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INFORM - N. 226 - 28 novembre 2003

Rai in Canada: manifestazione della comunità italiana a Ottawa

Rapanà: "il Governo italiano ci sembra un po’ assente in questo momento particolarmente critico"

OTTAWA - Venerdì 21 novembre 2003, oltre 2.500 persone hanno dato vita ad una manifestazione senza precedenti nella storia della Comunità italiana in Canada, per sensibilizzare la CRTC (Autorità canadese che regola il sistema delle comunicazioni), alla concessione della licenza a Rai International di trasmettere in Canada come in tutto il mondo 24 ore su 24. Il messaggio è stato chiaro e senza equivoci: la Comunità italiana tutta dice basta a questa discriminazione e chiede di poter ricevere i programmi della televisione italiana direttamente dall’Italia, senza manipolazioni e senza censure.

Ogni giorno in Canada riceviamo 24/24 le emissioni della televisione francese "RFO", della televisione britannica "BBC" di quella tedesca "Deutsche Wellw", di quella polacca "TV Polonia", ma non è possibile ricevere le emissioni della televisione italiana, perché? Questa è la domanda che la Comunità italiana in Canada ha voluto fare alla CRTC e al Governo canadese, con la manifestazione del 21 novembre 2003.

Donne, uomini, giovani e meno giovani, avvolti nello sventolio di migliaia di bandiere del Canada, del Québec e dell’Italia, si sono ritrovati insieme per chiedere a gran voce il riconoscimento del loro diritto a preservare la loro cultura di origine. Abbiamo presentato nella capitale canadese i nostri valori e la nostra cultura. Per tre ore ai funzionari federali che si affacciavano stupiti dagli Uffici che danno su Promenade du Portage, una delle vie principali della capitale canadese, appariva un tappeto di bandiere dei due paesi, mentre dal bravissimo coro del gruppo folcloristico Abruzzese (AFA) di Montreal si levava l’inno di Mameli e l’inno nazionale canadese. Una delegazione è stata ricevuta dal Direttore eecutivo della CRTC che ha affermato che mai nella capitale si era svolta una manifestazione del genere e che l’esame del voluminoso dossier sulla Rai sta per essere concluso e la CRTC deciderà, in modo autonomo e indipendente, quando dare una risposta alle domande.

Ma noi sappiamo anche che una decisione così importante, che incide direttamente sul benessere degli italo-canadesi non può prescindere dalla volontà politica: Parlamento e quindi del Governo canadese. Il nuovo Primo Ministro Paul Martin al quale la Comunità Italiana è molto legata non potrà certamente ignorare che da LaSalle, suo collegio elettorale, sono pervenute circa ventimila firme sulla petizione a sostegno della Rai in Canada, e lo ha potuto costatare anche di persona, il 12 ottobre scorso, quanto oltre quattromila italo-canadesi, al seguito della Senatrice Marisa Ferretti Barth, hanno sfilato per le vie di LaSalle per ricordare il "Columbus day". In quella occasione il giornalista Cristiano de Florentiis, inviato della Rai in Canada, rivolse al prossimo Primo Ministro la seguente domanda: Rai International ha fatto richiesta alla CRTC di poter trasmettere il suo canale 24 ore anche in Canada. Lei è favorevole a tale richiesta? La risposta dell’on. Paul Martin fu la seguente: Come lei sa, adesso è l’agenzia che prenderà questa decisione. Le posso dire comunque che la televisione italiana è molto importante e tutti i nostri membri del parlamento la sostengono, ha un sostegno enorme. Ovviamente ha anche un appoggio straordinario tra la gente. Quindi spero tantissimo che tale decisione sia favorevole.

Sulla stessa lunghezza d’onda sono i numerosi deputati federali che hanno scritto al CRTC e tra questi ricordiamo: Massimo Pacetti, Liza Frulla, Yvon Charbonneau, Carole-Marie Allard, Nick Discepola, Eleni Bakopanos, Mrlene Jennings, Mac Harb che hanno nei loro rispettivi collegi migliaia e migliaia di cittadini canadesi di origine Italiana che hanno firmato la petizione.

Ma la nostra attenzione non si limita solo al Canada, ma è rivolta anche al Governo italiano che ci sembra un po’ assente in questo momento particolarmente critico. Forse l’Ambasciata potrebbe prendere posizione più esplicita, come l’ha fatto per il ripristino dei collegamenti aerei da Toronto, facendo pubblicare una lettera senza equivoci. Forse il Ministero degli Esteri italiano potrebbe chiamare l’Ambasciatore canadese in Italia. Forse il Ministero italiano delle Attività Produttive, se non per altro, per i lauti contributi che destina loro, può richiamare le Camere di Commercio ad un comportamento più consono alle richieste della Comunità italiana, che in fondo rappresenta la massa di consumatori ai quali i prodotti italiani s’indirizzano principalmente. Insomma la Comunità italiana chiede l’intervento di tutti per porre fine a una discriminazione e per farlo ha promosso la manifestazione di Venerdì 21 novembre che, per la grande partecipazione e la correttezza, è entrata nella storia della comunità italiana del Canada.

Molte cose è meglio dirle oggi, che siamo ancora in tempo, anziché farlo domani, quando potrebbe essere troppo tardi. Ognuno si assuma le proprie responsabilità. (Giovanni Rapanà*, per "Gli Amici della Rai in Canada)

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* Giovanni Rapanà è Presidente del Comites di Montreal

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