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INFORM - N. 240 - 17 dicembre 2003

Emigrazione siciliana: Convegni, Convegni, Convegni, Convegni…

Alcune osservazioni di Leoluca Criscione, Presidente della "Famiglia Siciliana di Pratteln", Svizzera

MOEHLIN, Svizzera - In riferimento al Convegno internazionale del Centro Orientamento Emigrati Siciliani (COES) tenutosi a Palermo, dal 12 al 14 dicembre (vedi Inform n. 238, ndr), e alle proposte da esso scaturite, penso sia doveroso, come emigrato siciliano, fare alcune osservazioni e precisazioni.

Innanzi tutto, bisogna far presente, che il COES, unitamente ad altri 17 tra Enti ed Associazioni con sede in Sicilia sono gli unici ad essere riconosciuti dall’attuale Legge Regionale Siciliana (sic!), e quindi ‘titolati’, tra l’altro, ad accedere ai fondi finanziari previsti dalla legge (anche per finanziare, ad esempio convegni come quello in questione). Paradossalmente, a codesti fondi (immagino non da capogiro, comunque, è il principio che conta) non possono accedere le Associazioni di emigrati con sede all’estero (cioè, per definizione, i veri emigrati!).

Precisato quest’aspetto, non secondario, va anche detto, che, pur volendo lodare l’iniziativa del COES, molte delle proposte scaturite da quest’ennesimo convegno, sono state formulate, negli ultimi decenni, nel corso di svariati e costosi congressi e convegni, svoltisi in tutte le parti del mondo. Come conseguenza, molte di esse, unitamente ad altre di carattere più strettamente economico (miranti a creare nuovi posti di lavoro in Sicilia, anche con il contributo di noi emigrati), sono contenute nel nuovo disegno di legge che, l’Assessore Stancanelli si è recentemente impegnato a presentare all’Assemblea Regionale Siciliana nei primi mesi del 2004. Ad onor del vero, l’assessore Stancanelli ha sentito il dovere di prendere questo impegno, anche su sollecitazione dell’Unione dei Siciliani in Svizzera (USS), una Federazione con 23 associazioni aderenti, ma non riconosciuta dalla Regione (come vuole la legge vigente!), perché, appunto, operante ‘solamente’ fuori della Sicilia?!

Nel comunicato di questo convegno, manca, a mio giudizio, la denuncia (come ha fatto recentemente la USS recentemente) delle prolungate ‘assenze’ delle Istituzioni nei riguardi dell’Emigrazione Siciliana nel mondo. In questo contesto, va ricordata, come prova di un comportamento da ‘fuorilegge’, anche la mancata convocazione, per anni, della Conferenza dell’Emigrazione Siciliana (l’attuale legge ne prevede, infatti, una ogni due anni, mentre l’ultima si è svolta nel 1992!?). Tale Conferenza sarebbe, a mio giudizio, l’assise più ‘titolata’ per ‘proporre’ in materia. Mi si permetta, pertanto, di fare un appello a riflettere sull’utilità di tutti questi convegni sull’emigrazione (specialmente quelli fatti in assenza della stessa). Avremmo bisogno, invece, di unire le forze, e una volta approvata la legge in discussione, passare a concretizzare quanto in essa previsto. Ad esempio, la suddetta legge, mi si dice, (ammesso che non venga troppo ‘strattonata’ nel Parlamento siciliano), prevede anche la creazione di ‘Casa Sicilia’ all’estero, gestite dalle seconde e terze generazioni di Siciliani, per un’organica e continua promozione di tutto il ‘made in Sicily’ (agro-alimentare, artigianato, turismo, ma anche cultura ecc.). Quindi, da emigrati a Siciliani nel mondo, ma non coltivando ognuno il proprio orticello. (Leoluca Criscione, Presidente ‘Famiglia Siciliana di Pratteln’, aderente alla USS)

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