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INFORM - N. 217 - 17 novembre 2003

Il Papa ricorda all’Angelus la Giornata Nazionale delle Migrazioni

ROMA - Domenica 16 novembre è stata celebrata in tutta Italia la Giornata Nazionale delle Migrazioni che ha avuto come tema "Migrazioni: Vangelo, solidarietà, legalità". Le manifestazioni centrali erano state programmate quest’anno nell’Emilia Romagna e la celebrazione eucaristica, teletrasmessa da Rai Uno, ha avuto luogo a Rimini.

La celebrazione della Giornata Nazionale è stata ricordata all’Angelus da Giovanni Paolo II. "Mi associo – ha detto il Papa ai fedeli radunati in Piazza San Pietro - al messaggio della Conferenza Episcopale Italiana, che punta sulla solidarietà nella legalità. A tutti coloro che diffondono il Vangelo tra i migranti rinnovo il mio cordiale incoraggiamento".

Il Papa ha ricordato anche la strage di Nassiriya e gli attentati di Istanbul. "Ancora una volta, in questi ultimi giorni - ha detto -, il terrorismo ha compiuto la sua opera nefasta, particolarmente devastante in Iraq ed in Turchia. Mentre continuo a pregare per le vittime, rinnovo l’attestazione della mia vicinanza spirituale alle tante famiglie che piangono i loro morti. Esprimo al tempo stesso viva solidarietà a tutti coloro che si adoperano per curare i feriti e rimediare ai danni provocati. Nessuno può abbandonarsi alla tentazione dello scoramento o della ritorsione: il rispetto della vita, la solidarietà internazionale, l'osservanza della legge devono prevalere sull'odio e sulla violenza.

Giovanni Paolo II ha poi rinnovato la sua "ferma condanna" per le azioni terroristiche compiute in Terra Santa. "Debbo al tempo stesso rilevare che, purtroppo, in quei luoghi il dinamismo della pace sembra essersi fermato. La costruzione di un muro tra il popolo israeliano e quello palestinese è vista da molti come un nuovo ostacolo sulla strada verso una pacifica convivenza. In realtà, non di muri ha bisogno la Terra Santa, ma di ponti! Senza riconciliazione degli animi, non ci può essere pace".

"I responsabili - ha concluso il Papa - abbiano il coraggio di riprendere il dialogo e il negoziato, liberando così la strada verso un Medio Oriente riconciliato nella giustizia e nella pace". (Inform)


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