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INFORM - N. 208 - 4 novembre 2003

Permessi di soggiorno per cittadini dell’Unione Europea: pratiche burocratiche da eliminare

MONACO - Il 28 luglio 2000 è stata firmata a Marsiglia da parte di Francia, Germania, Spagna e Italia, in occasione di un incontro del Consiglio Interni e Giustizia, una dichiarazione congiunta nella quale si ribadiva la volontà reciproca di rinunciare al permesso di soggiorno obbligatorio per agevolare la circolazione e la residenza dei cittadini dei paesi firmatari in primo luogo, da estendere poi agli altri paesi dell'UE quando le condizioni di reciprocità venissero a verificarsi. La dichiarazione - ricorda Fiorenza Colonnella, consigliere comunale a Monaco di Baviera - ribadiva che la circolazione e la residenza dei cittadini si definiva sulla base del diritto comunitario ed in primo luogo con il possesso della cittadinanza di uno degli Stati membri. Il passaporto o la carta di identità sarebbero sufficienti a comprovare tale posizione.

Dopo che la Spagna, primo dei paesi firmatari, con un decreto specifico ha messo in atto nel febbraio 2003 quanto sottoscritto, rinunciando al permesso di soggiorno obbligatorio, Fiorenza Colonnella ha provveduto a sollecitare il 3 marzo scorso il Ministro dell'Interno tedesco Otto Schily a fare altrettanto. La Sottosegretaria Ute Vogt l’ha informata che le norme per l'abolizione del permesso di soggiorno per i cittadini UE sono state inserite nel pacchetto di riforme delle leggi sull'immigrazione e sulla cittadinanza e che per l'opposizione in Bundesrat non sono entrate in vigore come previsto a gennaio 2003. Ciononostante il progetto legislativo va avanti ed è lecito aspettarsi una soluzione in tempi brevi.

Per coinvolgere in questo processo anche l'Italia, quale paese firmatario, l’esponente della comunità italiana nel Consiglio comunale di Monaco si è rivolta con una lettera al Ministro dell'Interno Pisanu pregandolo di adoperarsi affinché anche il nostro governo metta in atto quanto previsto dalla dichiarazione. Il semestre di presidenza italiana sarebbe anche l'occasione per rilanciare l'iniziativa in ambito europeo.

Il superamento del permesso di soggiorno obbligatorio - rileva pertanto Fiorenza Colonnella - significherebbe per gli italiani in Germania, oltre all'eliminazione di pratiche burocratiche a volte umilianti e a volte non prive di conseguenze, anche un grande passo verso quella condizione di cittadini a pieno titolo tanto attesa. (Inform)


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