* INFORM *

INFORM - N. 210 - 6 novembre 2003

Da "Tribuna Italiana", Buenos Aires

Marco Basti: "Appunti sul voto"

BUENOS AIRES - Come abbiamo scritto già altre volte, è già cominciata fra noi la campagna elettorale. Una lunga campagna elettorale che avrà come primo appuntamento le elezioni per il rinnovo dei Comites, convocata per il mese di marzo e il cui ultimo appuntamento saranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano, in programma entro il primo semestre del 2006, alle quali per la prima volta parteciperemo noi italiani residenti all’estero, che per la prima volta eleggeremo i nostri deputati e senatori, tra i connazionali residenti, anch¹essi, fuori d’Italia.

La possibilità di eleggere e di farsi eleggere al Parlamento italiano, ha dato una nuova visibilità alle comunità italiane all’estero, specialmente dopo la prima esperienza che si è tenuta nello scorso mese di maggio, quando gli italiani all’estero hanno partecipato ai referendum sui contratti di lavoro e sugli elettrodotti. In tale prima esperienza la comunità italiana in Argentina si è confermata la più numerosa e partecipativa. Anche per questo motivo, le elezioni per il rinnovo dei Comites hanno acquisito una nuova importanza, come è testimoniato dalle successive visite di esponenti politici italiani.

Un successo importante alle elezioni nei Comites, potrebbe significare un importante primo gradino verso i successivi traguardi: il CGIE e il Parlamento. In caso contrario, l’insuccesso per scarsa partecipazione, soprattutto se si ha una grossa struttura dietro alle spalle, potrebbe costituire un pesante fardello nel momento di salire il secondo o il terzo gradino.

Le prossime elezioni dei Comites sono una esperienza da non sottovalutare e di esiti non certo scontati. Specialmente tenendo presente che si svolgeranno nel mese di marzo e con il sistema di voto per corrispondenza.

Non sarà facile fare una campagna elettorale pensata in modo tradizionale, perché i tempi a disposizione sono assai ridotti. Come ricordava domenica scorsa Ricardo Merlo, presidente della Federazione veneta, ancora una volta sono stati privilegiati gli interessi delle comunità italiane nei Paesi europei a scapito di quelle come la nostra. I mesi estivi, quando tradizionalmente la gente va in vacanza e le sedi delle associazioni sono chiuse e il caldo sconsiglia anche l¹andare in giro, saranno un problema per i candidati che vorranno far conoscere le loro proposte all’elettorato.

Queste elezioni segneranno inoltre la prevedibile, massiccia partecipazione di nuovi protagonisti nel processo elettorale. Si tratta di migliaia di persone che negli ultimi anni hanno acquisito la cittadinanza italiana. Come è noto, la crisi in cui è precipitata l’Argentina ha provocato una invasione di argentini ai consolati italiani, in cerca del riconoscimento della cittadinanza, trasmessa dai loro avi, in certi casi, emigrati in Argentina anche prima dell¹Unità italiana. Tanti dopo aver ottenuto la cittadinanza sono emigrati. Ma molti di più hanno chiesto il passaporto italiano "por las dudas", perché, vivendo in Argentina, è sempre meglio avere un passaporto in tasca per andare via se le cose peggiorassero ancora.

Una buona parte di questi nuovi cittadini però, non ha rapporti né con l’Italia, né con la collettività italiana. Quindi, prevedibilmente, è poco informata sui problemi della comunità italiana in Argentina, che in definitiva sono gli argomenti della campagna elettorale per i Comites. Questi elettori hanno rapporti, alcuni anche intensi, con le forze politiche, sociali e sindacali argentine. Come si é visto in recenti riunioni di esponenti politici arrivati dall’Italia, oltre alle tradizionali "teste bianche o calve" della nostra comunità, c’erano tante persone che non capivano quel che stavano dicendo gli oratori che parlavano in italiano.

Persone che solitamente si vedono nelle numerose manifestazioni di protesta e picchetti che rendono difficile la circolazione nelle strade di Buenos Aires. Tutti i cittadini italiani hanno il diritto a partecipare all’attività politica italiana e, se sono argentini o risiedono stabilmente in Argentina anche a farlo nell’attività politica locale. Ma bisogna stare molto attenti a non trasformare una elezione che interessa soltanto la comunità italiana in quanto tale, in un altro tra i scenari di scontro e di beghe di bassa politica locale.

Quindi bisognerà evitare che la partecipazione di attori con interessi diversi da quelli della nostra comunità finiscano per snaturare le elezioni dei Comites. Anche perché se questo avvenisse, questo test elettorale, che, come abbiamo detto, sarà seguito con particolare interesse dalle forze politiche italiane, potrebbe avere anche riflessi negativi, dando nuovo impulso a quel partito trasversale che per decenni si oppose al nostro voto. E che potrebbe tentare un ritorno al passato, al non voto, presentando ricorsi di incostituzionalità presso la Corte costituzionale, come ha suggerito qualche esponente del settore, oppure come ha suggerito qualche esponente politico, che si oppone al nostro voto, prendendo come scusa le inadempienze dell¹AIRE.

A tutte queste minacce al nostro voto, ci si oppone con la partecipazione. Come abbiamo detto già in altre occasioni, l’ora della siesta è finita. Svegliamoci! (Marco Basti-Tribuna Italiana/Inform)


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