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INFORM - N. 244 - 22 dicembre 2003

Ultimi giorni della mostra "Dove il sì suona" alla Galleria degli Uffizi di Firenze

Il curatore Luca Serianni e l’Ambasciatore Bottai, Presidente della "Dante", spiegano il perché dello straordinario successo riscosso dalla prima mostra sulla storia della lingua italiana

FIRENZE - Fino al 6 gennaio 2004 sarà possibile visitare "Dove il sì suona", la mostra sulla storia della lingua italiana promossa dalla Società Dante Alighieri e allestita presso la Galleria degli Uffizi a Firenze. Finora, durante i nove mesi di apertura dell'esposizione, centinaia di migliaia di visitatori, soprattutto studenti delle scuole medie inferiori e superiori, hanno potuto apprezzare le differenze legate alle diverse epoche, alle diverse aree geografiche, ai diversi usi dell'italiano.

"Il bilancio dell'iniziativa - afferma il curatore scientifico, Luca Serianni - è pienamente positivo: molti visitatori hanno potuto scoprire che l'italiano si può raccontare sia attraverso gli autografi di grandi autori come Boccaccio e Manzoni, sia tramite i film, la musica, le iscrizioni sui muri. La lingua non vive soltanto nei libri, ma ieri come oggi accompagna ogni momento della nostra vita quotidiana. La mostra, secondo le nostre intenzioni, riflette questa varietà: la presenza di codici antichi, di documentari video, di oggetti d'arte, di giochi interattivi permette una lettura a più livelli, andando incontro alle aspettative dello specialista, dello studente, del visitatore di passaggio.

Volevamo che la mostra rappresentasse la ricchezza dell’italiano e la sua evoluzione anche in rapporto alle altre lingue straniere. Come accade a tutte le lingue, anche l’italiano è stato arricchito nel corso della sua storia da numerosi apporti esterni. D'altro canto la nostra lingua ha contribuito, specie in alcuni periodi e in alcuni settori, ad ampliare il lessico intellettuale e materiale delle principali lingue di cultura.

Il gran numero di visitatori testimonia inoltre l'attaccamento degli italiani alla propria lingua: un fatto estremamente positivo che del resto si ricava anche attraverso le lettere alle redazioni dei periodici e il successo delle rubriche di argomento linguistico in programmi televisivi e radiofonici".

L'Ambasciatore Bruno Bottai, Presidente della Società Dante Alighieri, esprime tutta la sua soddisfazione: "Il successo della mostra rafforza l'immagine dell'italiano all'estero e ci conferma un dato che già potevamo ricavare attraverso gli oltre 400 Comitati della Società in tutto il mondo: l'italiano gode ovunque, in questo momento, di particolare fortuna. Quello che colpisce di più è l'interesse anche per la sua dimensione storica e più complessivamente culturale: attraverso i nostri Comitati sono arrivate molte richieste per esportare la mostra in altri Paesi del mondo. L'imminente trasferimento presso il Musée Suisse di Zurigo rappresenta un importante traguardo per questo evento: la Svizzera, unico Paese all'estero dove l'italiano è lingua ufficiale, non poteva non essere il primo Paese straniero ad ospitare la mostra. Ma guardiamo ancora oltre: l'italiano dovrà avere, come il francese, un museo nazionale permanente, un luogo di memoria che permetta a tutti i cittadini, italiani e stranieri, di avvicinarsi al patrimonio della nostra lingua e della nostra cultura". (Inform)


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