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INFORM - N. 226 - 28 novembre 2003

Fondazione Scalabrini : quando il timore chiude le porte agli immigrati

Al CNEL un Convegno Internazionale sul rapporto fra migrazioni, diritti umani e sicurezza nazionale

ROMA - Si è svolto a Roma, presso il CNEL, il Convegno Internazionale dal titolo "Migrazioni, diritti umani, sicurezza nazionale". All'incontro, organizzato dalla Fondazione Scalabrini in collaborazione con il SIMI (Scalabrini International Migration Institute) e lo CSER per all’inizio del quarto anno accademico dell’Istituto, ha preso parte il Vicario Generale della Congregazione dei Missionari di San Carlo Scalabriniani, Padre Gaetano Parolin. "Il Convegno - ha spiegato - mette a confronto due argomenti di grossa attualità, e cioè il tema dei diritti umani dei migranti e il problema della sicurezza nazionale. Dopo i drammatici eventi del 2001 e quelli che si sono verificati in seguito, numerosi Paesi hanno infatti adottato politiche restrittive nei confronti degli immigrati. E' chiaro che la situazione è piuttosto critica ed un po' allarmante. Però non possiamo rinunciare a riproporre un messaggio che riguarda i diritti umani dei migranti. Prerogative che, tra l'altro, sono state codificate nella convenzione ONU che è entrata in vigore nel luglio di quest’anno. "Quando parlo di momento preoccupante - ha poi precisato Padre Parolin sottolineando la dimensione internazionale del fenomeno - mi riferisco all'Europa e a tutto il contesto mondiale, cominciando dagli Stati Uniti dove le politiche migratorie risentono di questa nuova dimensione della sicurezza che finisce per sacrificare alcuni diritti. In ogni caso non possiamo più concepire un'Italia ed un’Europa senza l'apporto degli immigrati. Noi abbiamo bisogno di questi lavoratori. E' inoltre chiaro che, poiché gli immigrati non sono solo manodopera ma persone, questo apporto dev’essere considerato nella sua interezza, senza dimenticare cioè che i migranti hanno diritto ad avere, in un contesto d'integrazione, una famiglia, dei figli ed un lavoro".

Un questione di vitale importanza, quella dell'integrazione, che è stata ribadita anche da Giorgio Alessandrini, Presidente dell'ONC, l’organismo di coordinamento per l’immigrazione del CNEL. "Questo incontro - ha detto - cerca di mettere a fuoco le due questioni centrali che stanno nelle politiche nazionali ed europee e cioè quella della sicurezza e quella dell'integrazione, ovvero il riconoscimento e l'esercizio concreto dei diritti degli immigrati. Una grande questione, quest'ultima, che per noi del CNEL, rappresenta una possibile strada per riequilibrare iniziative necessarie, come quelle volte alla lotta della criminalità organizzata, con un approccio organico alle politiche migratorie". Per Alessandrini, al di là delle politiche per il rafforzamento dei controlli e per la sorveglianza delle frontiere, la vera sicurezza nasce da un processo di reale e fattiva integrazione degli immigrati.

Dal Preside dell’Istituto Scalabrini Padre Graziano Battistella – il SIMI è una struttura didattica per giovani laureati che permette allo studente di conseguire il Master delle Migrazioni in Scienze Sociali e Teologia Pastorale - è stato invece evidenziato come una politica migratoria, che rispetti la dignità dei migranti, debba fondarsi sui diritti umani. Un indirizzo, ribadito dalla Convenzione ONU sui diritti dei migranti e delle loro famiglie, che a tutt'oggi, nonostante l'impegno del mondo occidentale per la promozione dei diritti umani, non è stato ancora riconosciuto dagli Stati liberali. Una contraddizione che, secondo Padre Battistella, si evidenzia soprattutto a livello europeo dove si vanno delineando posizioni sempre meno gestibili, propense a considerare l'extracomunitario, nonostante dalla Convenzione ONU venga protetta anche la famiglia del migrante, come una persona singola. Un’Europa dai due volti, dunque, che se da un lato guarda all'immigrazione come a qualcosa di necessario - capace cioè di sanare la situazione demografica e di sorreggere lo sviluppo - dall'altro teme il terrorismo e tutto ciò che è straniero.

Nel corso dell'incontro, dopo l'intervento del rettore dell'Università Maria Santissima Assunta, Giuseppe Dalla Torre, volto a sottolineare il problema dell'efficacia dei diritti umani nell'ambito della protezione dei migranti e l'attuale crisi europea della territorialità del diritto, ha preso la parola il professore Fulvio Vassallo Paleologo dell'Università di Palermo che ha evidenziato come l'imminente allargamento dell'Unione Europea possa portare, oltre alla creazione di un'Europa a più velocità, ad un vero e proprio giro di vite, da parte dei nuovi Paesi di frontiera dell'Unione, nei confronti dei migranti. Il prof. Roberto Baratta, docente di Diritto Internazionale presso l'Università di Macerata, ha invece sottolineato la mancanza di grandi divergenze tecniche tra la Convenzione dell'ONU sui migranti e la legislatura italiana. Le vere motivazioni della mancata ratifica da parte del nostro Paese - ha osservato - vanno infatti ricercate sia nell'ambito di specifiche posizioni politiche, sia nell'oggettiva difficoltà delle Nazioni europee, in vista del varo di una direttiva comunitaria sui migranti, a intraprendere un percorso autonomo sull'argomento.

La seconda sessione del Convegno, sul rapporto tra migrazioni e sicurezza sociale, si è invece aperta, dopo l'intervento del coordinatore del dibattito Raimondo Cagiano De Azevedo che ha ricordato la necessità di applicare la cultura della pace al contesto migratorio, con la relazione del prof. Mark Miller dell'Università di Delaware che ha sottolineato come, oltre al problema del terrorismo, la strumentalizzazione politica della questione migratoria abbia finito per ampliare ed accrescere le paure e la richiesta di sicurezza delle popolazioni europee. Una voglia di maggiore tutela che, secondo il rappresentante dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra Manolo Abella, ha fatto da un lato diminuire gli stanziamenti dei Paesi europei per gli eserciti, dall'altro accrescere in maniera esponenziale i finanziamenti per le forze dell'ordine che ad esempio, nel caso dei Carabinieri, sono lievitati del 60 per cento. Dopo l'intervento del sociologo dell'Università di San Paolo José de Souza- Martins che ha denunciato l'eccessivo inasprimento dei controlli alle frontiere aereoportuali e il rischio che si confonda il migrante con il terrorista, Chaterine Withol de Wenden del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Parigi ha infine sottolineato, in considerazione della vasta comunità mussulmana presente sul territorio transalpino, il timore tutto francese che il mondo islamico possa in qualche modo interferire nella vita del Paese. Una preoccupazione, quest'ultima, che, secondo l'esponente del CNRS - CERI, appare però del tutto infondata. (Goffredo Morgia-Inform)


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