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INFORM - N. 230 - 4 dicembre 2003

Unione Europea: Nuove disposizioni comuni per la politica migratoria

BRUXELLES - I Ministri degli Interni dell’Unione Europea si sono accordati per garantire alle vittime della tratta degli esseri umani un permesso di sei mesi nel caso in cui esse siano disposte a denunciare i loro sfruttatori. Dopo questo periodo di tempo il permesso potrà essere prolungato. Le persone - si tratta soprattutto di donne e di ragazzi giovani - riceveranno un sostegno finanziario e sociale, mentre viene demandata ad ogni singolo stato la decisione di concedere o meno anche un permesso di lavoro. Lo scopo è quello di favorire la lotta al traffico di esseri umani che sfocia in genere nella prostituzione forzata.

La Commissione Europea ha avviato i negoziati con diversi paesi terzi per facilitare la riammissione di cittadini emigrati illegalmente. Dopo un anno di trattative è stato firmato un accordo con l’Albania, che si impegna in questo modo a riaccogliere sia i propri cittadini sia persone che sono transitate sul suo territorio per raggiungere un paese membro dell’Unione Europea. Per ora accordi simili sono stati firmati solo con lo Sri Lanka, Macao e Hong Kong, ma sembra prossimo quello con il Marocco, che è un’importante paese di emigrazione. In cambio, però l’UE deve garantire possibilità legali di immigrazione per un certo numero di marocchini. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)


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