* INFORM *

INFORM - N. 219 - 19 novembre 2003

Da "Tribuna Italiana" Buenos Aires

Marco Basti: "Cordoglio anche nostro"

BUENOS AIRES - Ci sono momenti in cui la lontananza provoca un doppio sentimento per quanti, come la stragrande maggioranza degli italiani che risiedono in Argentina, risiedono lontano dalla terra natia. Da una parte è una distanza che sembra incolmabile, anche con le moderne tecnologie che, almeno nelle immagini e nelle parole, riescono ad accorciare le migliaia di chilometri che separano lčItalia dallčArgentina. Infatti, oggi con un telefono, o con un computer, o meglio ancora se si ha la possibilità di accedere ad una teleconferenza, si ha quasi la sensazione di trovarsi con lčinterlocutore che vive dallčaltra sponda dellčoceano nella stessa stanza. Così come di vivere gli avvenimenti quotidiani degli italiani che risiedono in Patria, semplicemente guardando la televisione.

Ma in momenti in cui siamo toccati negli angoli più profondi dellčanima, quando cčè il bisogno di essere fisicamente sul posto, allora nessun mezzo è sufficiente. Quanti nostri connazionali hanno sperimentato lčimpotenza e il dolore di non poter dare lčultimo abbraccio ai genitori, ai fratelli, a parenti o amici lasciati in Italia? Eč una delle più dure esperienze della vita dellčemigrato.

Ebbene, in questi giorni tanti nella nostra comunità hanno provato quella stessa sensazione, quando hanno saputo del vile attentato contro il contingente italiano in Iraq.

Tanti fra noi siamo rimasti sconvolti per la crudeltà vile e inutile dellčattentato, addolorati nel vedere tante giovani vite falciate dai fanatici del nulla, ammirati comunque della fede e dellčimpegno con cui i loro compagni hanno riaffermato la volontà di continuare la loro missione. Avremmo voluto pure noi partecipare allčultimo omaggio al Vittoriano, alle esequie nella basilica di San Paolo, stringerci, come buoni vicini, ai familiari delle vittime dellčattentato. Essere protagonisti anche noi del duello che ha accomunato il popolo italiano quasi senza voci stonate.

La lontananza però, ha anche lčeffetto di rendere più potenti i sentimenti, al di là dei sensi. Così sono riusciti nei decenni ad essere legati ai loro cari rimasti in Italia tanti emigrati italiani e così hanno continuato a sentirsi parte integrante dellčItalia.

Con quel modo approfondito di sentire, oggi gli italiani in Argentina si sentono partecipi al dolore degli italiani in Italia, in lutto per i dodici carabinieri, i cinque soldati e i due civili rimasti uccisi dal vile attentato (e anche per le vittime irachene del terrore, in favore delle quali la missione italiana si trova in quel Paese).

Si sente solidale con i congiunti dei caduti e fiera per i Carabinieri, il corpo che sempre si trova ai primi posti nella classifica delle istituzioni più amate dagli italiani.

Gli italiani in Argentina quindi, condividono il lutto e il dolore che vive oggi lčItalia, a conferma che non conta la lontananza, quando i sentimenti sono così profondi, come quelli che uniscono la nostra comunità allčItalia. (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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