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INFORM - N. 206 - 31 ottobre 2003

Convegno imprenditori: a Toronto polemica continua

TORONTO - E' davvero un peccato che una certa parte del CGIE sia sorda e cieca e soprattutto faccia grande professione di presunzione quando pensa di riuscire a prendere in giro tutti e dare a bere solo le loro verità e le loro ragioni rifiutandosi con ammirevole tenacia di riconoscere negli altri intelligenza e ragione.

Inutilmente ho tentato nella mia veste di co-protagonista della vicenda della Commissione Anglofona di Toronto del 17-19 Ottobre di fare capire che il documento approvato dalla Commissione altro non era che un tentativo di chiamare tutti all'uso della ragione precisando che il tanto contestato documento sugli imprenditori diventato ormai impropriamente noto come "documento Lombardi" non voleva attaccare la persona del Ministro come ritenuto e, in modo chiassoso e scomposto, ribadito dai componenti del Comitato Tricolore.

Offensive e sconcertanti poi le affermazione di Centofanti e Zuccarello secondo i quali alcune firme erano false e che in molti avevano ritirato la loro adesione. Solo la Signora Bartoli, ripeto solo la Signora Bartoli ha ritenuto in modo del tutto legittimo e libero di ritirare la sua adesione al documento e sfido Zuccarello e Centofanti a trovare uno solo dei Consiglieri della Commissione Anglofona che hanno aderito al documento che lo avrebbe poi rinnegato.

Ridicola infine l'affermazione, anche questa registrata, del Consigliere Delli Carpini secondo il quale il Segretario Generale Narducci in sede di riunione di CdP avrebbe ricevuto il mandato in seguito a votazione di avvisare e contattare tutto il CGIE del Convegno. I fatti sono invece andati diversamente. Innanzitutto non c'è stata nessuna votazione e il Segretario Generale non ha ricevuto nessun mandato se non quello di cercare di concludere il colloquio con il funzionario collaboratore del Ministro Tremaglia che continuava a entrare e uscire dalla stanza della riunione, colloquio che si è finalmente concluso con la dichiarazione di Carlo Ciofi a Franco Narducci che oramai era troppo tardi per qualsiasi azione di coinvolgimento dei Comites e del CGIE.

E sul mancato coinvolgimento dei Comites da quando in qua caro Centofanti Ambasciate e Consolati sono quelli, unici come tu dici, che conoscono la realtà locale e quindi i meglio indicati a essere interpellati su questioni che riguardano la comunità? E anche in questo caso avete preso una cantonata, sì perché almeno in Canada, ma presumibilmente è avvenuto così anche in ogni altra parte del mondo, le ambasciate si sono limitate a trasmettere a Roma una rosa di nominativi. Tutto qui. Questo significa inequivocabilmente che la scelta definitiva e' stata fatta a Roma nelle stanze del Ministero degli Italiani nel Mondo e sarei proprio curioso di sapere chi e come ha eseguito le designazioni finali.

Fate troppo chiasso su tutto e non accettate che qualcuno la possa pensare diversamente da voi.

Come dicevo all'inizio, peccato! (Gino Bucchino, vice segretario del CGIE)

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TORONTO - Sono d’accordo con il vice segretario Bucchino quando afferma che è un vero peccato che qualcuno nel CGIE sia sordo e cieco e "soprattutto faccia professione di presunzione quando pensa di riuscire a prendere in giro tutti e dare a bere solo le loro verità e le loro ragioni rifiutandosi con ammirevole tenacia di riconoscere negli altri intelligenza e ragione".

Mi auguro che il vice segretario Bucchino si sia reso conto di parlare a se stesso.

Non è certo sufficiente il tono da buon padre di famiglia che sembra trasparire dalla prima parte del Suo discorso per " riuscire a prendere in giro tutti e dare a bere solo le loro verità e le loro ragioni".

