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INFORM - N. 216 - 14 novembre 2003

Newsletter "Realtà nuova" dei Ds in Svizzera

La sinistra e l’Europa

ZURIGO - Il tema dell’Europa è stato al centro di una serie di conferenze tenute in Svizzera da Beppe Vacca, storico, presidente della Fondazione Gramsci ed esponente dei Ds. Le iniziative più significative si sono svolte presso l’Università di Ginevra, con la partecipazione di docenti italiani e svizzeri, al Liceo Vermigli di Zurigo, dove si è registrata la presenza di numerosi giovani, e presso la sede del SEI di Zurigo, dove ha avuto luogo un incontro allargato con i membri della Direzione dei Ds in Svizzera e con alcuni rappresentanti della sinistra italiana e svizzera.

All’incontro di Zurigo, al quale ha partecipato in qualità di relatore anche il Consigliere nazionale (riconfermato) Andreas Gross, esponente di spicco del Partito Socialista e rappresentante svizzero presso il Consiglio d’Europa, si sono intrecciate le valutazioni sulle recenti elezioni per il rinnovo delle Assemblee federali e le riflessioni sul processo di integrazione europea. Un’occasione per rilevare come i risultati della recente tornata elettorale rappresentino una Svizzera sostanzialmente in linea con il trend politico di altri paesi europei. L’avanzata della UDC di Blocher, ha sostenuto A. Gross, non è un fenomeno locale, ma va letta come espressione di malcontento e di inquietudine di cui la destra antieuropea e populista si è fatta interprete anche in altri paesi del vecchio continente. Ugualmente di tipo europeo sono le problematiche nell’agenda politica della prossima legislatura, quali la revisione del sistema previdenziale e la definizione del secondo pacchetto di accordi Svizzera-UE e l’estensione dei trattati bilaterali ai nuovi membri della UE. Intorno alle soluzioni che le forze politiche prospetteranno su questi terreni si rimodulerà il nuovo governo del Paese, superando di fatto il sistema della concordanza.

Beppe Vacca ha allargato l’orizzonte ai processi che stanno interessando l’Europa, collocandoli nel contesto più generale della globalizzazione. L’integrazione dei mercati avviene ormai in modo tumultuoso. L’introduzione dell’Euro ha dato una spinta possente a cementare l’Unione economica e politica, creando un fatto nuovo anche nei rapporti internazionali. A giudizio del relatore le recenti difficoltà emerse nelle relazioni transatlantiche vanno ricondotte essenzialmente alle implicazioni politiche e commerciali determinate dall’avvio della moneta unica. A fronte dei fenomeni che attengono all’integrazione economica e commerciale dell’Europa stenta a definirsi un assetto istituzionale che sappia conciliare la domanda di democrazia, una equilibrata rappresentanza dei vari paesi membri e l’operatività degli organi esecutivi. La bozza di Costituzione, anche se dovesse per effetto delle varie mediazioni assumere temporaneamente le caratteristiche di un Trattato, costituisce la prima ossatura di un impianto politico e istituzionale più solido e definito di quello attuale. Altrettanto importante è l’impegno per armonizzare i sistemi di protezione sociale e dotarsi di regole del mercato del lavoro omogenee. Su questo terreno la sinistra è chiamata ad impegnarsi perché l’Europa affronti con coraggio alcune necessarie riforme, ma con l’obiettivo di mantenere un livello elevato e moderno di tutele sociali.

Più in generale la sinistra, superando definitivamente i ritardi che ha nel passato manifestato verso l’Europa e operando in una alleanza strategica con le forze di centro, dovrebbe prendere in mano la bandiera di un convinto e attivo europeismo, facendosi promotrice di una idea di Europa, in cui gli Stati, nel quadro della sussidiarietà, cedano sempre più sovranità agli organismi dell’Unione.

In fondo, ha constatato Beppe Vacca, le nuove famiglie politiche del vecchio continente si riorganizzano e si riaggregano essenzialmente sulla base della loro visione dell’Europa. E’ pericoloso se dovessero prevalere le posizioni euroscettiche e in qualche caso chiaramente antieuropee della destra. Noi non possiamo assecondare l’idea di un’Europa leggera, intesa come area di libero scambio, ma dobbiamo lavorare all’obiettivo di un soggetto politico forte sulla scena internazionale che esprima una cultura alta dei diritti e delle tutele sociali. La Svizzera, pur nella sua posizione attuale di isolamento, non sfugge ai processi economici politici e sociali che interessano il continente. Ben presto lo strumento degli accordi bilaterali non sarà più sufficiente a risolvere le complesse problematiche del nostro tempo e si riaprirà la prospettiva della piena partecipazione all’UE. (Cesidio Celidonio)

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