* INFORM *

INFORM - N. 239 - 16 dicembre 2003

Il Comites di Montreal alla comunità italiana: "Aspettando Natale e la Rai"

MONTREAL - Il Comites di Montreal, con una "lettera aperta" a firma del suo presidente Giovanni Rapanà, fa gli auguri di Natale alla comunità italiana, ripercorrendo le tappe dell’azione svolta per ottenere che i programmi di Rai International siano ricevuti in Canada 24 ore su 24.

L’arrivo della Rai in Canada - scrive Rapanà - è forse l’obiettivo che sta più a cuore ad ognuno di noi ed è anche l’argomento che in questi anni ci ha visti impegnati in prima linea. Ad iniziare dalla denuncia che abbiamo portato alla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, nel dicembre del 2000, seguita dalle pressioni sui Governi italiani, sui parlamentari e sui dirigenti della Rai, per arrivare a mettere in condizioni Rai International di presentare la domanda, secondo i criteri della legge canadese e giungere in Canada, come in ogni parte del mondo. Successivamente, la nostra attenzione si è spostata sulle Autorità canadesi, CRTC, Ministro del Patrimonio e autorità politiche, alle quali venne presentata la prima petizione che raccolse oltre 38.000. Questa nostra prima richiesta venne però fraintesa, anche con l’aiuto di Rai Corporation New York, dando vita alla nascita di RAI-Canada. Soluzione alla quale il Comites di Montreal si è opposto energicamente fino a far fallire l’iniziativa che, se fosse andata in porto, avrebbe causato danni irreparabili alla Comunità italiana in Canada e alla Rai e all’Italia.

Rai International comprende qual è la strada giusta da intraprendere e finalmente, il 7 aprile 2003, presenta la domanda al CRTC, con lo sponsor canadese Rogers Cable Inc. La domanda di Rai International, insieme ad altre 14 domande di altrettante stazioni televisive straniere, sponsorizzate a loro volta da altri soggetti canadesi (cablodistributori), viene pubblicata dalla CRTC con Avviso pubblico l’11 luglio 2003. A partire da questa data il pubblico ha trenta giorni per intervenire esprimendo la propria opinione sulle domande presentate. Comincia così una lotta contro il tempo. I Comites e il CGIE si mobilitano diffondendo una petizione in tutto il Canada. In trenta giorni vengono raccolte ben oltre 103.000 firme, delle quali, 53.000 solamente a Montreal. Contemporaneamente, Associazioni, personalità politiche ed economiche della Comunità venivano sollecitate a scrivere al CRTC una lettera di sostegno alla domanda presentata da RAI International. In questo modo sono giunte al CRTC oltre 350 lettere di sostegno. Mentre, l’8 agosto 2003, dopo una conferenza stampa tenuta all’Ambasciata d’Italia a Ottawa alla presenza di autorità diplomatiche, personalità politiche e organi di informazione in Canada, le firme della petizione vengono depositate, alle ore 13.45, negli Uffici del CRTC a Hull (Gatineau). La cerimonia è stata trasmessa, in diretta, sulle onde di CFMB 12.80 Radio italiana di Montreal. Intanto, i presentatori originari delle domande, vale a dire, Rogers, Videotron, Bell-Express-Vu, avevano altri trenta giorni, fino al 16 settembre 2003, per presentare la cosiddetta replica, vale a dire: sulla base degli interventi del pubblico potevano aggiungere altre motivazioni a sostegno delle loro domande. Da notare che Rai International in quell’occasione ha presentato insieme alla replica un’offerta a TLN di 1.500 ore di programmazione all’anno a costi bassissimi. Per il momento sappiamo che TLN ha rifiutato.

Intanto la campagna di disonformazione lanciata durante la petizione si è fatta sempre più squallida, fino a screditare pubblicamente i Comites, rei di avere promosso la petizione. In questi giorni, mentre attendiamo con trepidazione la risposta del CRTC, è in corso una battaglia mediatica sui quotidiani inglesi di Toronto che ha come obiettivo di influenzare l’opinione pubblica sul danno che rappresenterebbero per il Canada se i programmi della Rai dovessero giungere direttamente dall’Italia nelle nostre case. Mentre, a loro dire, è un bene per il Canada se continuiamo a vederli attraverso TLN, infarciti della pubblicità di Toronto e del loro modo di essere italiani. Siamo ai limiti del grottesco, il Direttore di TLN afferma che con l’arrivo di Rai International in Canada è addirittura in pericolo il multiculturalismo. Lo steso tizio che va a Roma per cercare di "convincere" il direttore di Rai International, che la collaborazione con TLN è l’unico modo per entrare in Canada e se ne ritorna a Toronto dicendo, attraverso i giornali, che è stato offeso. Insomma ci prende proprio tutti per degli imbecilli.

Il 21 novembre circa tre mila persone si sono recate sotto gli Uffici del CRTC a Hull per manifestare a favore della Rai. Solo da Montreal, dal Centro Leonardo da Vinci, sono partiti 32 autobus. Ebbene, siamo convinti che siamo giunti finalmente alla vigilia di una svolta storica. Molto presto, se è vero che le forze politiche federali sono d’accordo nel riconoscere alla comunità italiana il diritto di conservare le proprie origini culturali, in coerenza con i principi del multiculturalismo su cui si fonda la Società canadese, potremo avere la Rai in Canada. È solo una questione di tempo! La comunità italiana in Canada non si sentirà più discriminata, rispetto ad altre comunità. Finalmente anche in Canada potremo seguire i programmi che l’Italia invia tutti gli italiani nel mondo. E questo grazie alla straordinaria forza della comunità italiana che, forse per la prima volta, si è ritrovata unita intorno alla questione della Rai in Canada. Le Associazioni, i Patronati, le parrocchie cattoliche e pentecostali, gli Organi di informazione, Radio CFMB 12.80, i giornali, il Comitato "Amici per la Rai in Canada", ma soprattutto la gente. Tanta gente che ogni giorno lavora onestamente e contribuisce al far prosperare questo straordinario Paese. Insomma, la Comunità italiana che in maniera spontanea, attraverso la petizione o la partecipazione alla manifestazione ad Ottawa, ha sostenuto da sempre il progetto di far arrivare anche in Canada i programmi della Rai.

La lettera del Comites di Montreal termina con i ringraziamenti al nuovo Primo Ministro del Canada Paul Martin, alla Senatrice Marisa Ferretti Barth, ai numerosi deputati che hanno scritto lettere di appoggio alla Rai in Canada. " A tutti i parlamentari che sono intervenuti direttamente nel dossier della Rai - conclude Rapanà - va ricordato che la battaglia non è terminata e che la Comunità italiana ha ancora bisogno di loro, come loro avranno bisogno della Comunità italiana. In attesa della Rai il Comites di Montreal augura a tutti i politici, federali, provinciali, comunali e alla Comunità italiana tutta i più fervidi e affettuosi auguri di Buon Natale e di Felice Anno Nuovo". (Inform)


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