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INFORM - N. 207 - 3 novembre 2003

La presenza italiana nel mondo monitorata dal XIII Dossier Caritas-Migrantes

I mille numeri di un'emigrazione che non ha ancora concluso la sua spinta propulsiva

ROMA - Nel XIII Rapporto Caritas - Migrantes sui movimenti migratori che caratterizzano il nostro Paese non potevano certamente mancare le pagine sulla storia ed i più recenti sviluppi dell'emigrazione italiana. Nel capitolo del Dossier dal titolo "Gli italiani nel mondo: tra oblio e nuovo interesse" i ricercatori Alberto Colaiacomo e Delfina Licata ripercorrono le tappe salienti della più grande emigrazione europea.

Una vera e propria diaspora che, secondo i due studiosi, non si è però ancora conclusa. A tutt'oggi infatti, oltre ad un certo numero di italiani che continuano a cercare migliori opportunità lavorative nel mondo, sono sempre più numerosi i ricercatori e gli studenti del nostro Paese che si recano all'estero, soprattutto negli Stati Uniti, in Francia ed Gran Bretagna, per completare la loro preparazione e portare avanti specifici progetti di ricerca. Un fenomeno denominato "fuga di cervelli" che penalizzerebbe lo sviluppo scientifico del nostro Paese e, visto che questo esodo si verifica anche presso altre nazioni europee, dell'intera Unione. Per fronteggiare questa complessa situazione dalla Commissione Europea è stata quindi varata, nel luglio di quest'anno, una specifica comunicazione che, al fine di creare un mercato della ricerca tutto europeo, prevede l'introduzione della Carta Europea del Ricercatore, uno strumento volto ad armonizzare il sistema delle competenze degli studiosi dei vari Paesi, e l'istituzione di un Codice di condotta europea per l'assunzione dei ricercatori.

Nell'ambito del Dossier è stata inoltre evidenziata sia la necessità di superare al più presto le notevoli differenze ancora presenti tra i dati dell'AIRE e quelli delle Anagrafi consolari, al momento negli elenchi dei Consolati risultano iscritti circa 800.000 cittadini in più, sia il costante incremento della proiezione verso l'estero dei nostri connazionali: negli ultimi due anni le iscrizioni alle Anagrafi consolari sono aumentate di almeno 30.000 unità. Di contro, secondo l'ultimo dato certo, nel 1999 si sono cancellati dalle anagrafi comunali per recarsi all'estero oltre 56.000 connazionali. Una diffusa presenza, quella degli italiani nel mondo, che fa dell'Italia, con quasi quattro milioni di emigranti e 60 milioni di oriundi sparsi in 198 Paesi d'accoglienza, la Nazione dell'Unione Europea con il maggior numero di cittadini all'estero.

Una realtà migratoria molto diversificata, perlopiù dislocata in Europa (2.236.000 italiani) e nel Continente Americano (1.517.000), che viene caratterizzata da una massiccia presenza di nostri connazionali in Germania e in Argentina. Sono infatti questi due Paesi, rispettivamente con 718.563 e 587.434 soggiornanti italiani, ad ospitare il maggior numero di nostri connazionali. In questa particolare classifica seguono a ruota la Svizzera (521.146 presenze), la Francia ( 361.988) e, più distaccati, il Brasile (284.000) ed il Belgio (282.000). Ma i nostri connazionali sono attivamente presenti, chiaramente con collettività di minori dimensioni, anche presso Nazioni che non fanno parte delle tradizionali mete della nostra emigrazione, come ad esempio Israele (7.500) e la Croazia (8.174). Per quanto poi riguarda le zone di provenienza dei nostri emigrati dal Rapporto Caritas si evince come il 57% degli italiani all'estero siano originari delle regioni meridionali, il 30% del nord Italia e solo il 13% provenga dal centro. Un dato, quest'ultimo, che viene confermato anche sul piano regionale dove, secondo le stime dell'AIRE, troviamo al primo posto, con 528.000 emigranti, la Sicilia che viene seguita dalla Campania (339.000), dalla Puglia (290.000) e dalla Calabria (262.000). Un'indicazione interessante emerge anche per Roma che, con 155.049 presenze nel mondo, si colloca al primo posto nella graduatoria delle Province con residenti all'estero.

Dalla ricerca è stato poi evidenziato come a tutt'oggi le rimesse dei nostri connazionali all'estero verso il Paese d'origine ammontino a circa 315 milioni di euro. Una cifra nettamente inferiore a quella inviata dagli immigrati in Italia verso le Nazioni di provenienza che comunque testimonia il dinamismo dei vecchi e nuovi flussi migratori. Fra le Regioni che ricevono il maggior numero di rimesse troviamo infatti sia la Lombardia (18,4%), con la sua forte realtà aziendale che invia all'estero i più competitivi imprenditori e uomini d'affari, sia la Sicilia (10%) che vanta nel mondo un'indiscussa tradizione migratoria.

Per quanto poi concerne i rimpatri dei nostri connazionali i ricercatori, pur non disponendo di dati recenti, hanno però sottolineato come la perdurante crisi economica dell'Argentina abbia finito per ingrossare le file dei discendenti degli emigrati, alla ricerca del passaporto italiano, davanti ai Consolati. Una crescente voglia d'Italia che ha favorito il sorgere di specifiche agenzie private. Strutture che, dietro compenso, si occupano dell'espletamento delle pratiche per il rimpatrio dei nostri connazionali. Un sicuro business che, per i ricercatori, presenterebbe però, quando le richieste dei compensi divengono direttamente proporzionali alla velocità di espletamento della pratica, chiare connotazioni di illegalità. (Lorenzo Zita-Inform)


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