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INFORM - N. 218 - 18 novembre 2003

Le caratteristiche dell’immigrazione femminile nel Veneto

Zanon presenta il primo dossier: una presenza importante ma ancora poco visibile

VENEZIA - Le donne rappresentano il 44% dei cittadini stranieri immigrati nel Veneto. Negli ultimi undici anni la componente femminile dell’immigrazione è progressivamente aumentata passando dal 36% del 1991 al 44% del 2002 ((8 punti percentuali in più mentre a livello nazionale l’incremento è stato di 6 punti percentuali). L’arrivo delle donne - concomitante ma più spesso successivo a quello degli uomini - testimonia una fase di stabilizzazione dei flussi migratori e mostra uno stadio più evoluto dell’immigrazione nel Veneto. Al 31 dicembre 2001, la nazionalità delle donne migranti presenti nel Veneto è per il 12% marocchina, per l’8% albanese, rumena o proveniente dai paesi dell’ex Jugoslavia, per il 5% statunitense(base Utaf di Vicenza), per il 4% cinese o ghanese, per il 3% nigeriana o croata.

Lo ha detto lunedì 17 a Venezia, alla Stazione Marittima, l’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon che ha presentato un primo dossier - curato dall’Osservatorio regionale sull’immigrazione - sull’immigrazione femminile. "Un primo, certo non esaustivo ma significativo contributo - ha detto Zanon - per parlare in modo specifico dell’immigrazione femminile, delle sue caratteristiche e della presenza così importante ma spesso ancora poco visibile nel Veneto delle donne immigrate". Il documento è stato illustrato da Stefania Paternò, dell’Osservatorio regionale.

Così, introdotti dalla giornalista Anna Maria Zanetti, sono iniziati i lavori del convegno "Migranti: il posto delle donne per il Veneto di oggi e di domani", promosso dall’Assessorato regionale ai flussi migratori e alla sicurezza, tenutosi nell’ambito del Forum europeo sulle pari opportunità "Aspasia". L’incontro ha ospitato diverse testimonianze di donne appartenenti alle comunità straniere di Vicenza, di Venezia, di Padova. Sono stati illustrati anche alcuni progetti pilota, voluti dalla Regione, per promuovere l’integrazione delle donne e dei minori nel territorio della bassa padovana (realizzato dall’Ulss n.17 di Este) e per far conoscere alle donne e agli uomini stranieri che studiano l’italiano i diritti delle donne italiane (realizzato dal C.T.P. "D.Valeri" di Padova e dall’Associazione culturale "Moderata Fonte").

Lo studio regionale fornisce alcuni dati anche sulla presenza e la composizione delle immigrate a Venezia, Vicenza e Padova. Ne emerge che: a Venezia, dal 1998, il flusso migratorio è stato prevalentemente femminile; infatti, nel 2000 sul totale degli immigrati residenti il 47% era di donne; nel 2002, esse provenivano per il 79% dall’America centro-meridionale, in particolare cubane e dominicane; nell’agosto 2002 il 53% delle donne straniere sono arrivate a Venezia per un ricongiungimento familiare. A Vicenza, le immigrate sono il 45% e sono impiegate principalmente nella ristorazione, nella collaborazione domestica e nell’assistenza domiciliare; provengono soprattutto dal continente americano; tra le domande di soggiorno presentate a Vicenza, nel 2002, dalle donne immigrate il 74% rispondo a motivi familiari e solo il 17% a lavoro dipendente. A Padova, nel territorio comunale, a fine 2002, le immigrate rappresentavano il 46% dei residenti stranieri (il 15% provenienti dalla Romania, l’11% dalle Filippine, il 9% dall’Albania, il 7% dalla Nigeria, e il 6% dal Marocco).

Il mercato del lavoro veneto ha visto un graduale aumento dell’impiego di donne straniere a partire dagli anni novanta: nel 1992 era il 16,2% la percentuale di assunzioni femminili straniere, percentuale che arrivata al 27,5% nel 2001 (nel 2002 arriva al 29,6 considerando solo le provincie di Rovigo, Treviso, Verona e Vicenza). Tra i principali settori d’inserimento lavorativo restano le prestazioni nei servizi di lavoro domestico e di assistenza domiciliare ad anziani e/o disabili (22 mila permessi di soggiorno rilasciati in questo senso). Ma c’è una novità: il dossier segnala che sono tante le immigrate che lavorano come imprenditrici: esattamente il 2,43% pari a 4374 donne straniere sul totale delle imprenditrici nel Veneto.

Il maggior numero di loro è a Treviso con 1169 imprenditrici (pari al 27%), seguono poi Vicenza e Verona con il 17% ciascuna, Padova e Venezia con il 15%, Belluno con il 6% e Rovigo con il 3%. Queste imprenditrici straniere operano soprattutto nel settore del commercio al dettaglio (35%), del manifatturiero (29%), del turismo (18%).

Due sono, al momento, le associazioni di donne straniere: a Vicenza l’associazione "Donne immigrate in Veneto", a Mestre l’Associazione Donne Immigrate "Solidaire"; la presenza delle donne immigrate è tangibile anche nelle associazioni miste; alcune donne sono Presidenti di Associazioni e molte sono le donne che fanno parte dei direttivi delle comunità degli stranieri. Le donne mussulmane si riuniscono nelle sedi dei consiglio o delle comunità islamiche che fanno parte dell’UCOII, Unione comunità e organizzazioni islamiche in Italia, e aderiscono all’ADMI, Associazione donne mussulmane in Italia. (Inform)


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