Ma analizziamo le affermazioni del vice segretario Bucchino che evidentemente ritiene di essere illuminato e che gli altri siano stolti anche perché non concordano con le sue valutazioni.

Ebbene il vice segretario Bucchino afferma che il c.d. "documento Lombardi" non voleva attaccare la persona del Ministro Tremaglia così come ritenuto e "in modo scomposto e ribadito dai componenti del Comitato Tricolore".

Sorge spontanea la domanda: il vice segretario Bucchino lo è veramente o lo fa apposta?

Chiunque può leggere il c.d. "documento Lombardi" e capire se nella ironica frase Molti complimenti, dunque, a chi, come il Ministro Tremaglia, si è sempre autodefinito il campione delle "larghe intese" ed "il ministro del CGIE" vi è o meno il voler "attaccare la persona del Ministro Tremaglia così come ritenuto e in modo scomposto e ribadito dai componenti del Comitato Tricolore".

Ma non finisce mica qui.

Il c.d. " documento Lombardi" continua sostenendo che l'azione del ministro Tremaglia sarebbe ispirato a "spirito di corte e di partigianeria che sembra essere diventato lo stile dei rapporti politici ed istituzionali del Ministero degli Italiani nel Mondo".

Non credo sia necessario ripetermi.

Del resto che il c.d. "documento Lombardi" sia offensivo nella persona del Ministro Tremaglia lo hanno dichiarato la consigliere Bartoli e la consigliere Laude Canale che non sono mai state del Comitato Tricolore, a quanto mi risulta.

Ma andiamo avanti.

Il vice segretario Bucchino afferma che "solo la Signora Bartoli, ripeto solo la Signora Bartoli ha ritenuto in modo del tutto legittimo e libero di ritirare la sua adesione al documento"

Questa affermazione è un falso gigantesco. La signora Bartoli non aveva mai aderito al documento. Aderire ad un documento significa averlo letto, quantomeno.

Né alla signora Bartoli né agli altri consiglieri presenti a Toronto è stato mai e giammai fatto leggere nessun documento, perché il testo non è mai entrato nella sala dove si teneva la riunione se non il giorno successivo alla firma ipotetica, quando l'ho portato io per averlo stampato da una agenzia di stampa.

La signora Bartoli, a differenza di quanto vorrebbe far intendere il vice segretario Bucchino non ha ritirato la sua adesione, per il semplice fatto che non l'aveva mai data.

Capisco che il vice segretario Bucchino voglia fare il gioco delle tre carte per giustificarsi sia nei confronti dei suoi compagni di cordata che nei confronti degli altri, ma non è corretto affermare il falso e dire bugie.

Per quanto riguarda la sfida lanciata ai consiglieri Zuccarello e Centofanti, dico solo che anche a me, almeno quattro dei presunti firmatari che non hanno mai firmato, presenti ai lavori di Toronto hanno detto che non avevano letto il documento e che non erano d’accordo con l'attacco a Tremaglia, ma disciplina di gruppo non consentiva loro di poterlo dire pubblicamente.

Non posso esprimermi sulla questione relativa ai fatti avvenuti durante il C.d.P. perché non ero presente e non è mia abitudine fare affermazioni sui fatti che non conosco. Ma visti i precedenti della nota del vice segretario Bucchino, trovo difficile pensare ad una sola verità tra tante bugie e arrampicature su specchi insaponati.

Incomprensibile poi è la chicca finale.

Il dott. Bucchino afferma che "inequivocabilmente la scelta definitiva è stata fatta a Roma nelle stanze del Ministero degli Italiani nel Mondo".

E allora! Così è indubbiamente stato. E cosa c'è di strano? Cosa voleva il vice segretario Bucchino, che la scelta definitiva si facesse a casa sua o a casa Lombardi?

Caro vice segretario fai troppo chiasso su tutto e non accetti che qualcuno la possa pensare diversamente da te. Il "che peccato" di cui all'inizio purtroppo diventa "che pena!" (Carlo Consiglio, consigliere CGIE Canada)

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