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INFORM - N. 243 - 20 dicembre 2003

Elezioni Comites: quasi due milioni di "desparecidos"?

Una dichiarazione di Franco Fatiga, Pietro Schirru e Dino Nardi del CGIE

ROMA - La notizia emersa, nel corso della riunione della Commissione Informazione del CGIE, del milione e 800 mila "desparecidos" tra i nostri connazionali all'estero è sconcertante.

A nessuno sfugge la disastrosa conseguenza che tale situazione provocherà sul futuro dei Comites e, conseguentemente, dello stesso CGIE.

L'incrocio tra i dati del MAE e quelli del Ministero degli Interni avrebbe dovuto significativamente sanare la deficitaria situazione preesistente (800 mila) o, almeno, così ci avevano assicurato nell'ultima Assemblea Plenaria del CGIE i rappresentanti dei due Dicasteri. Ed invece, l'incrocio ha prodotto, con l'aumento di un milione di non aventi diritto al voto, semplicemente l'aborto di quegli organismi che avrebbero dovuto costituire la pietra miliare di tutte le politiche a favore delle collettività all'estero e l'espressione più democratica della loro rappresentatività.

Appare evidente una strategia bene orchestrata, nei tempi e nei modi, iniziata con la Legge di riforma, con il conseguente Regolamento e con l'Anagrafe, per affossare lo già scarso potere di questi Organismi elettivi, a dispetto del lavoro che il CGIE nella sua stragrande maggioranza ha fatto per rivitalizzarli.

Sulla base di quanto esposto, secondo noi, l'unica possibilità per consentire almeno una parziale regolarizzazione del diritto di voto dei cittadini italiani potrebbe consistere in un emendamento dell'Art. 20 del Regolamento, relativamente alla scadenza della richiesta da parte degli Uffici consolari per l'aggiornamento delle singole posizioni, portandola dall'attuale 31 dicembre 2003 almeno fino al 28 febbraio 2004.

Nell'impossibilità di procedere in tal senso, proponiamo un'immediata convocazione di un'Assemblea Plenaria straordinaria del Consiglio Generale che, comunque, sarebbe opportuna anche per accertare la congruità degli stanziamenti previsti dalla Legge per tutta la procedura elettorale, che già oggi - secondo quanto comunicato dal MAE - risultano insufficienti al minimo fabbisogno.

In conclusione, se si dovessero confermare i quasi due milioni di desparacidos e se i finanziamenti per una corretta e diffusa informazione fossero quelli attuali, il rischio è di procedere ad elezioni certamente non democratiche e, forse, non del tutto trasparenti. cui prodest? (Franco Fatiga, Pietro Schirru, Dino Nardi, componenti del CGIE)

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