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INFORM - N. 219 - 19 novembre 2003

Assemblea Plenaria Straordinaria del CGIE

La relazione del Comitato di Presidenza

Da parte di Franco Narducci una riflessione sul ruolo del CGIE, che non viene ascoltato ma che "deve rivedere criticamente le proprie strategie e propositi"

ROMA - Giunto quasi al termine del suo mandato, il Consiglio Generale degli Italiani all’estero s’interroga sul suo ruolo e non nasconde la sua delusione. Il Segretario generale Franco Narducci, nella relazione del Comitato di Presidenza, constata che "importanti provvedimenti legislativi presentati da tempo purtroppo segnano il passo e non approdano in Parlamento"; tuttavia avverte la necessità di una riflessione "sul ruolo intrinseco del CGIE e sulle difficoltà imbarazzanti e deludenti che viviamo da vari mesi". Alle istituzioni si addebita la mancata consultazione del Consiglio Generale sui provvedimenti che interessano gli italiani all’estero, malgrado il preciso dettato della legge istitutiva, oltre alla mancanza di elementi conoscitivi e alla carenza di informazioni. Ma anche il CGIE deve rivedere criticamente le proprie strategie e propositi: da mesi si assiste ad un crescendo di veementi scontri a livello dialettico e l’intolleranza rischia di sostituirsi alle argomentazioni politiche. Al riguardo - avverte Narducci - non ci possono essere dubbi: le regole democratiche devono essere rispettate e difese strenuamente.

Rammarico, delusione, amarezza si avvertono anche nelle parti della relazione che sono dedicate ai singoli argomenti all’ordine del giorno dell’Assemblea: rinnovo dei Comites, riforma del CGIE, Conferenza dei giovani italiani nel mondo, Osservatorio delle donne italiane all’estero.

L’introduzione del voto per corrispondenza nelle elezioni dei Comites renda l’operazione elettorale sicuramente più impegnativa e riporta in primo piano il dibattito sull’Aire e le questioni connesse agli elenchi dei cittadini elettori. E’ compito dell’Assemblea discutere ed entrare nel merito del Regolamento di attuazione affinché possa essere espresso il parere richiesto. Al riguardo Narducci ha rimarcato alcuni punti centrali. Il primo riguarda la base elettorale: anche per queste votazioni si riproporranno i problemi emersi nel mese di giugno per il voto referendario, saranno centinaia di migliaia gli elettori che non potranno partecipare alle votazioni, non risultando negli elenchi elettorali che il Ministero dell’Interno farà pervenire ai Consolati. I Comites - ha sottolineato il Segretario generale del CGIE - sono organismi di rappresentanza di base delle comunità ed escludere dal voto oltre 800 mila connazionali avrà ripercussioni fortemente negative. In questo campo scontiamo non solo i ritardi storici che hanno preceduto la creazione e l’amministrazione di una efficace anagrafe degli italiani all’estero, ma anche il pesante ritardo e le modalità con cui il Governo ha proceduto all’assunzione del personale a contratto da destinare in tutto il mondo alla bonifica e ottimizzazione dell’anagrafe consolare, scelte che il CGIE ha criticato qualche volta aspramente, ma in ogni caso con spirito costruttivo, poiché erano note le questioni e le conseguenze che avremmo dovuto affrontare e che si erano puntualmente verificate nella votazione referendaria. Narducci ha proposto di utilizzare la "rete di salvataggio" dell’articolo 20 del regolamento, stabilendo che gli elenchi trasmessi dall’Ufficio consolare ai Comuni per le iscrizioni o aggiornamenti delle posizioni Aire siano ritenuti validi in caso di mancata risposta dei Comuni stessi entro un lasso di tempo predeterminato.

Gli altri punti centrali indicati nella relazione del Comitato di Presidenza circa il rinnovo dei Comites sono l’informazione, ritenuta di importanza primaria poiché vi è il bisogno concreto di fare conoscere ai cittadini elettori le liste dei candidati e i loro programmi, e la par condicio che dev’essere garantita dai Consoli anche in termini di pubblicità istituzionale. Narducci ha proposto che l’operazione di voto sia preceduta dall’invio di un plico a tutti gli elettori, contenente facsimile di liste, programmi e informazioni sulle modalità di voto.

Sull’altro argomento all’ordine del giorno, il rinnovo del CGIE (che seguirà a quello dei Comites e avrà luogo probabilmente nel mese di maggio), Narducci non ha mancato di esprimere forte rammarico per la mancata approvazione della legge di riforma, tuttora ferma all’esame dell’ufficio legislativo del MAE, per cui si voterà con il dispositivo attualmente in vigore. Con la conseguenza che anche nel prossimo mandato il CGIE avrà a che fare con le note contraddizioni. Inoltre, non si realizza la progettata autonomia del Consiglio Generale e restano incompiute tutte le proposte elaborate per adeguare il CGIE al quadro politico e di responsabilità susseguente l’istituzione del Ministero per gli Italiani nel mondo.

All’ordine del giorno dell’Assemblea, "nonostante il senso d’impotenza che avvertiamo di fronte all’assenza di risposte da parte dei Ministeri competenti", anche la Conferenza dei giovani italiani i di origine italiana nel mondo. Narducci ritiene che se ne debbano aggiornare con chiarezza obiettivi, strumenti e percorso, ma rivendica con forza la validità del lavoro fatto dal CGIE, fin dalla Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle giovani generazioni italiane all’estero e sull’affievolimento dell’identità culturale italiana, imputabile principalmente alle trasformazioni avvenute nelle comunità e dall’avanzare dei processi di integrazione. In conclusione - ha detto il Segretario generale - riteniamo fondamentale che i giovani provenenti da ogni parte del mondo possano incontrarsi per confermare al loro appartenenza al comune patrimonio di valori di cui il nostro Paese è depositario, e per essere soggetti attivi nella politica di recupero, mantenimento e rafforzamento dei legami, non solo affettivi, che caratterizzano il rapporto tra l’Italia e le sue comunità all’estero. Ben cinque Regioni italiane hanno manifestato da tempo la loro disponibilità ad ospitare la Conferenza e a collaborare alla fase preparatoria.

Dopo un accenno all’Osservatorio donne, sul quale informazioni aggiornale si attendono dal dibattito, Narducci è tornato a riflettere, a conclusione della relazione del Comitato di Presidenza, sulla questione del ruolo del CGIE, con riferimento ai convegni sui quali la Prima Conferenza degli Italiani nel mondo già aveva ipotizzato ulteriori sviluppi e approfondimenti. Il coinvolgimento reale del CGIE - ha detto - dovrebbe significare contribuire ad indicare gli indirizzi di fondo, gli obiettivi, le strategie per perseguirli, gli strumenti per attuare questa strategia, fornire al Governo e al Parlamento la base per i loro interventi. Se il valore di mercato della rete di presenza italiana all’estero è aumentato - ha aggiunto -, se questa rete non è un fattore di costo bensì di utili, allora dobbiamo valorizzarla ancora di più a partire dal coinvolgimento del Consiglio Generale degli Italiani all’estero che per le sue peculiarità può aiutare l’Italia ad inserirsi nelle tendenza internazionali. La rotta del rilancio competitivo può essere tracciata anche con il contributo degli italiani all’estero - ha concluso Narducci - . Pensiamo al turismo di ritorno e soprattutto all’aggancio forte del turismo al patrimonio culturale e ai valori migliori del territorio e della sua gente in termini di gastronomia, manifestazioni, contatti. (Inform)


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