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INFORM - N. 204 - 29 ottobre 2003

Alfredo Milesi (CGIE): "Convegno degli Imprenditori, io c'ero"

BARCELLONA - Leggo in questi giorni note e scritti vari sul Convegno degli Imprenditori.

Sono quasi sorpreso che tale scalpore si levi ora e tanto silenzio vi sia stato prima, quando peraltro il Convegno era da tempo annunciato , e chi segue le notizie dall'Italia ne era sicuramente al corrente.

Mi preoccupa soprattutto la leggerezza con cui vengono giudicati i risultati, dando luogo addirittura ad affermazioni categoriche tirate fuori, a fatica , da una o piú frasi del documento finale. Sono anch'io Consigliere del CGIE e partecipo della confusione del collega Pinna e del suo "come mai?"

Ma non sono stato invitato quale Consigliere del CGIE, ma come imprenditore. Se forse, in seno al CGIE gli imprenditori fossimo più numerosi, non escludo che avrei potuto incontrare altri colleghi. Ve ne erano comunque parecchi, avevano un loro posto da un lato e furono citati dal Ministro come "i miei amici del CGIE "( e non erano di una sola espressione politica ) Dalla lettura invece della nota di Ricci sembrerebbe scaturire tutt'altra opinione "è possibile - si chiede infatti - che all'opposizione, a parte il documento di protesta del CGIE".

Ma andiamo al percorso selettivo. Ammetto di rappresentare non altro che la mia famiglia (la Ditta fu fondata da mio padre oltre 50 anni fa) ma dire che l'immagine di imprenditori come me possa essere addirittura fuorviante è entrare nell'irrazionale. Evidentemente l'invito non poteva essere rivolto ad aziende che fossero crollate o che andavano paternalmente protette dalla Madrepatria.

E andiamo un po’ oltre. Partecipo pienamente dell'affermazione sull'attuale impostazione sia dell'ICE che dell'ENIT ( in quanto precipuamente indirizzati all'internazionalizazzione del Sistema Italia ) e direi che il Convegno ha senz'altro promosso vie nuove e diverse di attuazione per le Camere di Commercio.

Né la nostra azienda infatti, né quasi nessuna delle altre partecipanti dalla Spagna sono "aderenti alle diverse Camere". Sono quindi stati i canali istituzionali ad individuare i delegati. A quanto mi risulta si sono rivolti alle Associazioni . Nel mio caso concreto - in ottimi rapporti sia con le une che con le altre, anche per via del mio incarico al CGIE - sono stato interpellato via via dal Consolato, dall'Ambasciata, e dal Ministero degli Italiani nel Mondo - onde esprimere, se del caso, la mia rinuncia. Rinuncia che non accettai, pensando quanto avrebbe fatto piacere a mio padre essere scelto pur essendo un piccolo imprenditore indipendente ( caso comune ad almeno altri due imprenditori "spagnoli").

Bisogna accettare che, data la prossimità geografica, tutti noi abbiamo importanti contatti di lavoro con l'Italia ( nel nostro caso circa un 40% del nostro export ed oltre un 50% del nostro import ) ma siamo usciti dal Convegno convinti che gli obiettivi individuati dello "sportello unico" della"banca dati" ed il futuro contatto attraverso la costituenda Confederazione di Imprenditori Italiani all'estero potranno consolidare ulteriormente tali rapporti.

Ed infine non è da dimenticare l'aspetto emotivo, quanto dolce sia stato per noi il "bagno di italianità" che ci hanno offerto e l'impressione che, tutto ad un tratto, qualcuno si interessa di noi, da sempre ignorati. Finalmente.

E non è roba da poco. Tutto è certamente perfettibile e probabilmente andrà articolato con cura uno schema effettivo che coinvolga il maggior numero possibile di imprenditori - indipendentemente dalle loro dimensioni e campo di attività. Ma nuove basi sono state impostate e, se finora all'estero ognuno ha svolto la sua attivitá contando solo su se stesso e senza aiuti di sorta, non è questo un bel passo avanti? (Alfredo Milesi, Presidente di Industrias Galfer S. A, Consigliere del CGIE per la Spagna e la Grecia)

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