* INFORM *

INFORM - N. 239 - 16 dicembre 2003

"L’Avvenire dei Lavoratori", Zurigo

Il Presidente Ciampi rinvia la Gasparri alle Camere

Il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, non controfirmerà per ora la legge Gasparri sulla disciplina il sistema radio-televisivo. Il presidente Ciampi, si legge nel comunicato del Quirinale - "ha chiesto alle Camere - a norma dell'articolo 74, primo comma, della Costituzione - una nuova deliberazione in ordine alla legge". La Gasparri è stata dunque rinviata alle Camere con richiesta formale di procedere a una nuova deliberazione. Alcuni aspetti della legge non hanno superato l'esame di costituzionalità dei consulenti giuridici presidenziali, i quali non hanno evidentemente ravvisato nella Gasparri le necessarie garanzie a un democratico pluralismo dell'informazione in sintonia con i pronunciamenti della Corte Costituzionale e il messaggio del Presidente alle Camere dedicato un anno fa a questo tema cruciale.

La redazione dell'ADL desidera esprimere a lettori e cittadini un sentito "Grazie" per l'adesione alla lettera al Presidente inviata il 4 dicembre scorso sulle storture della Gasparri. In quella lettera chiedevamo a Ciampi - nel pieno e doveroso rispetto dell'autonomia e delle prerogative costituzionali dell'alta funzione presidenziale - di intervenire a difesa ed a salvaguardia di una delle libertà fondamentali del nostro Paese: la libertà di informare e di essere informati.

"La legge approvata ieri dal Parlamento" - scrivevamo - "è infatti in palese e stridente contrasto con l'importante messaggio da Lei inviato alle Camere. Siamo certi che Lei saprà ancora una volta farsi interprete dello stato d'animo di forte preoccupazione che attraversa in questa fase delicata l'intero nostro Paese."

Non possiamo che manifestare viva soddisfazione per il fatto che il Presidente della Repubblica abbia ritenuto condivisibile il giudizio di cui sopra e abbia posto così un argine al dilagare dell'arbitrarietà legislativa messa in campo dal Governo Berlusconi. (La redazione dell'ADL)


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