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INFORM - N. 207 - 3 novembre 2003

Tutela delle identità: Zanon (Regione Veneto) propone modifiche alla legge Bossi-Fini e alla legge regionale

VENEZIA - "Credo ci sia la possibilità che le Regioni propongano al governo una modifica della legge Bossi-Fini in relazione alla tutela delle identità". A sostenerlo è l'assessore regionale veneto Raffaele Zanon in merito al dibattito in corso sui temi del governo dei flussi migratori e del rispetto delle diverse identità. "Almeno su due versanti - aggiunge Zanon - ritengo possa essere introdotto l'obbligo al rispetto dell'identità italiana da parte degli stranieri. Il primo è la conoscenza della lingua italiana che dovrebbe avvenire come fatto obbligatorio nei primi due anni di presenza del cittadino straniero in Italia, con l'impegno dello Stato e delle Regioni a tenere dei corsi specifici, considerando la lingua l'elemento strategico per l'avvio di tutti i processi di integrazione. Paradossalmente, anche dare il diritto di voto a chi non parla la nostra lingua sarebbe una contraddizione. Ritengo che questo sia un fattore importante su cui ci deve essere un investimento, sia del cittadino straniero che deve comprendere appieno la lingua italiana e gli elementi di base per l'inserimento nel nostro territorio, sia dello Stato che deve garantire i percorsi formativi per consentire l'acquisizione della padronanza linguistica da parte degli immigrati".

"In secondo luogo - prosegue Zanon - va previsto l'obbligo al rispetto delle tradizioni, delle credenze religiose del territorio ospitante, e quindi l'attenzione a non snaturare un'identità nazionale che si incarna anche in questi valori che fanno parte del patrimonio culturale italiano ed europeo. Deve esserci chiarezza su questo fronte".

"Questi due emendamenti - conclude l'assessore veneto ai flussi migratori - possono essere inseriti nei futuri percorsi legati alle modifiche alla legge Bossi-Fini, ma che nel Veneto vogliamo porre fin da subito nella revisione della legge regionale n. 9 del 1990 sull'immigrazione. Sotto questo profilo il Veneto vuole fare da battistrada perché una società multiculturale si costruisce nel rispetto delle diverse identità: è chiaro che se viene riconosciuta la nostra identità, la nostra cultura, la nostra tradizione, dobbiamo prestare attenzione con lo stesso rispetto anche alle identità di tutti coloro che vengono nel nostro territorio. Lo sradicamento, dal quale poi deriva un'insalata etnica, non è l'obiettivo culturale che ci poniamo. Tutti questi aspetti emergono dal dibattito in atto sul tema dell'immigrazione ma riguardano una visione più generale da cui può nascere una reciprocità e un rispetto di regole che vanno capite e condivise". (Inform)


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