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INFORM - N. 236 - 12 dicembre 2003

Svizzera - La discriminazione non scompare alla prima generazione

BASILEA - Le preoccupazioni della Commissione federale degli stranieri per quanto riguarda la mancanza di pari opportunità sul mercato del lavoro anche per i giovani della seconda generazione hanno trovato conferma in una ricerca realizzata dal Forum svizzero per lo studio delle migrazioni e della popolazione. L’indagine si è servita di un metodo già utilizzato in altri paesi: a diverse aziende sono state inviate lettere di candidati ad un posto di lavoro, che differivano tra loro solo per la nazionalità. Luogo di nascita (Svizzera), tipo di qualificazione ed età erano le stesse. Le nazionalità, invece, potevano essere: svizzera, turca, portoghese e dell’ex-Jugoslavia.

Gli autori della ricerca hanno definito come discriminatorio il comportamento di un datore di lavoro nel caso in cui sia stato invitato per un colloquio solo il candidato svizzero e non quello straniero. Di comportamento non paritario si parla invece nel caso in cui lo straniero sia stato preso in considerazione solo dopo che lo svizzero ha rinunciato all’impiego. La ricerca dimostra che tutte le nazionalità straniere esaminate subiscono una delle due forme di disparità di trattamento, anche se in percentuali diverse: i più colpiti risultano essere i giovani albanesi del Kosovo, seguiti dai turchi. Ci sono differenze, però, tra i settori lavorativi: nell’edilizia la nazionalità non gioca un ruolo importante, mentre la discriminazione è più evidente nel settore alberghiero e in quello dei servizi. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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