* INFORM *

INFORM - N. 237 - 14 dicembre 2003

Tremaglia in visita all'Ospedale Italiano di Montevideo

Chiesto dai dirigenti dell'Istituto un diretto intervento delle autorità italiane che salvi la struttura ospedaliera

MONTEVIDEO - (Dal nostro inviato) - Il primo atto ufficiale del Ministro Tremaglia in Uruguay è stato quello di visitare l'Ospedale Italiano Umberto I. Un grande ente ospedaliero, ricco di storia e tradizioni, che sta però attraversando momenti difficili. Dall'inizio del 2003 la struttura ospedaliera è infatti gestita da una Commissione di emergenza che, con duro lavoro e sacrificio, è riuscita ad evitare il fallimento dell'ente. Un primo passo che ora dovrà però portare sia ad un concreto risanamento economico della struttura - il debito dell'ente ammonta ad un milione di euro - sia all'elaborazione di specifici programmi che permettano di salvaguardare le capacità operative dell'ospedale e il lavoro dei 450 dipendenti. La visita del Ministro, che è stato accolto al suo arrivo dal Presidente della Commissione direttiva dell'ospedale Guido Salsar, ha avuto inizio con un breve momento di raccoglimento di fronte alla lapide che ricorda i caduti italiani della prima guerra mondiale. Momenti di commozione nel corso dei quali è stata deposta una corona di fiori ed un anziano reduce alpino ha letto ad alta voce i nomi degli italiani rimasti uccisi nell'attentato in Iraq. L'incontro è poi entrato nel vivo con l'intervento del Presidente della Commissione d'Emergenza Renato Azzoni che ha lanciato al Ministro un vero proprio SOS.

Secondo il dirigente dell'ente, infatti, la struttura ospedaliera potrà essere salvata solo se si migliorerà il bilancio finanziario dell'Istituto e se si innalzerà il livello d'attenzione, con particolare riguardo per gli italiani indigenti, per i pazienti pubblici e privati. Per Iazzoni sarà inoltre necessario sia un ammodernamento edilizio della struttura, sia un miglioramento dei servizi sanitari offerti dall'ospedale. Un salto di qualità che eviterebbe la scomparsa di una delle poche istituzioni italiane ancora operanti in Uruguay.

Dopo il breve intervento dell'Ambasciatore Giorgio Malfatti che ha ricordato l'impossibilità di aiutare l'Ospedale attraverso la cooperazione allo sviluppo ed ha ipotizzato l'attivazione di nuove forme di sostegno basate sul credito di aiuto per le piccole e medie imprese, ha preso la parola il Ministro Tremaglia che, oltre a dare la sua piena disponibilità a sottoporre il caso dell'ospedale al Ministro degli Esteri Frattini, ha chiesto con determinazione alla Commissione d'emergenza, al fine di salvare l'importante istituto italiano, l'elaborazione di uno innovativo progetto, orientato all'assistenza sanitaria della nostra comunità e degli indigenti dell'Uruguay. Secondo Tremaglia, che ha sottolineato il valore dell'accoglienza e si è detto pronto a visionare ogni possibile proposta, questo simbolo dell'Italia in Uruguay dovrà comunque sopravvivere, anche se questo dovesse portare ad un cambiamento di finalità della struttura.

Dopo l'incontro con i dirigenti dell'Ospedale, che è stato caratterizzato anche da alcune note polemiche per la scarsa attenzione dei precedenti Governi alla problematica, il Ministro si è poi recato presso la sede dell'Associazione Nazionale Ex Combattenti e Reduci dove ha fatto colazione con i rappresentanti delle collettività italiane dell'Argentina e dell'Uruguay. Un incontro più disteso e caloroso, ricco di tricolori, canti ed applausi, nel corso del quale è stato presentato il francobollo per i 50 anni del Patronato UGL ed è stata consegnata a Tremaglia una speciale bottiglia di vino, caratterizzata dalla scritta "Combattente per l'italianità, che porta sulle etichette una foto di Tremaglia ed una sintesi della sua attività politica in favore degli italiani all'estero. Nel suo intervento il Ministro, dopo aver esortato le giovani generazioni a chiedere ai propri padri cosa voglia dire dare tutto per la propria terra, ha posto in evidenza la necessità di rispettare i valori della Patria per l'intera vita. Tremaglia si è infine scusato con i rappresentanti delle comunità per l'annullamento del sua viaggio in Argentina. Un prevedibile "bagno di folla", bloccato da ragioni di sicurezza, che secondo il Ministro potrebbe però avvenire entro pochi mesi. (Goffredo Morgia-Inform)


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