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INFORM - N. 232 - 8 dicembre 2003

Presentato a Roma "Borderlines", Linee di confine: l'ultimo Quaderno sull'emigrazione della Cosmo Iannone Editore

ROMA -E' stato presentato a Roma, nell'ambito della Fiera della piccola e media editoria, "Borderlines: migrazioni e identità nel Novecento". Il volume, che raccoglie i contributi di 17 specialisti operanti in diverse aree culturali e presso importanti Paesi d'accoglienza, fa parte dei "Quaderni sull'emigrazione" della Cosmo Iannone Editore. Una collana che raccoglie riflessioni analitiche e testimonianze sull'emigrazione e che presta particolare attenzione alla realtà dei molisani e degli italiani nel mondo. Già nel titolo il libro evidenzia la volontà di superare i confini dei consueti stereotipi interpretatitivi dell'identità e propone un'attenta analisi delle variegate dimensioni che hanno caratterizzato la realtà migratoria italiana del 900. Tre sezioni, dedicate all'emigrazione oltre i confini, alla mobilità interna ed all'immigrazione verso l'Italia, che consentono al lettore di approfondire ed apprezzare, attraverso le testimonianze degli autori, il dinamismo e la complessità di questi contesti. Un viaggio nella memoria, nella cultura e nell'attualità migratoria del nostro Paese che, al fine di favorire lo sviluppo di un concetto di identità aperta e plurima, viene proposto in versione bilingue. Il volume, che presenta in copertina un significativo accostamento tra le foto del secolo scorso di uno strillone italiano a New York e di un venditore immigrato nel nostro Paese, è infatti stato scritto in italiano ed in inglese. Una doppia versione che permette di cogliere al meglio - non tutti i saggi sono stati scritti in italiano - il messaggio originario degli autori.

La presentazione del libro si è aperta con l'intervento di Norberto Lombardi coordinatore della collana che ha ricordato come a tutt'oggi la Cosmo Iannone Editore abbia tre collezioni aperte sulle tematiche dell'emigrazione. Oltre ai "Quaderni", di cui fa parte il libro "Borderlines" vi sono infatti le collane "Reti", significativi testi letterari di autori di origine italiana e di scrittori immigrati nel nostro Paese, e "I Memoriali". Una serie, quest'ultima, interamente dedicata al recupero di storie di vita e di materiale autobiografico del mondo delle migrazioni. Lombardi ha inoltre sottolineato come questa originale pubblicazione ponga in evidenza, senza alcun rete di protezione, i diversi punti d'incontro e gli incroci che intercorrono fra emigrazione, immigrazione e mobilità.

La curatrice del libro Loredana Polezzi ha invece sottolineato l'idea di migrazione, legata alla commistione, alla molteplicità dell'identità ed alla mobilità, che emerge dall'opera. Per la docente di linguistica la stessa scelta del modello espressivo, tra lingua della memoria e linguaggio d'accoglienza, effettuata dagli autori rappresenta inoltre un importante spunto di riflessione. Significativa anche la testimonianza della scrittrice italo - argentina Clementina Sandra Ammendola che ha ricordato come l'emigrazione di ritorno contribuisca alla "circolarità" ed all'evoluzione della nostra lingua e dell'italianità. Una decisione, quella di rientrare nella Patria d'origine, che, secondo la scrittrice, è divenuta, dopo l'aggravarsi della crisi argentina, quasi una scelta obbligata per molti connazionali. Un ritorno in Italia che, nonostante le affinità culturali, ha presentato alcune difficoltà operative, come ad esempio il mancato riconoscimento del titolo di studio e della patente conseguite in Argentina, ma anche inaspettate sorprese "Al mio rientro Italia - ha infatti spiegato la scrittrice dopo aver ricordato come a tutt'oggi persistano tra il nord ed il sud della penisola gli stessi pregiudizi di tanti anni fa quando partirono le prime ondate migratorie verso l'Argentina - ho trovato tanti Paesi che convivono fra di loro. L'Italia industriale, l'Italia artistica, l'Italia operaia e quella accademica che lavora e vive anche all'estero".

Dopo l'intervento dello scrittore tunisino Mohsen Melliti che ha sottolineato la differenze che intercorrono tra il mondo linguistico del giornalismo e quello della narrativa e come a tutt'oggi la società italiana non sia ancora pronta a comprendere e valorizzare la letteratura immigrata, la curatrice del volume Jennifer Burns ha rilevato infine come la chiave interpretativa proposta dal libro permetta una innovativa e concreta rilettura sia dell'emigrazione italiana nel mondo, sia dell'immigrazione diretta verso il nostro Paese. (Goffredo Morgia-Inform)


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