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INFORM - N. 219 - 19 novembre 2003

Assemblea Plenaria Straordinaria del CGIE

Il dibattito si è incentrato sulla relazione del Governo e sulla complessa questione dell'aggiornamento delle liste elettrorali

ROMA - I lavori dell'Assemblea Straordinaria del CGIE si sono aperti a Roma con l'intervento del Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver La rappresentante dell'esecutivo, nell'illustrare la relazione del Governo sulle attività per gli italiani nel mondo, ha in primo luogo sottolineato come la riforma dei Comites per divenire pienamente operativa dovrà attendere il varo, tramite uno specifico decreto del Presidente della Repubblica, del regolamento di attuazione. La Boniver, dopo aver accennato al programma informatico del MAE volto a creare un elenco aggiornato dei nostri connazionali nel mondo, ha inoltre annunciato che, al fine di rinnovare la legge del CGIE, verrà al più presto istituito un tavolo di lavoro formato da esponenti del MAE, del Ministero degli Italiani nel Mondo e da un rappresentante del Consiglio Generale. Il Sottosegretario ha infine ricordato che il MAE per lo svolgimento della Conferenza dei giovani italiani ed oriundi nel mondo, ha previsto uno stanziamento, nell'esercizio finanziario 2004, di 1.272.000 euro.

E' stata poi la volta del Segretario Generale del CGIE Franco Narducci che ha espresso delusione e sconcerto per l'omessa consultazione del CGIE su importanti provvedimenti normativi elaborati dal Governo, come ad esempio la legge finanziaria e la riforma degli Istituti di Cultura. Narducci, per quanto riguarda il varo del regolamento di attuazione dei Comites, ha poi sottolineato la necessità sia di superare le discrepanze tuttora presenti tra l'AIRE e l'Anagrafe consolare, sia di assicurare alle nostre collettività, in vista del rinnovo dei Comitati, un'adeguata informazione pre-elettorale che rispetti i dettami della par- condicio. Nel ricordare che il rinnovo del Consiglio Generale si terrà nel mese di maggio, il Segretario Generale del CGIE ha inoltre evidenziato i ritardi nell'elaborazione delle bozze normative sulla Conferenza dei giovani Italiani nel Mondo e sull'Osservatorio delle donne.

Gli interventi dei rappresentanti del Parlamento

Nel corso del successivo dibattito, dopo l'intervento dell'on. Monica Baldi di Forza Italia volto a sottolineare l'esigenza di promuovere una capillare informazione elettorale per gli italiani nel mondo e di dar vita nell'ambito parlamentare ad un costruttivo dibattito sull'Osservatorio per le donne all'estero, ha preso la parola il Presidente del Comitato Permanente per gli Italiani all'Estero Giovanni Bianchi (Margherita). Nel ribadire le difficoltà connesse ad un'eccessiva dilatazione del mandato dell'attuale CGIE, Bianchi ha evidenziato la necessità di monitorare con continuità, attraverso gli osservatori privilegiati delle sedi consolari, la dinamica realtà degli italiani all'estero. Sul fronte della finanziaria ha sottolineato le difficoltà del CGIE ad acquisire informazioni sui capitoli di spesa per gli italiani all'estero non gestiti direttamente dal MAE ed ha posto l'accento sulle problematiche dell'intervento scolastico per l'estero e sui tagli previsti nel settore dell'assistenza diretta (meno 10 milioni di euro) e degli Istituti di Cultura dove le riduzioni si attestano intorno ai 2,5 milioni di euro. Tagli preoccupanti che, per l’on. Bianchi dovranno essere in qualche modo riconsiderati. Una speranza, quella di poter intervenire sui contenuti della finanziaria, che è stata espressa anche dall'on. Patrizia Paoletti Tangheroni (Forza Italia). L'esponente della Commissione Esteri della Camera, pur ricordando la necessità di evitare ulteriori carichi fiscali per tutti gli italiani, si è infatti detta fiduciosa sulla possibilità che si possa, nell'ambito delle Commissioni, fare ancora qualcosa per aiutare i nostri connazionali nel mondo. Ha inoltre annunciato l'avvenuta presentazione di uno specifico disegno legge che consentirà agli italiani all'estero di votare per corrispondenza anche in occasione delle prossime consultazioni europee. Dopo l'intervento del Presidente della Commissione regionale Lucani all'Estero Rocco Curcio volto ad evidenziare la necessità di utilizzare i fondi già stanziati e di coordinare l'intervento delle Regioni in favore degli indigenti dell'America Latina, è intervenuta l’on. Maria Sesa Amici dei Democratici di Sinistra che ha sottolineato le numerose contraddizioni presenti nella manovra finanziaria nei diversi settori d’intervento. L’esponente dei DS ha inoltre invitato il CGIE ad assumere soluzioni comuni su problematiche importanti come la questione dell'assistenza diretta e l’istituzione dell’Osservatorio delle donne.

La bonifica dell'anagrafe elettorale

Ha poi preso la parola la rappresentante della Direzione Centrale dei Sistemi Demografici del Ministero degli Interni Lucia Tonelli che ha evidenziato l'enorme sforzo compiuto dal Viminale e dai comuni italiani che, nell'arco degli ultimi sei mesi, hanno abbandonato il supporto cartaceo per approntare un sistema anagrafico completamente computerizzato. Una rete telematica che quando sarà ampliata, mettendo in diretta connessione le amministrazioni comunali con le sedi consolari, consentirà di superare le attuali differenze tra i dati dell'AIRE e quelli degli elenchi consolari. Ampie discrepanze che, per il vice Prefetto, vanno almeno in parte attribuite a problemi tecnici e di semplice trascrizione. Molto spesso infatti i nostri connazionali sono segnati con un doppio cognome presso la competente anagrafe consolare e con un solo nominativo negli elenchi dei comuni di origine. Valutazioni, quelle espresse del rappresentante del Ministero degli Interni, che hanno dato il via ad una serie di interventi degli esponenti del CGIE.

