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INFORM - N. 241 - 18 dicembre 2003

Gino Bucchino (CGIE): "Elezioni Comites, diritti dimezzati"

TORONTO - "Se le cose stanno veramente come denunciato nel corso della riunione odierna della I Commissione Informazione del CGIE, il disallineamento fra i dati sulla consistenza numerica degli italiani residenti all’estero del Ministero Esteri e del Ministero Interni è addirittura di un milione ottocentomila unità" Ad affermarlo è il Vice Segretario generale del CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei Gino Bucchino.

"L’ultimo aggiornamento - 25 novembre 2003 - sulla bonifica dell’Anagrafe fatto dal MAE indica infatti in 3.987.394 la consistenza della comunità italiana all’estero mentre l’elenco del Ministero Interni fa riferimento a 3.224.064. Una differenza quindi circa 768.000 unità. Ma questa differenza sale a 1.800.000 se si considerano le posizioni comuni, coincidenti, dei due elenchi, che sono solamente 2.100.000.

"Non solo. Sempre secondo l’elenco fornito dal Ministero Interni (il solo cui la legge ci permette di fare riferimento) in alcune città come Brasilia, Lisbona e Pretoria, pur di fronte ad una consistenza numerica accertata superiore alle tremila unità (il numero minimo richiesto per la formazione di un Comites) non si procederà alla formazione dei Comites dato che secondo l’elenco del Ministero Interni la comunità italiana è inferiore alle tremila unità.

"In altre città, invece, i Comites saranno composti solo da dodici membri invece dei diciotto cui hanno diritto. E’ il caso di importantissime città come Colonia, Francoforte, San Paolo e Caracas dove, secondo l’Anagrafe Consolare i cittadini italiani sono certamente più di 100.000, ma meno di 100.000 per il Ministero Interni.

"Altre città, infine, avranno dei super Comites di diciotto membri pur non avendone diritto. E’ il caso di Parigi e Toronto dove la comunità italiana secondo i rispettivi Consolati non raggiunge le 100.000 unità. Numero che viene invece superato secondo i dati del Ministero Interni.

"E’ giusto, è moralmente, giuridicamente e politicamente corretto - si chiede Bucchino - procedere alla indizione di una consultazione elettorale pur nella certezza di un corpo elettorale dimezzato e della disattenzione di un così importante diritto come quello di essere adeguatamente rappresentati? (Inform)


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