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INFORM - N. 206 - 31 ottobre 2003

Franco Santellocco sul Convegno degli imprenditori italiani nel mondo: "Strano questo CGIE…"

ALGERI - Leggo dalla stampa quotidiana l’effettiva nascita della "Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo" : non posso che esprimere la mia grande soddisfazione nel vedere realizzato quanto più volte anche da me auspicato sia in ambito di Associazioni nelle quali ho un certo rilievo, che nell’ambito della Commissione tematica del CGIE che si occupa appunto di Impresa, Lavoro e Cooperazione.

Ed è appunto questa ultima posizione che mi porta a riflettere su quanto strano sia il CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, di cui pure faccio parte.

Infatti, sia nel primo CGIE che nel secondo, ho portato avanti una decisa azione tendente a far conoscere meglio questa nuova presenza d’italianità nel mondo, a sottolinearne valenza e peculiarità con la sua importante funzione anche ai fini dell’export di tecnologie, macchinari ed impianti italiani : insomma un "capitolo" importante per l’economia dell’Italia.

Pure negli anni ho sottolineato la necessità di fare un censimento di questa enorme risorsa diffusa in tutti i continenti, di fare dei raggruppamenti settoriali, di promuovere un collegamento con l’imprenditoria e la macchina produttiva italiana in Italia.

Per tanto tempo la Commissione Tematica da me presieduta ha fornito spunti in termini di potenziamento e di riqualificazione degli strumenti finanziari indispensabili per una valida competitività internazionale.

L’export italiano perde competitività. Negli ultimi anni la quota del nostro export sul commercio mondiale si è ridotta del 25%.

Tra le cause (ovviamente non le sole) per il settore dei beni investimento, l’insufficiente supporto pubblico nell’assicurazione e finanziamento crediti export.

La nostra economia è fatta di PMI.

Da un lato ci sono aspetti positivi, flessibilità e gestibilità, dall’altro soffriamo dei mali tipici delle piccole aziende in termini di struttura, organizzazione, difficoltà di contatto con Enti pubblici, bassa propensione al rischio di credito commerciale, difficoltà di accedere al credito bancario.

Quello che già esiste di supporto all’export va migliorato e semplificato.

Devono crearsi dei canali preferenziali, vere vie di comunicazione e operatività, tra gli Enti pubblici e le PMI, dove anche il sistema privato (banche, finanziarie, associazioni, trading, ecc.) sia chiamato a quella indispensabile funzione che è la diffusione della conoscenza degli strumenti.

Questo sarà tanto più efficace quanto più semplici diventeranno gli strumenti e l’accesso.

Sono questi, in sintesi, taluni degli argomenti presi in esame dalla Commissione Tematica del CGIE, dibattuti e sviluppati anche nel confronto di alte personalità settoriali che hanno accettato di dare il loro contributo in audizione.

Dicevo strano questo CGIE che, a fronte di questi argomenti peraltro condivisi dalla maggioranza del Consiglio, non ha saputo in tutti questi anni portare in giusta sede le argomentazioni stesse o comunque promuovere qualcosa di più efficace ed incisivo.

Dicevo strano questo CGIE che, per contro, non ha risparmiato aspre critiche al "Primo Convegno Internazionale degli Imprenditori Italiani nel Mondo" ed al suo ispiratore, promotore e coordinatore Ministro Mirko Tremaglia; le critiche sono sempre positive laddove tese a migliorare, certamente deleterie ove per contro tese ad alimentare una sterile quanto inutile polemica politica.

Quale imprenditore e italiano all’estero non posso che esprimere la mia più viva riconoscenza a tutte quelle iniziative atte a favorire una migliore affermazione dell’imprenditoria italiana nel mondo e fra queste anche l’occasione di incontro allargato con esponenti ed attori della produzione e della commercializzazione di manufatti.

Dicevo strano questo CGIE che stimola la V Commissione Tematica ad occuparsi di formazione professionale e quando la stessa Commissione è sul punto di pervenire a positivi risultati, viene estromessa appunto nelle fasi conclusive; peggio, non viene dato corso a quanto verbalizzato all’unanimità nella sua seduta straordinaria.

Strano questo CGIE che prende atto, passivamente, di un rinnovo del proprio organismo con una legge assolutamente superata nelle forme e nella sostanza.

Strano questo CGIE che affida all’iter parlamentare una proposta innovativa dell’Organo COMITES, proposta, oggi legge dello Stato, peggiorativa della precedente, che mortifica in buona sostanza le minoranze. (Franco Santellocco, Presidente della V Commissione del CGIE)

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