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INFORM - N. 203 - 28 ottobre 2003

Immigrazione in Veneto: l’integrazione passa anche attraverso la formazione

RECOARO TERME - Attualmente nel Veneto su 4,5 milioni di abitanti la forza lavoro è pari a circa 2 milioni di unità di cui 250 mila sono immigrati regolari. Le previsioni di qui al 2010 e oltre indicano una crescita progressiva fino a 5 milioni di abitanti; la maggior parte dei 500 mila nuovi cittadini proverrà da altri contesti, comunitari (con l'ingresso di altri paesi nell'Unione Europea) ed extracomunitari. Il Veneto quindi per poter continuare a crescere dal punto di vista economico e sociale deve contare sugli immigrati che sono una risorsa e motore di sviluppo. Lo ha detto l'assessore regionale alla formazione e al lavoro Raffaele Grazia intervenendo a Recoaro Terme (Vicenza) alla Tavola Rotonda "Un nuovo Veneto sta crescendo. La formazione risorsa per una buona integrazione", promossa dal Centro di formazione professionale "Casa della Gioventù" di Trissino. Al dibattito hanno partecipato anche il presidente dello stesso Centro Renato Meggiolaro, l'assessore provinciale al lavoro Alessandro Testolin e il presidente dell'Ente Vicentini nel Mondo Giuseppe Sbalchiero.

"Senza lavoratori immigrati - ha sottolineato Grazia - saremmo tutti più poveri, perché sono loro che hanno permesso al Nord-Est di mantenere il suo livello di sviluppo". L'assessore ha ricordato che il fabbisogno annuale di manodopera immigrata nel Veneto si aggira sulle 20 mila unità, ma ha aggiunto che diversi settori dell'economia regionale (tessile-abbigliamento, concia, orafo) sono oggi in situazione di sofferenza. "Non abbiamo più bisogno di manodopera non formata - ha sostenuto Grazia. Se il sistema veneto pensa di continuare con produzioni incentrate sulla quantità invece che sulla qualità rischia di involvere, con ripercussioni negative sul piano sociale come non se ne vedevano da anni". L'assessore ha rilevato che sul piano dell'integrazione nel Veneto le situazioni di conflittualità sociale sono tutto sommato limitate rispetto ad altri contesti. "In ogni caso - ha proseguito - gli immigrati devono avere le stesse opportunità e gli stessi diritti degli altri cittadini. La regione sta lavorando nelle attività di formazione professionale su questa linea, in una logica di sistema che tiene conto degli ambiti locali". Anche l'assessore provinciale Testolin ha espresso preoccupazione per i futuri scenari dell'economia, con particolare riferimento al vicentino e ad alcuni settori considerati maturi.

Per Testolin la prospettiva che si presenta è quella della necessità di immigrati di grande qualità, con competenze professionali elevate. Esperienze di rientro di emigrati veneti sono state illustrate dal presidente dell'Ente Vicentini nel Mondo Sbalchiero, mentre testimonianze di integrazione lavorativa e sociale sono state portate da alcuni immigrati; in particolare da un brasiliano che lavora in un'azienda vicentina, da un imprenditore serbo che ha dato vita ad una società che si occupa della ricerca e della selezione di personale straniero e da una senegalese titolare di un'attività commerciale e presidente dell'Associazione Donne Immigrate nel Veneto. (Inform)


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