* INFORM *

INFORM - N. 245 - 23 dicembre 2003

Un intervento del Presidente del Comites di Montreal, Giovanni Rapanà

Canada, rispunta il fantasma della bufala: Rai Canada! Un « Ottimo Affare », ma solo per Corus e TLN.

MONTREAL - Come abbiamo già detto in passato, la Comunità italiana intervenne in maniera incisiva per far naufragare l’accordo tra Rai International e Corus dal quale sarebbe nata "Rai Canada". Una bufala mastodontica, un tentativo di mettere nel sacco la Rai e l’immagine dell’Italia in Canada, preparata con estrema astuzia a ridosso del cambio di direzione a Rai International. É bene ricordare che "Rai Canada" aveva ottenuto la licenza dalla CRTC, ma che non ha mai funzionato, perché le parti, Rai International e Corus, non hanno mai raggiunto un accordo. E meno male! Vi immaginate come sarebbero stati i programmi italiani trasmessi da una stazione il cui 80% appartiene a Corus, che è anche proprietaria di maggioranza di TLN, e solo il 20 % a Rai International? In una situazione in cui la Rai avrebbe dovuto fornire tutti i programmi, ma senza avere alcun controllo sulla loro diffusione? Quello che oggi stiamo vivendo, con TLN, per qualche ora al giorno, celo saremmo dovuto subire, con "Rai Canada", 24 su 24. Circa due anni orsono, la CRTC aveva sì concesso la licenza a "Rai Canada", ma a condizione che, entro 24 mesi, sarebbe dovuta entrare in funzione. Per fortuna però la Rai non cadde nella rete. E di questo bisogna dare atto all’attuale dirigenza di Rai International. Trascorsi, infatti, inutilmente 24 mesi, la licenza, decadde.

Ed è a quel punto che Rai International dopo aver scelto un partner canadese, come la legge canadese prevede, ha presentato la domanda alla CRTC per giungere direttamente in Canada, semplicemente come avviene per altre stazioni televisive straniere. Intanto Corus, che evidentemente non intende rinunciare al ghiotto boccone che la Rai rappresenta, ha chiesto e ottenuto dalla CRTC, proprio in questi giorni, il 16 dicembre 2003, il prolungamento, fino al novembre 2004, dei termini per far partire la famosa "Rai Canada". L’obiettivo è di facile intuizione. Corus spera che la CRTC, essendo già in vigore una licenza, non accolga quella chiesta dalla Rai di trasmettere direttamente in Canada e senza intermediari.

Secondo un articolo apparso sul "National Post" del 20 dicembre 2003, l’industria televisiva canadese perderebbe circa 400 milioni di dollari ogni anno a causa le antenne, giudicate illegali dalla Corte Suprema, che captano il segnale dagli Stati Uniti. In Canada, sempre secondo il "National Post", ci sono circa 750,000 antenne pirata che permettono ai canadesi di seguire i programmi di numerose stazioni, come HBO, Al Jazeera, la Rai, e altre.

Sappiamo che TLN sta trasmettendo alcuni programmi di Rai International senza autorizzazione, questione di diritti d’autore. Siamo in molti a chiederci come fa TLN a prendere i programmi della Rai, se in Canada la Rai non può giungere? Forze utilizza una delle 750,000 antenne pirata? E se veramente così fosse, speriamo di no, oltre a non pagare i diritti alla Rai, ha il diritto di ridistribuirli, lucrandoci sopra con la pubblicità? É questo, che le autorità canadesi devono controllare, altrimenti potrebbe sembrare che la CRTC incoraggi l’installazione delle antenne illegali e impedisca alla Rai di entrare in Canada, per difendere gli interessi di un’azienda che pirata il segnale della Rai. Un’altra considerazione: se questi 400 milioni di dollari, che ogni anno sono pagati negli Stati Uniti, rimanessero in Canada, quanti posti di lavoro potrebbero generare?

La petizione, le lettere, i continui appelli alle forze politiche e, in ultimo, la manifestazione del 21 novembre 2003 a Hull, hanno dato un grande appoggio alla domanda della Rai e hanno richiamato l’attenzione di tutti i giornali canadesi e anche della CRTC dalla quale la comunità italiana ora attende la licenza a rai International, senza ma e senza se. Vorremmo che i nostri Politici inducessero le Autorità a porre fine a questa discriminazione che grava sulla Comunità italiana in Canada è non permettessero più a nessuno di speculare sui nostri sentimenti che nutriamo per la nostra cultura e i nostri bisogni di coltivare i rapporti con la nostra terra d’origine. É un nostro diritto? La decisione della CRTC sarà la risposta. (Giovanni Rapanà-Inform)


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