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INFORM - N. 203 - 28 ottobre 2003

Carlo Consiglio (CGIE Canada) sul Convegno degli imprenditori: "le solite cassandre sputano veleno sui risultati raggiunti"

TORONTO - Ho avuto il piacere di essere a Roma in occasione del convegno degli imprenditori italiani nel mondo e leggendo, al mio rientro a Toronto, quanto si è scritto da parte della contestazione organizzata mi viene da sorridere. Forse mi succede secondo le indicazioni del proverbio che, come mi piace ripetere, è espressione della saggezza popolare, e che recita "si ride per non piangere". Sì, ci sarebbe proprio da piangere nel leggere e vedere l'alto grado di faziosità e stupidità che ispira la sinistra organizzata.

Un altro proverbio, pure esso espressione della saggezza popolare, che trova la sua origine nella notte dei tempi, tant'è che ha trovato anche un antico e noto favolista che l'ha reso nobile, recita che quando la gatta non può giungere a mangiare il lardo, afferma che non lo mangia perché puzza. E allora tutti i contestatori organizzati, stupidi e faziosi, non potendo arrivare al lardo, o uva che dir si voglia, dicono che il lardo è ormai marcio. E il lardo non è solo figurato, visto che si rimpiangono anche i tempi in cui il MAE, altrimenti governato, affidava, guarda caso alle solite associazioni associate, costosissime indagini sistematicamente infossate in un cassetto perché evidentemente inattendibili. Non mi risulta che le stesse costosissime indagini oggi siano affidate ad associazioni amiche che pure operano nel mondo dell'emigrazione da oltre 35 anni e sono radicate nelle comunità italiane all'estero.

Ma andiamo con ordine. Alcuni componenti del CGIE, e fra questi qualcuno afferma molti componenti del C.d.P.( visto che alcuni firmatari hanno smentito la loro adesione ritirando la firma ad un documento) , lamentano che nell'organizzazione del convegno in parola, il CGIE sarebbe rimasto escluso.

Domando a me stesso e a coloro che hanno ancora sale in zucca e non affetti da faziosite acuta, la presenza del Segretario generale del CGIE nel comitato organizzatore del convegno, significa o no qualcosa? Il Segretario generale del CGIE rappresenta o meno il CGIE nella sua interezza? E' in atto una congiura di palazzo, visto che tutti i vice segretari hanno firmato un documento in cui, oltre a ingiustificate accuse al Ministro per gli italiani nel mondo, pare affermarsi il contrario?

Bisogna dare atto al nostro Segretario generale, che incurante dei farneticanti inviti formulati anche da chi. pur non avendoli, dovrebbe avere i capelli bianchi della saggezza, nel Suo intervento al convegno ha avuto un atteggiamento costruttivo, disattendendo gli inviti pressanti alla contestazione. Il Segretario generale ha con dignità e autorevolezza rappresentato il CGIE e le comunità italiane all'estero incurante delle sirene false e menzognere che lo invitavano altrimenti.

Ma oltre ad avere il Segretario generale del CGIE nel comitato organizzatore, l'intero C.d.P. è stato invitato a partecipare al convegno. E non è il C.d.P. l'organo di governo del CGIE e che ha anche un ruolo di rappresentanza dello stesso CGIE; o ciò vale solo quando fa comodo a lor signori; cosa volevano i contestatori organizzati che tutto il CGIE fosse invitato?

Giustamente l'organizzazione del convegno si è rivolta ai canali istituzionali per l'individuazione dei delegati. Capisco che le solite associazioni abituate a ricevere costosissimi incarichi per indagini inutili, avrebbero preferito un diverso modo di individuazione, ma purtroppo per loro e per fortuna della trasparenza, le cose sono cambiate. In maniera a dir poco farsesca, qualcuno, rappresentante delle solite associazioni, ha ipotizzato che i convegnisti dovevano quasi quasi essere individuati per sorteggio tra i partecipanti al forum dei no global di Porto Alegre e in subordine tra quelli individuati nelle oramai famose inutili e costosissime indagini delle solite associazioni graziate e foraggiate dai vecchi governi di centro sinistra. Siamo al parossismo puro.

Per amore della verità devo dire che nella catena delle individuazioni dei convegnisti un neo c'è stato, ma la responsabilità o la leggerezza non è imputabile al Ministro per gli italiani nel mondo o al comitato organizzatore, bensì alle Ambasciate e ai Consolati, che avrebbero dovuto avere la sensibilità di ascoltare i consiglieri del CGIE e i Comites, cosa che nella maggior parte dei casi non è stato fatto. Su questo avremmo dovuto far sentire la nostra voce, ma che solo alcuni hanno fatto.

Ma concluso il convegno, con riconoscimenti unanimi sulla sua fattività, tant'è che perfino il quotidiano Repubblica ha speso parole di encomio, le solite sirene cassandre animate dalla faziosità organizzata hanno sputato veleno sui risultati raggiunti. E continueremo a sentirne.

E già, perché a differenza dei precedenti Governi, l'attuale, sulla spinta inarrestabile del nostro Ministro Mirko Tremaglia , di convegni continuerà ad organizzarne. E nell'interesse reale degli italiani all'estero ci auguriamo che continueranno ad essere organizzati sempre tenendo lontani coloro che vorrebbero trasformarli in forum no global o in convegni viziati dalle spartizioni che furono espressione della peggiore partitocrazia. (Carlo Consiglio, Consigliere CGIE per il Canada)

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