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INFORM - N. 229 - 3 dicembre 2003

RASSEGNA STAMPA

"Tribuna Italiana", Buenos Aires 3 dicembre 2003

Per le minacce all’Italia: sospesa la visita in Argentina del ministro Tremaglia

La possibilità di attentati terroristici in occasione della visita, ha indotto i responsabili della sicurezza d’accordo col ministro per gli Italiani nel Mondo, a decidere il rinvio del viaggio, senza fissare per adesso una nuova data. Chiuso il teatro Coliseo.

BUENOS AIRES – L’annunciata visita del ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia all’Argentina è stata sospesa per ragioni di sicurezza. Dati attendibili, minacce lanciate da portavoce dei gruppi terroristi islamici e avvertimenti dei servizi di intelligence, hanno convinto i responsabili della sicurezza a chiedere al ministro Tremaglia di sospendere l¹annunciato viaggio, ottenendo il suo assenso.

Come è noto, i gruppi estremisti islamici hanno annunciato attentati contro l’Italia, a causa della sua partecipazione alle operazioni in Iraq. Le minacce sono state tragicamente confermate con l’attentato con un¹autobomba a Nassiriya, contro la sede dei Carabinieri che provocò la morte di dodici carabinieri, cinque soldati dell¹Esercito, due civili italiani e nove iracheni, lo scorso 12 novembre. Ulteriori attendibili segnalazioni, hanno indicato la possibilità che le missioni diplomatiche italiane nel mondo possano essere colpite e per questo la Farnesina ha disposto uno stanziamento di cinquanta milioni di euro per rafforzare le misure di sicurezza nelle sue sedi all’estero. Per di più alcuni servizi stranieri hanno avvertito il governo argentino sulla possibilità di attentati contro obiettivi statunitensi, israeliani, britannici, spagnoli e anche italiani nel Paese.

Per completare la valutazione che hanno affrontato i responsabili della sicurezza, c’è da ricordare che due settimane fa, il Corriere della Sera riferiva di minacce, non meglio identificate, di possibili attentati a un ministro italiano in viaggio all¹estero. Non è che Tremaglia fosse l’unico ministro con programmi di trasferte, anzi. Il semestre europeo impone ai membri del governo quasi continui spostamenti in Europa e quindi maggiori sfide per i servizi di sicurezza italiani.

C¹è inoltre da ricordare che il programma di Tremaglia prevedeva continui spostamenti in varie città dell¹Argentina e numerosi incontri con la collettività. Buenos Aires, Rosario, La Plata, Mar del Plata, Cordoba, Baradero e Campana erano le città che avrebbe visitato. E inoltre pensava di fare una riunione con la collettività a La Rural, cioè in un posto di maggiore capienza rispetto al Coliseo. Il ministro infatti, da tempo sognava i bagni di folla con la più grande collettività italiana all’estero. Un viaggio che, tra l¹altro, aveva atteso per molto tempo e che specialmente a causa della grave crisi che colpiva l’Argentina, non aveva potuto fare ancora, nella sua veste di ministro per gli Italiani nel Mondo. Ragion per cui non era assolutamente proponibile un ridimensionamento del viaggio, con meno spostamenti e con meno incontri aperti a tutti.

La minaccia del terrorismo islamico ha costretto quindi ad un ripensamento e a una rinuncia dolorosa, ma prudente.

Come conseguenza delle minacce, sono state prese misure addizionali per proteggere le sedi diplomatiche e consolari italiane e a Buenos Aires è stata predisposta la chiusura preventiva del teatro Coliseo, per questa stagione. Per questo motivo varie manifestazioni programmate anche da associazioni della collettività saranno dirottate in altre sedi.

In dialogo radiofonico con i membri del suo partito a Buenos Aires, Tremaglia si è detto molto dispiaciuto per aver dovuto sospendere il viaggio, ma ha riaffermato la volontà di visitare la nostra comunità non appena sarà possibile.

