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INFORM - N. 217 - 17 novembre 2003

Nuovo rapporto Regione Campania - Australia basato su collaborazione di ricerca e innovazione

(Intervista di Nino Randazzo all’Assessore regionale Luigi Nicolais)

CANBERRA - Si è conclusa un’intensa settimana di incontri fra Sydney, Canberra e Melbourne della delegazione della Campania guidata dall’assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica, il prof. Luigi Nicolais, che già un anno fa aveva stabilito i primi contatti con istituzioni ed autorità australiane in occasione della conferenza italo-australiana di imprenditori e ricercatori scientifici IATTICE a Melbourne.

Un anno dopo la Campania si ripresenta in Australia come una regione apripista fra le regioni italiane, in quanto la delegazione capeggiata da Nicolais ha concluso un’iniziativa senza precedenti concedendo dieci borse di studio dell’Università Federico II di Napoli, per un valore di 90 mila dollari, a studenti e ricercatori scientifici che verranno accolti in cinque università australiane, e ottenendo da queste cinque borse di studio, del valore complessivo di 45 mila dollari, per loro studenti che seguiranno corsi presso l’ateneo partenopeo, dove lo stesso prof. Nicolais, autorità internazionale in ingegneria chimica, è titolare della cattedra di Tecnologia dei Polimeri nella Facoltà d’Ingegneria dei Materiali e della Produzione.

La missione Nicolais, accompagnata dall’addetto scientifico dell’ambasciata d’Italia a Canberra, l’ing. Nicola Sasanelli, e dal consultore della Regione Campania per l’Australia, il comm. Antonio Bamonte, oltre che con i rappresentanti delle cinque università con le quali ha firmato memorandum d’intesa e con i dirigenti delle sezioni dell’organizzazione dei ricercatori scientifici italo-australiani nei vari Stati d’Australia, si è anche incontrata, introdotta dall’ambasciatore Dino Volpicelli, con il ministro federale per la Ricerca, l’on. Peter McGauran. L’esponente del governo nazionale ha avuto parole di compiacimento ed elogio per l’iniziativa di collaborazione fra i centri di studio, ricerca e innovazione dei due Paesi, sostenuta in maniera così diretta e tangibile dalla disponibilità delle necessarie risorse.

Le dieci borse di studio della Regione Campania per il 2003-2004 sono state assegnate, due a ciascuna di cinque università (che a loro volta reciprocano ciascuna con una borsa di studio nella stessa disciplina per la contraente Università Federico II di Napoli): Università del New South Wales di Sydney (Tecnologia dell’Informazione e della Comunicazione applicata alla Sanità – Telemedicina); Università Monash di Melbourne (Chimica verde); Università del Queensland di Brisbane (Biotecnologia applicata alla riproduzione e selezione animale); Università del Western Australia di Perth (Ingegneria elettronica – Telecomunicazione); Università Nazionale Australiana di Canberra (Matematica applicata – Nuovi materiali).

L’assessore Nicolais ha ulteriormente illustrato le motivazioni e le finalità, oltre alle proiezioni nel futuro, di questa iniziativa della Regione Campania in Australia nel corso di un’intervista a questo giornale di cui si riportano qui di seguito i brani salienti.

Prof. Nicolais, nei dodici mesi intercorsi fra la sua prima visita in Australia e questa missione della Regione Campania, che cosa è maturato che le ha consentito di raggiungere un risultato così positivo e tangibile di collaborazione con le controparti australiane?

NICOLAIS – Abbiamo voluto dare seguito alle iniziative che avevamo intrapreso un anno fa. Eravamo già venuti in Australia con l’idea di cercare di avviare una collaborazione strutturale con questo mondo, che era per noi un mondo abbastanza sconosciuto, anche se da un punto di vista scientifico abbastanza forte. Conoscevamo la presenza di scienziati importanti in Australia. Durante questo periodo abbiamo lavorato per individuare i partner, con cui eravamo già in qualche modo in contatto a livello di scambi di comunicazioni accademiche e per dare un contributo affinché questi rapporti da personali che erano diventassero formali.

L’iniziativa di collaborazione riguarda solo le discipline scientifiche?

NICOLAIS - In questa prima fase abbiamo voluto dare la priorità alle ricerche nel settore scientifico, perché la Campania è una Regione che si sta fortemente sviluppando, per entrare in Europa in maniera paritetica col resto dell’UE, e i nostri sforzi sono rivolti allo sviluppo di aziende competenti e di alta formazione in tecnologie innovative, con un occhio all’allargamento del potenziale d’impiego dei nostri giovani.

