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INFORM - N. 204 - 29 ottobre 2003

XIII Dossier Statistico Caritas- Migrantes sull'immigrazione. In un'Italia sempre meno giovane sale al 4% la presenza immigrata

ROMA - 175 milioni di migranti nel mondo, 2,5 milioni di immigrati presenti in Italia, 30,1% di presenza straniera nelle carceri, 650.000 regolarizzazioni, 5% di incidenza degli stranieri sul mondo del lavoro, 790 milioni di rimesse degli extracomunitari nel 2002. Sono questi in sintesi i numeri salienti del XIII Rapporto Caritas - Migrantes sull'immigrazione. 496 pagine e oltre 200 tabelle statistiche che sono state presentate in contemporanea a Roma e in 9 capoluoghi regionali. Dal Dossier Statistico, intitolato "Italia Paese di Emigrazione" emerge in primo luogo come a tutt'oggi la nostra Nazione, con una presenza immigrata che supera il 4% della popolazione residente, si appresti ad affiancare, dopo Francia e Germania, il Regno Unito nella classifica dei Paesi d'accoglienza più gettonati nell'ambito dell'Unione.

Nel contesto italiano, dove il calo demografico ed il costante invecchiamento della popolazione ha sicuramente favorito la rapida crescita della presenza immigrata, convivono 179 etnie diverse e sono presenti circa 100.000 rifugiati. In questo crocevia multietnico la comunità marocchina, con 172.834 soggiornanti, continua a detenere il primato delle presenze. Al secondo posto di questa particolare classifica troviamo la collettività albanese (168.963) che viene seguita a distanza dalle comunità rumena (95.834) e filippine (65.257). Anche quest'anno inoltre quella di Roma continua ad essere, con 213.834 unità, la Provincia italiana a maggiore presenza straniera. La principali Regioni d'accoglienza sono inoltre sempre la Lombardia (348.298), il Lazio (238.918), il Veneto (154.632) e l'Emilia Romagna (150.628). Per quanto riguarda poi le tipologie dei permessi di soggiorno concessi nel 2002 si registra una netta prevalenza dei visti per lavoro, pari al 55% del totale, ed una lieve flessione dei ricongiungimenti familiari che, comunque, si attestano intorno alle 62.000 unità. Sul fronte della lotta alla clandestinità si sono invece registrati, nel corso del 2002, 149.783 provvedimenti di allontanamento di cui 43.795 respingimenti, 42.245 espulsioni eseguite e 53.125 espulsioni intimate. Diverse modalità di allontanamento che hanno portato all'effettiva espulsione dal nostro Paese di 85.501 persone. Per quanto concerne infine la classifica delle confessione religiose più seguite dagli immigrati si conferma invece il predominio dei cristiani ed un costante 36% dei mussulmani.

Il dibattito sulla presentazione del Rapporto, moderato dal coordinatore del Dossier Statistico Franco Pittau si è aperto con l'intervento del Direttore della Caritas Italiana Vittorio Nozza che, ricordando il dramma dei tanti immigrati morti prima di approdare sulle coste italiane, ha auspicato un fattivo e strutturale intervento della cooperazione europea che consenta di arginare alle partenza questi viaggi della disperazione. Sulla questione del voto amministrativo agli immigrati il Direttore della Caritas, pur giudicando positiva la proposta del Vice Presidente del Consiglio Fini, ha però sottolineato come il diritto di rappresentanza sia per gli stranieri la meta finale di un lungo percorso d'integrazione che prevede il rispetto reciproco e non comporta l'uso strumentale degli immigrati. Nozza, dopo aver sottolineato che con l'allargamento dell'Unione molti immigrati presenti in Italia diverranno cittadini comunitari, si è inoltre domandato come mai, nonostante vi siano oltre 700.000 stranieri residenti da più di sei anni sul territorio italiano, solo 150.000 immigrati abbiano fino ad oggi conseguito la carta di soggiorno.

