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INFORM - N. 214 - 12 novembre 2003

Strage di militari italiani a Nassiriya in Iraq. All’Arma dei Carabinieri la solidarietà degli italiani in patria e all’estero

ROMA - Sono diciotto i morti italiani - dodici carabinieri, quattro soldati e due civili - dell’attacco terroristico contro la base dei carabinieri italiani dislocati a Nassiriya, nel sud dell’Iraq. Numerosi i carabinieri feriti nell’attentato condotto con un’autocisterna che ha aperto la strada ad una macchina imbottita di esplosivo con a bordo due kamikaze che si è schiantata contro una palazzina. Nove le vittime tra i civili iracheni. Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, in partenza per gli Stati Uniti, ha espresso per primo il dolore della Nazione per il tragico evento, la solidarietà all’Arma dei Carabinieri e alle famiglie dei caduti.

Dolore e solidarietà anche tra gli italiani all’estero. Un messaggio è stato inviato a nome del CGIE dal Segretario generale Franco Narducci. A seguito dell’attentato a Nassiriya, il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha disposto che tutti gli edifici diplomatici e consolari italiani nel mondo espongano la bandiera a mezz’asta in memoria dei militari caduti. Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha chiesto di "andare a salutare e a trovare i nostri soldati, i nostri morti, carabinieri e soldati, massacrati dal terrorismo. Questo - ha dichiarato Tremaglia a Radio Radicale - dev’essere un atto di fede e di amore perché oggi c'è dolore, c'è costernazione per questi nostri soldati meravigliosi, stupendi che hanno pagato con la vita la lotta contro il terrorismo e la barbarie". (Inform)


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