Il dispiacere del ministro

Alla fine il Ministro non verrà. Le "attuali preoccupazioni in materia di sicurezza", come è stato annunciato ufficialmente, hanno sconsigliato la programmata visita dell¹on. Mirko Tremaglia, ministro per gli Italiani nel Mondo, che avrebbe dovuto iniziare sabato prossimo una visita di dieci giorni in Argentina.

Le preoccupazioni cui ha fatto riferimento la comunicazione ufficiale, si riferiscono alle minacce di attentati lanciate da gruppi terroristi islamici, prima e dopo il terribile attentato che a Nassiriya costò la vita a 19 italiani in missione in Iraq.

Le minacce, che sono state conosciute per gli annunci dei portavoce dei gruppi terroristi e per intercettazioni degli investigatori italiani, alludono anche alla possibilità di attentati a obiettivi italiani all¹estero e, alcuni giorni fa si è saputo che due servizi di intelligence stranieri, hanno avvertito il governo argentino sulla possibilità di attentati di matrice islamica. Tra gli obiettivi segnalati, anche le sedi diplomatiche italiane, per le quali è stato predisposto un rafforzamento della sorveglianza.

Per prudenza è stata decisa anche la chiusura del teatro Coliseo, un bene del Demanio italiano, per cui alcune manifestazioni in programma in quella sala, come il festival della canzone campana, il festival di chiusura della Settimana di Calabria e probabilmente anche la festa di chiusura del corsi della Dante, sono stati spostati in altre sale.

C’è da ricordare inoltre che una delle minacce - come ha fatto sapere il Corriere della Sera quindici giorni fa - alludeva alla possibilità di un ministro italiano in viaggio all¹estero.

Domenica scorsa, il ministro Tremaglia, in comunicazione telefonica col programma radiofonico Italia Tricolore, del Comitato Tricolore, l¹associazione di partito che affianca Alleanza Nazionale nei rapporti con gli italiani all¹estero, si è detto molto dispiaciuto per la decisione dell¹apparato di sicurezza dello Stato, che ha chiesto il rinvio del viaggio.

La richiesta di rinvio del viaggio risponde ad una questione di elementare prudenza. Anche se poco probabile, il rischio di un attentato non può essere sottovalutato, e non si può dimenticare che l’Argentina è stata colpita due volte dal terrorismo islamico con le autobombe. Il ministro rappresenta il governo italiano e quindi è un bersaglio simbolico. I responsabili della sicurezza non hanno voluto neanche pensare alla possibilità di un attentato in occasione del raduno con i connazionali in Argentina.

Quindi la decisione presa, nonostante la delusione per il ministro e per la collettività che avrebbe voluto incontrarlo, è una misura di elementare prudenza.

C¹è inoltre un¹altra ragione per il rinvio, che è rimasta in ombra a causa di quella più pesante della minaccia terrorista. Si tratta della crisi nel partito del ministro, Alleanza nazionale, dopo le dichiarazioni del presidente di An Gianfranco Fini in Israele, di condanna delle leggi razziali, della Repubblica di Salò e del ripensamento su Mussolini. L’on. Tremaglia ha sempre rivendicato la storia dei "ragazzi di Salò", quelli che come lui, allora avevano sedici-diciotto anni, e per patriottismo, pur se sbagliando, aderirono all¹ultimo tentativo del fascismo di conservare il potere, quando la disfatta era imminente. Si trova quindi tra quelli che hanno criticato Fini per le sue dichiarazioni. Ma Tremaglia ha sempre avuto nel presidente di An il suo appoggio principale in seno al Consiglio dei Ministri e quindi, nel corso del dibattito interno, non era del tutto conveniente lasciare l’Italia durante dieci giorni.

La prudenza quindi, sia per le minacce terroristiche che per affrontare il dibattito interno al partito, ha consigliato il rinvio. (Marco Basti-Tribuna Italiana)

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