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INFORM - N. 202 - 27 ottobre 2003

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): Tolleranza civile e religiosa

LOS ANGELES - Le democrazie moderne si sono assai evolute, specialmente nel diffondere comprensione e tolleranza per chi non è simile a noi, per chi ha un colore diverso della pelle, per chi ha costumi diversi, proviene da civiltà assai lontane nello spirito e negli ideali e per chi ha un credo religioso diverso dal nostro.

Così e anche la nostra italica civiltà, pur se letteralmente sconvolta in tempi assai recenti ed attuali da immigrazioni massicce che ci hanno portato a convivere con popoli assai lontani sia nella loro provenienza che nei loro credo socio-religiosi, portandoci culture, a volte molto difficili da comprendere; ma comprendere e tollerare non vuole dire, a mio parere, mortificare i nostri usi, costumi e credi religiosi, o, peggio, subire gli altrui usi, costumi e fedi religiose.

Premesso che devo ancora comprendere come un bambino dai tre ai dieci anni possa essere disturbato da simboli che, soprattutto, non comprende, il Giudice Mario Montanaro del Tribunale dell’Aquila mi deve spiegare perché duemila anni di storia e civiltà cristiana debbano essere sacrificati all’intolleranza di un bimbo, o meglio all’intolleranza di suo padre, guarda caso Presidente dell’Unione Mussulmani d’Italia, chiaramente appartenente a quell’ala integralista ed intollerante mussulmana, che esprime la sua punta più crudele nelle varie sigle del terrorismo islamico, con i loro fanatismi, attentati e stragi di innocenti.

E poi, il Crocifisso è un simbolo: Mister Smith, non lo guardi, non ci creda, nessuno glielo chiede; ma ne ha tanta paura? Ma perché di grazia?

Il Crocifisso, il Giudice Montanaro dovrebbe ben saperlo, non è solamente un simbolo religioso, è l’espressione di una civiltà millenaria che ha trovato nel Cristianesimo il più valido alfiere per l’affermazione di valori assoluti della nostra civiltà.

E quando Montanaro recita nella sua sentenza che "la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche comunica un’implicita adesione a valori che non sono realmente patrimonio comune di tutti i cittadini", mi spiace constatare che non ha capito assolutamente nulla del significato di quel simbolo che va ben oltre la sua distorta e preconcetta visuale: primo, perché il crocifisso è un simbolo che nella nostra civiltà non vuole affatto essere una tacita accettazione del suo significato per chi lo guarda (senza venerarlo), e secondariamente perché è esattamente l’opposto di ciò che Montanaro afferma: esso è patrimonio comune di tutti i cittadini della nostra nazione, indipendentemente dal culto che essi professano!

La stragrande maggioranza degli Italiani, le immediate reazioni a tale provvedimento lo confermano ampiamente, non vede perché esista il problema. Ma insomma, chiunque sia ospite a casa altrui, deve conformarsi agli usi, costumi che vi trova, sia pure mantenendo inalterati i propri convincimenti, oppure deve imporli agli altri? E tutto questo a prescindere da una Legge tuttora esistente, se pure assai datata, che ha istituito l’obbligatorietà dell’esposizione del Crocefisso in scuole, ospedali e tribunali.

Al di là del caso, quello che spaventa però è il continuo tentativo, attraverso varie azioni della più svariata natura, di islamizzare il nostro Paese: ma spaventano ancora di più le estemporanee iniziative di persone come il Giudice Montanaro, di cui mi piacerebbe conoscere, perdonate la mia malizia, le inclinazioni politiche!

Sia ben chiaro, sotto un profilo assolutamente teorico, la decisione del Tribunale dell’Aquila non fa una grinza, essendo emanata in uno Stato laico, come è ora l’Italia, ma mai come in questo caso l’esercizio teorico della massima giustizia si trasforma nella massima ingiustizia. (Domenico Pisano, Coordinatore Azzurri nel Mondo West USA)

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