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INFORM - N. 227 - 1 dicembre 2003

Il "Messaggero di sant’Antonio", edizione italiana per l’estero, intervista Matilda Raffa Cuomo: dal Mentoring al Programma AP per l’italiano

PADOVA - Il "Messaggero di sant’Antonio", edizione italiana per l’estero, ogni mese raggiunge circa 80 mila compatrioti che sparsi nel mondo. Tra i temi del numero di dicembre il Natale vissuto all'estero attraverso la suggestione del Presepe; l'attualità con una intervista allo scienziato italiano Mauro Ferrari impegnato nella ricerca contro il cancro; un ricordo di Annalena Tonelli, che letteralmente per l'Africa ha dato la vita. Qui di seguito pubblichiamo una intervista di Vincenzo Pascale a Matilda Cuomo.

Signora Cuomo, lei è attiva sia con il Programma Mentoring sia con il Programma AP per l’italiano. Ci può parlare di queste due esperienze?

Il Programma Mentoring iniziò nel 1986 quando con mio marito condivisi lo stesso allarme per l’alta percentuale di abbandoni nelle scuole statali di New York. Si poneva la necessità di trovare una strategia per far rimanere i ragazzi a scuola. L’esperienza come madre e come insegnante mi aveva fatto capire che il problema si risolveva con l’affiancare ad ogni bambino a rischio un adulto volontario preparato, un mentore insomma. Nel 1987 il Programma Mentoring fu varato per l’intero Stato di New York per i bambini dall’asilo fino alla terza media. Dopo pochi mesi ci giunsero centinaia di richieste di affiliazione da parte di poliziotti, politici, presidi e direttori didattici tutti entusiasti di questo programma che aveva preso il nome da Mentore, l’amico fidato di Ulisse che si prese cura di Telemaco mentre Ulisse in guerra. Fu così che il New York State Mentoring Program si rivelò un modello di successo che trovò nelle scuole un valido sostegno. Nel 1995 quando Mario Cuomo lasciò la carica di governatore, il New York State Mentoring Program fu interrotto dalla nuova amministrazione.

Tuttavia, sostenuta dalla mia famiglia, creai il Mentoring Usa: un’organizzazione non-profit con l’aiuto finanziario iniziale di Howard Maier e Martin Silverman. Da allora il programma ha continuato a crescere, e recentemente i governi di California, Florida, Texas, North Carolina, Connecticut e Nebraska hanno sostenuto il Programma Mentoring Usa nei rispettivi Stati. Contiamo di espandere il programma e di operare sia con i ragazzi a rischio delinquenziale sia con i senzatetto attraverso la costruzione di case d’accoglienza e programmi riabilitativi che permettano a costoro di imparare un lavoro e ritornare alla vita normale. Il Mentoring Program è stato varato anche in Italia dov’è guidato da Sergio Cuomo ed è attivo in diverse province.

Per quanto riguarda, invece, il Programma AP per l’italiano, la sua gestazione è stata lunga e articolata. È in iziata nel 1987 quando l’allora presidente del consiglio (ed oggi senatore) Giulio Andreotti mi invitò a Roma per la Prima conferenza per la promozione della lingua e cultura italiana negli Stati Uniti, a cui seguì la creazione, da parte di mio marito Mario (da governatore) del Programma «Due case, una tradizione», la cui funzione era quella di rafforzare i legami tra gli Stati Uniti e l’Italia in campo economico, culturale ed educativo. Questo programma ebbe un considerevole successo e portò diversi studenti del New York Fashion Institute a collaborare con stilisti come Armani e Valentino. Per quanto riguarda la promozione della lingua italiana, l’ostacolo sorgeva nella mancanza di un Programma AP per l’italiano dedicato agli studenti delle scuole superiori. Solo nel 1999, sotto la guida della dottoressa Cifone del consolato d’Italia di New York, del console Radicati, del presidente dell’Aati (American association teachers of italian) Christopher Kleinhenz con il presidente della NIAF, Frank Guarini. Questo portò alla formazione di un piano per l’attivazione del Programma AP, e qui subentrarono the Order of Sons of Italy e Unico. Queste tre organizzazioni italoamericane per la prima volta collaborarono allo stesso programma.

Cosa significa realmente inserire l’italiano nel Programma AP?

Permette agli studenti di studiare l’italiano nelle scuole superiori e ricevere punti per la stessa materia quando saranno all’Università. Permette anche di far avvicinare tanti giovani d’origine italoamericana alla lingua e alla cultura dei loro ascendenti che hanno contribuito con il loro lavoro e la loro cultura a rendere grande questa nazione ma anche di relazionarsi pienamente con l’Italia, la sua storia e la sua arte.

Lei gode di una stima e di una considerazione che poche altre donne negli Stati Uniti possono vantare. Ci può spiegare da cosa deriva questo fenomeno?

Ho sempre cercato di promuovere i valori che mi sono stati trasmessi dalla mia famiglia: solidarietà e lavoro, e di trasmetterli a mia volta alla società. Questo messaggio è stato recepito da industriali e amministratori che hanno apprezzato e sostenuto la missione umana insita nel Mentoring Program. Quando si avviano programmi di grande portata umanitaria, le distinzioni politiche e ideologiche vengono a cadere. È compito nostro e di tutti occuparsi di chi nella vita è meno privilegiato. Per quanto riguarda il Programma AP per l’italiano, la riscoperta e lo studio delle proprie radici e della propria cultura, si tramuta in un rafforzamento della propria personalità e in una migliore comprensione della società stessa. Ho sempre operato nutrendo un immenso amore per l’Italia: un Paese che malgrado l’emigrazione di massa, ha dato tanto al mondo nell’arte, nella musica e nella cultura. (Vincenzo Pascale-Messaggero di sant’Antonio/Inform)


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