Oggi l'Italia, con quasi quattro milioni di cittadini residenti all'estero e oltre due milioni di immigrati sul territorio nazionale, si presenta come un Paese dalla doppia valenza migratoria. Lo ha detto Ugo Melchionda, esponente dell'OIM e componente dell’équipe del Dossier. Ha inoltre spiegato come, per ragioni culturali e demografiche, alcuni mestieri siano ormai divenuti appannaggio esclusivo degli immigrati. Nel sottolineare la netta contrapposizione tra i dettami della legge Biagi sulla flessibilità del lavoro e le rigide norme occupazionali imposte agli immigrati, Melchionda ha infine auspicato che l'Italia e l'intera Unione Europea ratifichino al più presto la Convenzione Internazionale dell'ONU sui Diritti dei Lavoratori Migranti.

Dopo la relazione di Zouhir Louassini, giornalista di Rai-Med, che ha auspicato una semplificazione delle procedure per la concessione della cittadinanza ed ha sottolineato l’esigenza di non abbandonare la strada del multiculturalismo e della tolleranza reciproca, è intervenuto il Presidente della Fondazione Migrantes mons. Alfredo Maria Garsia. Egli ha in primo luogo evidenziato come durante il suo pontificato Giovanni Paolo II abbia seguito con estrema attenzione e sia stato di stimolo al mondo delle migrazioni. Ha inoltre fatto presente che si recherà personalmente dal Papa per presentargli il Dossier Statistico.

Il Presidente della Migrantes ha poi annunciato che il prossimo 18 dicembre si terrà a Montecitorio una solenne manifestazione, organizzata dal Comitato "18 dicembre", volta a sollecitare la ratifica da parte dell'Italia della Convenzione ONU del 1990 sui diritti dei migranti e delle loro famiglie. Per quanto riguarda il semestre italiano di Presidenza europea da Garsia è stato invece auspicato che gli accordi raggiunti dalla Comunità su temi fondamentali, come ad esempio il ricongiungimento familiare ed il diritto d'asilo, non subiscano, al momento del varo delle direttive comunitarie, un livellamento al basso che apra la strada all'introduzione di criteri troppo restrittivi. Dopo aver ricordato l'importante scossa data alla società civile dalla proposta del Vice Presidente Fini volta alla concessione del voto amministrativo agli immigrati ed al superamento del sistema delle quote, Garsia ha infine sottolineato come il tema della prossima Gionata Mondiale delle Migrazioni si fonderà su tre parole: Vangelo, solidarietà e legalità. Due termini, quelli della solidarietà e della legalità, che rinviano al Vangelo, ma che, allo stesso tempo, esprimono due valori di alto contenuto umano condivisibili da chiunque creda nell'uomo e nella sua dignità.

Il Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, in chiusura dei lavori, ha sottolineato come, grazie alla regolarizzazione, in Italia vi siano a tutt'oggi più regolari e meno clandestini. Entro il 31 dicembre infatti circa 650.000 extracomunitari avranno un permesso di soggiorno ed un lavoro regolare. Per Mantovano la regolarizzazione (ai primi posti i rumeni, gli ucraini e i polacchi) ha inoltre permesso di isolare alcune sacche di delinquenza e di eliminare le lunghe file degli immigrati fuori dalle questure che fino alla precedente ultima sanatoria avevano caratterizzato il mondo dell'immigrazione italiana. Secondo il Sottosegretario inoltre, nonostante i drammi del mare di Sicilia di queste settimane, la legge Bossi-Fini, gli accordi bilaterali con i Paesi di provenienza ed i controlli delle forze dell'ordine alle frontiere hanno dato i risultati sperati. Dopo aver ricordato che la nuova legge sull'immigrazione prevede un perriodo di sei mesi per la ricerca di occupazione da parte dell'immigrato che abbia perso il posto , il Sottosegretario ha dato assicurazione che verranno al più presto accelerate le procedure per l'assegnazione della crta di soggiorno ed ha annunciato che, qualora le direttiva comunitaria sul diritto d'asilo non soarata in breve tempo, il Governo provvederà a riattivare l'iter delle proposte di legge su questa materia già presentate in Parlamento. (Goffredo Morgia-Inform)


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