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INFORM - N. 221 - 21 novembre 2003

Immigrazione: mercato del lavoro e integrazione: "Non c’è integrazione senza cultura"

COMO - Si è tenuto a Villa Erba sul lago di Como il convegno promosso dalla Presidenza Italiana e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione sociale e culturale dei lavoratori provenienti da paesi extracomunitari.

Molti i relatori d’eccezione invitati alla giornata inaugurale, aperta da un intervento del nostro Ministro del Lavoro Roberto Maroni. Hanno portato il loro contributo Odile Quintin, Direttore Generale per l’Impiego e gli Affari Sociali della Commissione Europea, Antonis Kastrissiankis, della Direzione Generale degli Affari Sociali della Commissione Europea, Martin Donnely, Direttore alle Politiche di Immigrazione e Nazionalità dell’Home Office del Regno Unito, Demetrios Papademetriu, Co-direttore del Migration Policy Institute di Washington e, tra gli altri, il Ministro del Lavoro della Turchia, che ha portato un messaggio di solidarietà alle vittime del massacro di Nassiriya.

All’incontro sono stati invitati anche il Segretario Generale della Società Dante Alighieri, Alessandro Masi, ed i Vice Presidenti dei Comitati di Milano e di Bergamo, rispettivamente Silvano Ciprandi e Italo Ricci, per l’intensa opera benefica svolta dalla "Dante" in favore degli immigrati extracomunitari sul piano dell’integrazione e della formazione didattica e culturale svolta in Italia e preventivamente anche all’estero.

"Sono circa 230 mila i figli di immigrati che frequentano le scuole italiane e circa 700 mila sono stati i nuovi lavoratori immigrati regolarizzati in questi ultimi tempi - ha comunicato ai convenuti il Ministro Roberto Maroni -. Tuttavia l’immigrazione non deve rimanere solo un problema italiano, ma occorre prendere coscienza che è e resta soprattutto un fenomeno ed un problema europeo nella sua globalità. Quindi è necessario garantire un ingresso nel nostro continente che sia nel contempo integrato e controllato nei flussi migratori e da questo punto di vista la Legge n. 189 (la Legge Bossi-Fini) rimane il pilastro della legislazione italiana in materia".

Su questa preoccupazione si è incentrato anche l’intervento del Sottosegretario del Ministero degli Interni Mantovano, che nel suo discorso ha riportato i dati, non sempre felici, della spesso problematica convivenza con gli stranieri da poco giunti in Italia.

Di formazione culturale, riqualificazione tecnica e di altre importanti problematiche hanno parlato anche il Magnifico Rettore dell’Università di Milano Carlo Secchi, Paolo Garonna di Confindustria, e l’Assessore alla Formazione della Regione Lombardia Alberto Guglielmo, che con il suo intervento ha dato modo al Direttore Generale per l’Immigrazione del Ministero del Lavoro, G. Maurizio Silveri, di presentare il meccanismo che regola lo sportello unico. "Solo in Lombardia e nel Lazio – ha spiegato Silveri - si concentrano 300 mila irregolari sui 700 mila presenti nel resto del Paese. Si tratta soprattutto di personale impiegato nel terziario sommerso e nell’assistenza familiare. La Legge che nel 2002 ha permesso di quotare a 75 mila gli ingressi regolarizzati con regolare contratto di lavoro, darà modo a sempre più numerosi stranieri di integrarsi nel nostro sistema economico e sociale".

"Ma per fare tutto ciò - ha chiuso la prima giornata dei lavori il Segretario Generale della Confartigianato Guido Bolaffi - bisognerà ragionare anche in termini di risorse culturali spendibili nel campo dell’integrazione sociale, della formazione linguistica e della ricerca scientifica". "Nuovo – ha ricordato ancora Bolaffi - è il fenomeno di molte imprese aperte da extracomunitari che hanno apportato benessere alla nostra economia creando nuovi posti di lavoro e difendendo il prodotto italiano". I lavori sono proseguiti il giorno successivo con gli interventi del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, del Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro Antonio Sacconi e dei Ministri e Responsabili del Lavoro della Repubblica Ceca e di Ungheria, Polonia, Spagna, Austria e Malta. (Inform)


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