli. (Goffredo Morgia-Inform)


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