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INFORM - N. 226 - 28 novembre 2003

Aperta a Roma la Conferenza Programmatica del Movimento Cristiano Lavoratori

ROMA - Il rilancio della politica come servizio; un forte impegno per la tutela della famiglia; un appello affinché le forze riformiste, a partire da quelle cristiane, possano compiere un percorso comune per il bene del Paese; la necessità di proseguire sulla via del dialogo sociale e di abbandonare ogni forma di estremismo: questi i motivi portanti della relazione con cui il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) Carlo Costalli, a Roma, ha dato il via ai lavori della Conferenza programmatica della sua organizzazione.

Nella mattinata, sempre a Palazzo Altemps, aveva avuto luogo la riunione dei dirigenti Mcl e del Patronato Sias operanti nelle comunità degli italiani all’estero di Belgio, Germania, Francia, Svizzera, Slovenia, Croazia, Romania, Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Venezuela, Uruguay, Cile. "Comites, CGIE, voto: ruolo e prospettive", questo il tema dell’incontro aperto dagli interventi di Tonino Inchingoli, presidente della Consulta Nazionale Emigrazione (CNE) e segretario generale Mcl, e del direttore generale del Patronato Sias-Mcl, Nicola Napoletano.

Costalli, nel suo intervento al Consiglio Generale del Movimento Cristiano Lavoratori, ha fatto un bilancio dei primi due anni del suo mandato di presidente ed ha tracciato le linee che accompagneranno l’impegno del Mcl nei prossimi anni. "L’impegno in politica - ha detto - deve avere una forte connotazione sociale, di attenzione verso gli ultimi, di servizio alla comunità. E’ una cosa tante volte detta e ripetuta, ma spesso poi dimenticata. La politica non può eludere la domanda sociale’’. La famiglia: per Costalli è "un valore laico da salvaguardare e rafforzare nella sua soggettività, promuovendo un’adeguata legislazione, che favorisca la costituzione di famiglie regolari, basate sul matrimonio tra uomo e donna. Da anni le politiche sembrano andare in senso contrario. Va reso più equo e giusto un fisco, prevalentemente vessatorio. Era un impegno preciso del nuovo governo, ma non è stato fatto molto’’.

Sulle pensioni Costalli ha detto che "ricondurre le spese previdenziali nei limiti delle compatibilità del sistema è un obbiettivo da perseguire, perché le pensioni delle generazioni future non possono essere compromesse da politiche sbagliate o da decisioni rimandate sine die. Ma a questo obbiettivo bisogna puntare senza prove muscolari, ma con una trattativa che coinvolga tutte le parti interessate e, solo dopo, con una decisione finale del governo. Esattamente il contrario di quanto accaduto finora’’.

L’Europa: Mcl guarda con fiducia alla crescita della UE, e auspica da tempo non solo un allargamento verso est, ma anche verso il Mediterraneo. Un’Europa che fonda sulle sue radici giudaico-cristiane la costruzione del futuro, al di là di ciò che è scritto nella Convenzione.

Lavoro e lavoratori : "Nel governo e nelle associazioni imprenditoriali c’è chi punta a ridurre il peso e l’influenza dei corpi intermedi nella vita del Paese. Atteggiamento non nuovo e a cui non si sono sottratti i governi precedenti. Da opposti fronti si spinge per un impossibile ritorno al passato: riconsegnare il destino delle relazioni industriali al puro rapporto di forza. Nell’attuale governo ci sono forze che la pensano come noi; a queste guardiamo con attenzione ed a loro ci appelliamo per evitare dannose derive. Il dialogo sociale va rilanciato stabilendo regole e percorsi che consentano alle parti di esprimersi assumendo coerenti e responsabili comportamenti. Ma servono anche regole ben precise per impedire qualsiasi diritto di veto a chicchessia. Per modernizzare il Paese occorre un rinnovato patto tra tutti i soggetti sociali (tutti, non solo i sindacati) e istituzionali. Chi vuole fare del sistema partecipativo di relazioni il nerbo della competitività del sistema Italia e della coesione sociale lo scopo della loro azione collettiva, esca allo scoperto. Esistono nella maggioranza, oltre a nazionalisti, populisti, liberisti, anche i riformisti? e nell’opposizione, oltre a girotondisti, teorici del conflitto permanente, sacerdoti dell’intransigenza di classe, c’è ancora un’area di riformismo? I temi del lavoro - ha concluso Costalli - non possono essere risucchiati in una logica di bipolarismo esasperato in cui prevalga l’interesse di schieramento, anziché il merito, una logica che scatena gli estremismi che non portano da nessuna parte. Perciò le forze riformiste, a partire da quelle cristiane, che credono nel dialogo e nella voglia di sviluppo, devono unirsi e compiere un percorso comune per il bene di tutta la comunità nazionale". (Inform)


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