Dove ha trovato in Australia i principali stimoli e appoggi per realizzare l’iniziativa?

NICOLAIS - Debbo dire che la mia più grande soddisfazione in questa visita è l’avere conosciuto esponenti di punta dell’ARIA, questa magnifica associazione di ricercatori italo-australiani così sapientemente voluta e sostenuta dal solerte addetto scientifico dell’ambasciata d’Italia a Canberra, l’ingegnere Nicola Sasanelli. Questo mi ha permesso di stabilire contatti diretti con elementi qualificati che rappresentano tutta una rete di scienziati operanti in Australia. Generalmente, quando si interfaccia il mondo accademico, chiunque vuole iniziare una collaborazione – e questo vale anche per il mondo delle imprese – con le università ha difficoltà a trovare gli interlocutori giusti. Ma in questo momento in Australia la presenza dei gruppi ARIA ci ha permesso di individuare cinque interlocutori di primo piano nel mondo della ricerca scientifica, cinque fra le più prestigiose università d’Australia: l’Università del New South Wales di Sydney, l’Università Monash di Melbourne, l’Università del Queensland di Brisbane, l’Università del Western Australia di Perth e l’Università Nazionale Australiana di Canberra.

Come vede e come prepara il seguito di questi contatti iniziali?

NICOLAIS - Io, appena rientrerò in Italia, invierò a questi cinque referenti il nostro piano strategico e chiederò loro di elaborare un programma parallelo che sarà supportato dalla Regione Campania, per trovare il matching ottimale fra gli obiettivi che la Regione si propone e le professionalità che esistono nella realtà australiana. Questo ci consentirà poi di arrivare alla formazione di gruppi misti fra Australia ed Italia, con la possibilità di dare dottorati di ricerca dalle istituzioni di entrambe le parti. Uno dei miei obiettivi è che un giovane che studia parte del tempo in Australia e parte del tempo in Italia possa ottenere un dottorato sia in Italia che in Australia. Lo scambio di studenti comincerà prestissimo, già fra alcune settimane.

In quale direzione si possono, dunque, anticipare gli sviluppi più generali e allargati dei rapporti della Regione Campania con l’Australia?

NICOLAIS - In seguito accelereremo e allargheremo i nostri primi rapporti di questi giorni con l’Australia. Noi stiamo lavorando affinché nel prossimo anno, con l’avvio di questi dottorati misti, con l’avvio di maggiore collaborazione fra le nostre università e quelle australiane, il presidente della Regione, Antonio Bassolino, possa compiere una visita ufficiale in Australia. Da parte nostra, si tenga presente, non si parla dell’iniziativa di una sola università, la Federico II di Napoli, che ha dato la spinta iniziale a questo processo, ma anche delle altre sei università della Campania: l’Università di Salerno (che conta ben 50 mila studenti), l’Università del Sannio a Benevento, la Seconda Università di Napoli, La Parthenope, L’Orientale, l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa, ognuna con le sue specializzazioni e le sue dimensioni. E posso ancora aggiungere che l’amministrazione regionale della Campania sta studiando un piano di rappresentanza formale e permanente in Australia, ovviamente ancora non come negli Stati Uniti, dove a New York abbiamo aperto una grossa ed efficientissima struttura operativa, una sede che si chiama "Casa della Campania". Ma anche in Australia ci proponiamo di cominciare aprendo un ufficio a Sydney e in seguito anche a Melbourne.

Nella sua veste, oltre che di studioso, anche di assessore regionale, cosa vorrebbe in particolare dire ai suoi numerosi corregionali stabilitisi in questo Paese?

NICOLAIS - Ai corregionali d’Australia vorrei raccomandare di essere orgogliosi della loro Regione. Perché la Campania sta cambiando profondamente. Loro l’hanno lasciata forse quando la loro terra non era ancora al meglio della sua potenzialità. Ma ora si sta trasformando. Vuole mantenere le sue caratteristiche, le sue capacità creative che tutti conosciamo, le sue bellezze, ma contemporaneamente si vuole proporre come una regione ad alta tecnologia, ad alto contenuto di conoscenza, una regione che riesce a dare un contributo allo sviluppo della società campana, italiana ed europea principalmente basandosi sulla ricerca e sull’innovazione. (Nino Randazzo-"Il Globo"Melbourne/Inform


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