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INFORM - N. 211 - 7 novembre 2003

Liste apolitiche per il voto degli italiani all’estero? Il no di Fassino

SAN PAOLO - L’intervista pubblica a Piero Fassino e a Enrico Boselli, il 27 ottobre scorso a San Paolo, promossa dal Coordinamento Democratici di Sinistra del Brasile, si è conclusa con una domanda del rappresentante del Comitato Tricolore, Giuseppe Marcheggiano, sull’opinione dei DS a proposito dell’appello lanciato dal Ministro Tremaglia di "cercare di creare delle liste che portassero al Parlamento dei veri portavoce della comunità, prescindendo della loro appartenenza politica".

L’on. Fassino ha risposto affermando, tra l’altro, di ritenere "del tutto naturale e giusto che nelle comunità italiane che vivono in altri paesi e soprattutto lontani dall’Italia in altri continenti, ci sia una tendenza a evitare di introdurre dentro della comunità la vita politica dell’Italia, la sua partitizzazione, mi pare evidente. Il sentimento che ha ogni cittadino italiano che vive lontano dal paese è prima di tutto di sentirsi legato all’Italia come italiano, desidera e auspica che nel paese nuovo in cui vive l’Italia sia un paese rispettato, riconosciuto, anzi desidera che nel paese in cui vive come il Brasile che ha tanti legami storici, economici, culturali, politici, demografici, l’Italia sia un paese presente costantemente con le sue imprese, le sue aziende, la sua cultura, la sua azione. E´ tutto giusto. Credo che sia un sentimento assolutamente naturale e che va apprezzato".

"Dopo di che - ha proseguito Fassino - , quando andremo alle elezioni, e si voterà anche in questa circoscrizione Estero in cui saranno eletti dodici deputati e sei senatori dai cittadini italiani permanentemente residenti all’estero, io credo che bisognerà fare uno sforzo per tenere insieme due diverse esigenze: da un lato è evidente che chi verrà eletto nel Parlamento italiano vivendo all’estero sarà eletto a far parte di un Parlamento in cui ogni giorno verrà chiamato a prendere le decisioni che riguardano la vita del paese. Non sarà lì come rappresentante soltanto della comunità in cui vive, perché poi parteciperà per cinque anni alla vita del Parlamento votando ogni giorno le leggi che si applicano in Italia. Quindi è giusto che la competizione elettorale anche in questa circoscrizione si faccia mettendo a confronto i diversi programmi che i diversi partiti e le coalizioni hanno sui problemi dell’Italia e su qualsiasi governo".

"Da un lato la campagna elettorale, quando ci sarà, si svilupperà come in Italia sui temi che riguardano l’Italia ed il suo futuro, e dall’altra la presenza anche della tematica della comunità degli italiani all’estero e come dall’Italia si può migliorare e contribuire alla migliore qualità della vita dei nostri concittadini. È un esercizio nuovo per tutti, dobbiamo trovare l’equilibrio necessario. Io capisco il senso della proposta dell’on. Tremaglia e confesso che finora non la trovo convincente. La proposta che ha avanzato l’on. Tremaglia, di avere un’unica lista in cui confluiscono uomini e donne di qualsiasi colore politico in nome dal fatto che, vivendo tutti in Brasile tutti la pensino allo stesso modo, mi pare strana perché gli italiani che vivono in Brasile non la pensano tutti allo stesso modo, non la pensano allo stesso modo spesso sulle cose che accadono in Brasile, tanto è vero che quelli che sono doppi cittadini hanno votato per Lula, per Serra, hanno votato per questo o per quell’altro. E non la pensano allo stesso modo neanche su quello che succede in Italia.

"Non è per il solo fatto di essere italiani che siamo tutti d’accordo - ha quindi osservato il Segretario dei Ds -. Gli uomini e le donne poi possono avere la stessa identità nazionale, ma opinioni, sentimenti, punti di vista diversi. Io francamente non trovo realistica questa idea. Capisco la buona fede con cui il ministro l’ha avanzata, ma non ne capisco il senso, mi pare una proposta francamente strana. Penso invece, questo sì, che non necessariamente nella circoscrizione estero, si dovranno avere le stesse forme di presentazione delle liste che si avranno in Italia. Comunque abbiamo tempo per ragionare tutti assieme come affrontare nel migliore dei modi questo passaggio importante che fra l’altro, per essere affrontato bene ha bisogno che tutti ci poniamo l’obiettivo di fare modo che sia molto chiara la base elettorale che verrà chiamata a votare, a partire della definizione concreta, con meccanismi trasparenti ed efficaci della anagrafe degli elettori cosa che, come sappiamo, è questione non ancora del tutto risolta." (Vezio Nardini-Oriundi/ASIB Associazione Stampa Italiana in Brasile)

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