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INFORM - N. 220 - 20 novembre 2003

La news letter dei DS in Svizzera

Uniti per unire, una proposta anche per la Svizzera

ZURIGO – Le assemblee congressuali che si sono tenute lo scorso fine settimana scorsa a Bologna, Roma e Napoli segnano oramai il passo verso una novità ineludibile della scena politica italiana: i Democratici di sinistra, la Margherita, i Socialisti democratici italiani ed i Repubblicani europeisti hanno deciso di federarsi per formare una lista unitaria, aperta al mondo del centro sinistra italiano, da presentare alle prossime elezioni europee del 14 giugno 2004. L‘orizzonte nel quale si muove questo progetto è contenuto in un principio che è anche un valore caratterizzante del mondo riformista e progressista: "uniti per unire" . È‘ questo uno degli eventi più significativi che si sono verificati negli ultimi dieci anni nel sistema dei partiti italiani e contiene un rilevante tratto evolutivo della proposta politica nazionale italiana, proiettata verso un rinnovamento degli schemi e della governance europea. Sono racchiuse dentro queste scelte le differenze più appariscenti, le sensibilità più profonde, l‘interpretazione più popolare della politica tra il mondo riformista italiano ed il blocco conservatore del centro destra, che a metà del guado ha fortissime difficoltà a compiere il giro di boa di metà legislatura e per gioco forza – con le proprie contraddizioni - sarà costretto a compiere una scelta analoga.

La novità della lista unica per le elezioni europee avrà dei riflessi anche all‘estero e per quel che ci riguarda da vicino, diventa il punto di discussione dei prossimi mesi anche in Svizzera alla vigilia del rinnovo dei Comites, delle elezioni amministrative ed europee. In parte il terreno alla discussione ed al dialogo tra le forze che compongono l‘Ulivo all‘estero era stato preparato a fine settembre con le giornate de l‘Ulivo per gli italiani nel mondo. Nel frattempo, anche a causa dei recenti avvenimenti bellici che hanno scosso le nostre coscienze, è cresciuta in tutti noi la consapevolezza di riportare la politica al centro del nostro agire e del nostro interesse collettivo per dare una dimensione nuova ad una comunità avviata sulla strada dell‘integrazione in questo Paese e che continua ad avere una forte attrazione nel mantenere viva l‘attenzione verso l‘evoluzione politica italiana ed europea. Del resto gli eclatanti risultati elettorali delle elezioni legislative svizzere del mese scorso, la formazione dei primi coordinamenti territoriali dell’Ulivo a Ginevra, Basilea, Berna, i primi sintomi partecipativi alla formazione di liste per il rinnovo dei Comites sono segnali premonitori di un fermento e di un risveglio d‘interesse verso la politica

Per l‘Ulivo in Svizzera questa evoluzione ha tutte le caratteristiche di una sfida, che può avere successo se conterrà l‘impegno alla costruzione di un gruppo dirigente sostanzialmente rinnovato, che chiuda con gli schemi del passato in cui ognuno cercava di difendere le proprie separatezze e ripensi alla politica, al coinvolgimento di quanti invece, pur sentendosi legati a storie e culture tradizionali diverse, giudicando perfino insopportabile l‘attuale stato di cose, spingono verso l‘unità.

Il superamento di questa fase del distacco dalla politica ed il recupero di una disputa sulle differenze programmatiche, sulle diversità degli orientamenti culturali e storici costituiscono il presupposto per riaccreditare la politica tra i nostri connazionali, dandogli la possibilità di riarticolarsi intorno alla scelta di una piena cittadinanza politica. Quanti sono gli italiani in Svizzera che ci chiedono di compiere questa semplificazione, di costruire una forza politica aperta alle espressioni più larghe dei partiti, delle associazioni, del mondo del volontariato, delle nuove figure imprenditoriali, che diventi la casa per i tanti che un partito non lo hanno mai avuto? Sono tanti e lontani dal cosiddetto circuito organizzato. E soprattutto bisogna fare presto perché c‘è tantissima gente, qui e altrove, che da tutti noi, impegnati in politica, nel mondo associativo, nei sindacati, nei movimenti, si aspetta un segnale premonitore. Il tempo è maturo per farlo. (Michele Schiavone)

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