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INFORM - N. 217 - 17 novembre 2003

L’intervento di Tommaso Conte (CGIE Germania) al congresso straordinario della Margherita

BOLOGNA - Nei giorni 14-15 novembre si è tenuto a Bologna il congresso straordinario della Margherita, con circa 4500 presenze italiane ed estere. Il Congresso ha approvato la lista unitaria del centro sinistra per le europee del prossimo anno.

"Il mio intervento - ha detto Tommaso Conte, rappresentante della Margherita-Germania e componente del CGIE - risente dell’esperienza maturata in emigrazione, tra i nostri connazionali, negli organismi rappresentativi dei Comites e del Consiglio Generale degli Italiani all’estero. Non c’è dubbio che le questioni prevalenti, dal punto di vista di chi vive all’estero, sono ancora quelle legate al lavoro, alla scuola, alla cultura, all’informazione, alla partecipazione.

Ma con le modifiche costituzionali che ci consentono di votare e di esprimere una diretta rappresentanza nel nostro Parlamento, tutto acquista un valore ed un significato diverso. Cambia il rapporto con l’Italia; cambia in meglio, c’è più fiducia, mentre è in atto il più massiccio mutamento della storia sul terreno dello sviluppo, dell’economia, dell’interdipendenza mondiale. In questo quadro di novità e di modernità s’innesta l’iniziativa politica della comunità italiana con opportunità inedite che possono rappresentare una plus-valenza reale e non soltanto simbolica.

Proprio per questo vanno riconsiderate le politiche dell’emigrazione con una lettura che non guardi al passato remoto (la valigia di cartone) nè a quello più prossimo (made in Italy) ma consideri i rapporti internazionali e lo sviluppo con le comunità italiane che stanno dentro e non ai margini dei nuovi processi. Ho voluto fare questa sottolineatura, che non posso approfondire per ragioni di tempo, anche se mi accorgo che l’approccio prevalente ai temi delle comunità italiane all’estero è ancora del vecchio tipo e spesso il nuovo è percorso da inaccettabili strumentalizzazioni. L’attuale governo sta presentando l’Italia nel mondo, attraverso gli Istituti di Cultura, solo in modo positivo ed univoco, senza contraddittorio, più o meno come avviene oggi in Italia per le televisioni, facendo diventare il nostro Paese uno "scoop" pubblicitario. Italia S.p.A., no grazie, dicono gli Italiani all’estero.

Tommaso Conte è poi intervenuto sul punto centrale del dibattito: la proposta della "lista unica" alle prossime elezioni europee. Ha ragione Prodi - ha detto - quando afferma che: "uniti possiamo proporre un progetto politico forte, possiamo dare fiducia a chi guarda con preoccupazione ai grandi cambiamenti del mondo d’oggi, possiamo essere artefici di una azione internazionale dal volto umano. Uniti possiamo dare una risposta nuova alla crisi della politica e della democrazia". La premessa di tutto il ragionamento di Prodi è l’unità. A me sembra che siamo assai lontani da questo obiettivo con tre soggetti soltanto, per quanto importanti, realmente disponibili alla lista unica. In queste condizioni i rischi, forse, coprono le convenienze.

Quello dell’Europa sarà un passaggio da utilizzare per far crescere una coscienza politica ancora più matura intorno ad un programma concordato, (questo sì fortemente unitario), in grado di far cogliere ai cittadini le differenze tra una destra incapace di governare l’Italia ed un centro-sinistra pronto a cogliere le nuove sfide che hanno dimensioni internazionali e impongono una grande coesione europea.

Proprio su questo terreno, noi che operiamo all’estero, cogliamo il declino del Paese. E’ una situazione che viviamo con sofferenza perché l’Italia ha perso la capacità di stare col gruppo di testa, alla guida dell’Europa. Alla vigilia di scelte importanti, ormai constatiamo la volontà di privilegiare, da parte del Governo italiano, parziali rapporti internazionali che hanno immediati riflessi sul terreno della costruzione dell’Europa politica a partire dal Trattato di Costituzione che la Convenzione ha preparato.

Il disagio spesso è coperto dalla voce autorevole del nostro Presidente della Repubblica che non perde occasione per ricordare la coerente iniziativa dell’Italia sin dagli albori della comunità e l’interesse di procedere, in un quadro certamente più complesso, sulla via maestra indicata dai Padri Fondatori.

Anche per questo bisogna vincere, e per ottenere ciò, occorre presentarsi alle elezioni uniti, con un programma, che riprenda puntualmente i punti disattesi dalla maggioranza. Il primo obiettivo è arrivare con liste unitarie. L’emigrazione, ha una tradizione di unità, ed accoglierebbe con grande favore, una decisione del genere che non dovrebbe, però, presentare troppe auto esclusioni. Il partito unico riformista, può rappresentare una grande chance, ma va costruito con equilibrio e senza "tappe forzate". Si tratta di una "casa", dove ognuno, si deve trovare a suo agio, con la sua identità e le sue aspirazioni

Gli italiani che vivono all’estero, oggi più di ieri, sono attivi nei processi che stanno maturando. Non resteranno a guardare ma faranno con coerenza la loro parte, ha concluso Conte. (de.it.press/Inform)


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