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INFORM - N. 210 - 6 novembre 2003

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): "Brigate Rosse e terrorismo"

LOS ANGELES - Mi siano permesse alcune osservazioni, susseguenti alle bombe dell’altro ieri; osservazioni per lo più indignate su come il mondo politico italiano di sinistra, reagendo a tali attentati, sia pieno di distinguo e, salvo qualche eccezione, non prenda incondizionatamente le distanze dagli autori di tali misfatti. Invece di marchiare tali individui per quello che sono, ossia assassini comuni, intrisi di ferocia e dotati di una dose immensa di vigliaccheria, si cercano motivazioni politiche che non ci sono e non ci potrebbero essere nel contesto della nostra democrazia.

Soprattutto quando i movimenti (black-block) e qualche sindacato (Cobas) si siedono in un consesso democratico, ed hanno la spudoratezza di definire fisiologiche persino le violenze regolarmente perpetrate dagli scioperanti che sfasciano auto, vetrine e tutto ciò che incontrano, rifiutando riconoscere che queste violenze sono il primo passo per un escalation che porta poi al terrorismo puro, comunque esso sia più o meno falsamente vestito!

D’altronde, a testimonianza di tale spudoratezza, anzi a conferma del loro tacito fiancheggiamento dei terroristi, è di oggi la mancata adesione di Rifondazione Comunista, dei Comunisti Italiani e dei Verdi alla manifestazione contro il terrorismo indetta a Firenze nei prossimi giorni, adducendo a motivazione scuse (il non volere manifestare a fianco della maggioranza) che definire squallide è veramente generoso.

Lasciatemi dire che il nostro malinteso senso della democrazia, della libertà di espressione e di protesta è, ormai da molto tempo, sconfinato in un colpevole permissivismo che consente quasi sempre scempi e distruzioni, oltre ad una violenta restrizione delle libertà altrui. Il nostro malinteso senso della democrazia trasforma continuamente i manifestanti devastatori in vittime, rovesciando la responsabilità sulle legali repressioni che qualsiasi ordine costituito deve attuare nei confronti di chi si pone al di fuori della legge; in questo aiutati, talvolta, dalla colpevole tolleranza di alcuni giudici, la cui amministrazione della giustizia è per lo meno discutibile.

Ricordate i fatti di Genova, con la santificazione del povero Giuliani che, ricordiamocelo sempre, se non avesse brandito la sua terribile arma impropria, sarebbe ancora qui tra di noi? Ricordate l’assassinio del povero Marco Biagi? Hanno cercato di dimostrare che non è morto per i colpi d’arma da fuoco ricevuti, ma è morto per colpa delle Istituzioni che non gli hanno dato la scorta, imbracciando le armi dell’abbandono e quindi incoraggiando i suoi assassini. Eh sì, perché i criminali terroristi di questa fatta si sarebbero certamente fermati di fronte ad una scorta, come successe alla scorta di Aldo Moro, vero?

Non so quale sia la reazione dell’opinione pubblica italiana, dico quella non militante, ossia la sua stragrande maggioranza: so di certo che la reazione di noi Italiani all’estero è indignata e sconvolta, ma, sopratutto, sconfortata e delusa. Personalmente, un’Italia così non mi sta bene, non la riconosco, non mi piace: voglio sperare che il ravvedimento sia vicino, che si torni presto all’ordine ed all’autentica democrazia, assai diversa da quella che ora è; che si torni all’Italia patria del diritto e luogo di libertà e del rispetto dell’ordine costituito da parte di tutti.

In poche parole che la sinistra democratica torni a fare il partito riformista e progressista che sapeva fare così bene, lasciando la strategia anti-berlusconiana che l’accieca e l’ha trasformata in un partito conservatore, senza visuali idonee a migliorare la nostra società e la nostra economia, cercando di ricordare che i lavoratori non sono solo quelli, senza dubbio più sfortunati di altri, che lavorano nelle fabbriche. (Domenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West Usa)

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