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INFORM - N. 215 - 13 novembre 2003

La Finanziaria 2004 al Senato: non accolto un ordine del giorno di Franco Danieli sull'adeguamento dei minimi previdenziali per gli italiani all'estero

ROMA - Nel corso del dibattito a Palazzo Madama sulla manovra finanziaria per l’anno 2004 l'Aula del Sento ha respinto un Ordine del Giorno che chiedeva l'adozione di nuovi criteri di parametrazione per le maggiorazioni delle pensioni sociali dei nostri connazionali nel mondo. Nel testo, firmato dal responsabile della Margherita per gli italiani all'estero Franco Danieli e dai senatori Manzione, Rigori, Dettori, Cambursano, Vallone, Bastianoni e Giaretta, veniva in primo luogo ricordato come la legge finanziaria 2003 prevedesse un aumento mensile di 123,77 euro per le pensioni sociali degli italiani residenti all’estero. Un norma, quest'ultima, che, oltre a posticipare di un anno il diritto alla percezione dell’aumento per i nostri connazionali nel mondo, ha di fatto collegato questa prerogativa soggettiva alle reali disponibilità di cassa dello Stato ed ha previsto la parametrazione di questa gratifica, non ancora corrisposta gli Italiani all'estero, al costo della vita dei vari Paesi di residenza. In considerazione degli alti livelli di inflazione di alcune Nazioni d'accoglienza, che in pratica rischiano di annullare i benefici dell'aumento, dall'Ordine del Giorno era auspicato un intervento del Governo che consentisse di adottare un provvedimento di parametrazione periodica, almeno annuale, che adegui questo scatto della pensione sociale degli italiani residenti all’estero ai nuovi tetti inflazionistici dei diversi Paesi di residenza.

Una richiesta specifica che, durante la discussione in Aula, è stata illustrata dallo stesso sen. Danieli. Eglio ha spiegato come la decisione, inserita nella scorsa finanziaria, di far dipendere la lievitazione previdenziale per gli italiani all'estero dalle disponibilità economiche delle casse dello Stato, rappresenti una vera e propria aberrazione giuridica. Una situazione iniqua - tra l'altro fino ad oggi nessuno ha ancora usufruito dell'aumento - che, per Danieli deve essere superata attraverso il ripristino di concreta parità di trattamento fra i pensionati all'estero e quelli in patria. A tal fine, secondo il rappresentante della Margherita, sarebbe quindi auspicabile una nuova parametrazione periodica degli aumenti delle pensione minime all'estero, possibilmente con cadenza annuale, che consenta di adeguare l'erogazione pensionistica agli elevati livelli di inflazione che attualmente si registrano in importanti Paesi d'accoglienza, come l'Argentina, l'Uruguay, il Brasile e il Venezuela.

Sulla proposta di Danieli, che ha definito paradossale l'attuale gestione degli aumenti pensionistici per l'estero, ha espresso parere negativo, dopo il no del relatore Ferrara, anche il Sottosegretario per l'Economia e le Finanze Vegas che ha sottolineato come a tutt'oggi non avrebbe senso l'assunzione, da parte dell'Italia, del rischio inflazionistico esistente in altri Paesi. (Lorenzo Zita-Inform)


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