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INFORM - N. 227 - 1 dicembre 2003

"Italo-argentini. Una diaspora" di Anna Maria Minutilli

Una lucida disamina sull'emigrazione di ieri e di oggi e sui flussi di ritorno verso l'Italia

ROMA - E' stato presentato a Roma, presso l'Istituto Italo Latino Americano (IILA), il libro della ricercatrice e giornalista Anna Maria Minutilli dal titolo "Italo-argentini. Una diaspora". Una composita pubblicazione, finanziata dalla Regione Lombardia e pubblicata dalle Edizioni Mantovani nel Mondo, che analizza con rigore scientifico, oltre alla storia e all'attualità della nostra collettività in Argentina, anche il nuovo fenomeno dell'emigrazione di ritorno. Nel libro, dopo una breve riflessione sugli avvenimenti che hanno portato alla grave crisi economica e sociale dell'Argentina, vengono infatti affrontati sia gli aspetti che hanno caratterizzato la storia italiana in questo grande Paese d'accoglienza, come ad esempio il rapporto delle collettività con l'economia argentina, il sostegno della Chiesa e l'apporto dell'associazionismo, sia problematiche di estrema attualità come l'applicazione delle norme sulla cittadinanza e l'evoluzione dell'emigrazione di ritorno.

Una questione, quest'ultima, che viene approfondita in uno specifico capitolo dal quale si evince come a tutt'oggi, dopo l'approvazione della legge Bossi-Fini che prevede una corsia preferenziale per il rientro dei lavoratori di origine italiana, siano tornati nel nostro Paese dall'Argentina sia giovani con un alto livello di istruzione, di terza e quarta generazione, sia emigrati più avanti in età che non hanno portato a compimento il loro progetto migratorio. Ma non è l'Italia la meta privilegiata degli italo-argentini che tentano la fortuna in Europa. Negli ultimi anni la comunità dei cittadini argentini di origine italiana sul territorio spagnolo ha infatti raggiunto il tetto delle 120.000 unità.

Da segnalare - oltre alle introduzioni di Ludovico Incisa di Camerana, già Ambasciatore d'Italia in Argentina, del Presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo Daniele Marconcini e del Presidente della Federazione argentina delle associazioni lombarde (FADAL) Carlos Roberto Carrara - la presenza nel libro di "consigli utili" per i connazionali all'estero, di una scheda informativa sugli italiani indigenti dell'Argentina e di un intero capitolo sulla storia e le iniziative dell'emigrazione lombarda nel mondo.

Ad aprire il dibattito è stato lo stesso Ambasciatore Incisa di Camerana. Dopo aver ricordato che l'emigrazione italiana ha avuto inizio ben prima del 1860 ed ha portato nelle corti europee la creatività ed il grande genio del Rinascimento italiano, ha sottolineato il prezioso contributo tecnico e professionale dei nostri emigrati allo sviluppo agrario dell'Argentina. L'Ambasciatore ha inoltre evidenziato come a tutt'oggi i nostri connazionali continuino a lasciare l'Italia, circa 500.000 nei soli anni novanta, per cercare fortuna all'estero.

Il Presidente dei "Mantovani nel Mondo" Marconcini ha posto in evidenza come l'emigrazione lombarda in America Latina abbia avuto inizio con la crisi economica che fece seguito all'unità d'Italia e sia stata incentivata dall'abolizione della schiavitù in Brasile. Dopo aver ricordato la preziosa opera di assistenza e di raccordo svolta in questo contesto dalla Chiesa mantovana, Marconcini ha sottolineato la vitale presenza dei mantovani anche in Costarica - questa comunità stupì il Paese con la proclamazione del primo sciopero organizzato – oltre che in Australia dove però, prima dell'integrazione, si rischiò uno scontro sociale. Nell'evidenziare la necessità di ricordare la storia migratoria per gestire la presenza di oltre 20 milioni di immigrati in Europa, Marconcini ha spiegato come la scelta di pubblicare questo libro sull'Argentina, la sesta opera promossa dell'Associazione in cinque anni, nasca sia dalla necessità di approfondire le dinamiche della cospicua presenza lombarda in Argentina sia dal forte coinvolgimento, a causa del suo potenziale economico, di questa regione del Nord Italia nell'emigrazione di ritorno. Il Presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo ha infine sottolineato come la drammatica vicenda argentina, il primo caso di un Paese moderno che piomba improvvisamente nella povertà, ci debba far riflettere sulla certezza di un benessere che noi diamo per scontato.

L’autrice del libro Anna Maria Minutilli, ricercatrice dell’Università tedesca di Aachen, è intervenuta per sottolineare come a tutt'oggi, nonostante vi siano in Argentina incoraggianti segni di ripresa, l'emigrazione di ritorno verso l'Italia sia ancora una realtà in pieno svolgimento. Ha poi definito "sacrosanto" il diritto all'emigrazione ed ha denunciato l'inadeguatezza della legge italiana sulla cittadinanza, una normativa che ritiene ormai datata, e la mancanza di un'informazione aggiornata sull'Italia che dia alle giovani generazioni all'estero un visione corretta delle possibilità di realizzazione lavorativa nel nostro Paese.

E' stata poi la volta del Consigliere del CGIE Pietro Schirru (Australia) che ha rilevato come la lucidità della pubblicazione permetta di confrontare l'esperienza dell'emigrazione in Argentina con quella di altri Paesi d'accoglienza. Il libro, secondo Schirru, favorirà inoltre, grazie alla riscoperta della memoria migratoria, la nascita di una nuova interpretazione multiculturale della società volta a garantire le prerogative degli immigrati. L'incontro si è concluso con l'intervento del regista Dino Viani che ha presentato un suo cortometraggio dal titolo "Dessarraigo". Un film che narra, in un'atmosfera densa di significati, il sogno di un anziano emigrato che immagina il suo ritorno alla terra d'origine. (Goffredo Morgia-Inform)


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