L'intervento di Bruno Zoratto e la replica del Direttore Generale Adriano Benedetti

Il Presidente della Commissione Informazione e Comunicazione Bruno Zoratto, dopo aver sottolineato le responsabilità dei Sindaci che spesso non rispondono alle richieste di chiarimento anagrafico per l'estero inviate dai Consolati, ha sottolineato la necessità che, in questo contesto, i Consoli facciano fino in fondo il loro dovere. Zoratto ha poi invitato il CGIE, una struttura che deve crescere nel rispetto reciproco dei Consiglieri e nel perseguimento della causa comune, ad abbassare i toni delle polemiche. Dopo aver ricordato la mancata citazione nella relazione del Governo di importanti iniziative di successo, come il Convegno degli imprenditori italiani nel mondo e l'assunzione dei contrattisti presso i consolati, l'esponente del CGIE ha inoltre definito "precomatoso" lo stato delle Anagrafi degli italiani all'estero. Una situazione difficile, quella delle liste anagrafiche, sulla quale il Consiglio Generale dovrà tenersi costantemente aggiornato. Per quanto concerne l'informazione istituzionale per l'estero Zoratto - nell'auspicare l'elaborazione di messaggi brevi, comprensibili ed immediati - ha invece chiesto all'ente pubblico di fare la sua parte ed il pieno coinvolgimento dei giornali locali.

A Zoratto ha replicato il Direttore Generale del per gli Italiani all'Estero della Farnesina Adriano Benedetti) che si è detto amareggiato per quanto affermato su una pretesa scarsa propensione lavorativa dei Consoli. Una categoria, quella dei funzionari e del personale della rete consolare, che rappresentano invece, sia pure tra luci e ombre, un patrimonio della Pubblica amministrazione, dello Stato e delle comunità italiane all'estero. Una realtà che non va denigrata, ma stimolata. Nel sottolineare il suo appoggio ad una rapida informatizzazione della rete consolare, il Direttore Generale ha inoltre ricordato come, nonostante il pieno successo della prova referendaria all'estero che ha registrato un'affluenza alle urne superiore a quella italiana, in quell’occasione si siano manifestate gravi lacune negli elenchi elettorali giunti ai Consolati - di fatto circa 800 mila cittadini non erano registrati in quelle liste - e seri errori per quanto riguarda gli indirizzi da apporre ai plichi elettorali (circa 800 mila le intestazioni sbagliate). Una lacuna, quest'ultima, che il MAE, d'intesa con il Ministro degli Italiani nel Mondo, ha cercato di superare inviando almeno 400 mila segnalazioni di errori ai Comuni competenti. Una procedura che, con l'approvazione del regolamento di attuazione, potrà essere ripetuta dalla rete consolare anche alla vigilia delle prossime elezioni dei Comites.

Il dibattito sulla relazione del Governo

Dopo l'intervento dell'Assessore all'Emigrazione della Regione Veneto Valerio Zanon che ha ricordato la necessità di promuovere ulteriori iniziative per la formazione professionale dei nostri giovani dell'America Latina ed ha comunicato la disponibilità della sua Regione ad accogliere la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo, ha preso la parola il Consigliere dell'Australia Marco Fedi che, nel sottolineare la mancanza nella riforma dei Comites di una maggiore autonomia degli Istituti, ha annunciato la promozione di una specifica raccolta di firme volta a chiedere una democratica elezione dei Comites anche in Australia. A tutt'oggi infatti, a causa del mancato raggiungimento di un apposito accordo con le autorità locali, i Comitati dell'Australia non possono essere eletti dalla nostra collettività, ma vengono nominati dal Console italiano.

Critiche alla relazione del Governo sono giunte da Tommaso Conte (Germania) - che ha sottolineato il mancato accoglimento nella riforma dei Comites delle istanze avanzate dal CGIE per una maggiore autonomia dei Comitati - e dal Consigliere di nomina governativa Aldo De Matteo che ha evidenziato sia la crescente centralità del settore culturale, sia l'esigenza, a pochi mesi dalla fine del mandato del CGIE, di trovare un'innovativa e comune ispirazione nell'ambito del Consiglio Generale. Dopo l'intervento di Adriano Toniut (Argentina) volto a sottolineare il perdurare della difficile situazione sociale dell'America Latina e la necessità di scongiurare i previsti tagli della finanziaria sul capitolo dell'assistenza diretta, hanno preso la parola il rappresentante della Gran Bretagna Lorenzo Losi - che ha posto in evidenza come la grande mole di lavoro svolta in cinque anni dal CGIE non abbia portato ai risultati sperati - e Piero Puddu che ha sottolineato come il merito della crescente stima per il nostro Paese nell'ambito internazionale vada in primo luogo attribuita alla positiva presenza degli italiani nel mondo. Per Puddu, Presidente dell'Istituto Fernando Santi, non bisogna inoltre dimenticare la centralità dell'informazione per l'estero, un aspetto complementare all'esercizio di voto dei nostri connazionali, e la crisi economica argentina. Un dramma che non si è ancora concluso e che ormai coinvolge anche altri Paesi dell'America Latina dove vivono numerose comunità italiane. (Goffredo Morgia-Inform)


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