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INFORM - N. 205 - 30 ottobre 2003

Francesco Fatiga (UIM): voto agli immigrati e "sproloqui" di Bossi

ROMA - "Sulla questione del voto agli immigrati e più in generale sul valore dell'emigrazione in Italia, sentiamo il dovere di intervenire non tanto e non solo per esprimere l'ovvio dissenso ed il più profondo disgusto per gli ultimi sproloqui di Bossi, ma soprattutto per una riflessione che va oltre la condanna di inciviltà o di dispregio della dignità umana. Condanna giusta ma insufficiente e che, da sola, relegherebbe il giudizio nei confini delle categorie comportamentali del senatur, mentre, il senso più ampio e più vero delle sue ripetute elucubrazioni sui nostri immigrati, riflettono il pensiero politico suo e di tutti quei benpensanti che hanno sposato la logica mercantile del profitto fine a se stesso, buttando alle ortiche quel valore di società solidale per fortuna ancora radicato nel nostro Paese". E’ quanto dichiara Franco Fatiga, segretario generale dell’Unione Italiani nel Mondo e componente del CGIE

"L'assimilare gli immigrati a sola forza lavoro senza alcuna titolarità di diritti - prosegue Fatiga - è un concetto che Max Frisch, svizzero, pensava di avere liquidato nel 1966 quando scrisse ‘abbiamo importato braccia e non ci siamo accorti che sono arrivati uomini’. Non aveva previsto il buon Frisch che, dopo quasi mezzo secolo, ci fosse un signor Bossi, padano, che si sforzava di arretrare la macchina del tempo. Un signor Bossi che non è solo il rappresentante di una minoranza di fanatici xenofobi, ma che è un rappresentante di questo Governo e della maggioranza parlamentare che lo sostiene, in grado di condizionarne le scelte fondamentali come è successo per la Finanziaria e per la controriforma previdenziale. Non basta quindi dissociarsi sugli sproloqui o su singoli atteggiamenti del cocchiere del carroccio ma, più coerentemente, bisognerebbe dissociarsi dalla sua compagnia politica".

"Per quanto poi riguarda la proposta di legge sul diritto al voto degli immigrati per le elezioni amministrative che, naturalmente, ci trova consenzienti - conclude il segretario generale della UIM - vedremo nelle varie fasi dell'iter parlamentare quale sarà il comportamento reale delle forze in campo". (Inform)


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