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INFORM - N. 201 - 25 ottobre 2003

Le proposte delle Acli su pensioni e finanziaria

Bobba: "Il Governo riconvochi le parti sociali. I Sindacati ora presentino una piattaforma sul Welfare"

ROMA - Dopo il successo della mobilitazione generale del 24 ottobre, è evidente quello che dovrebbe fare un Governo democratico: riconvocare le parti sociali prima della stesura del testo di delega per la riforma del sistema previdenziale. Il Paese ha fatto capire con chiarezza che non si può continuare a procedere per strappi e colpi d’ascia. Chiediamo che si riparta da un segnale di disponibilità, per arrivare ad una linea quanto più ampiamente possibile condivisa.

L’abolizione di fatto delle pensioni di anzianità con il prolungamento dell’attività lavorativa, non è misura che può garantire, da sola, una pensione decorosa alle giovani generazioni I più penalizzati (sul calcolo e sui tempi per l’accesso alla pensione ) saranno i lavoratori flessibili che hanno avuto carriere precarie. In assenza di un intervento di sistema per lo sviluppo sociale e per la protezione dei più deboli, la decisione del governo appare per quello che è: un semplice taglio netto alla spesa sociale.

Ma le ACLI, riunite a Roma in Consiglio nazionale, non dicono solo dei no. Dicono anche dei sì e presentano una proposta per una riforma equa del sistema previdenziale che si articola in 8 linee guida: separazione tra previdenza ed assistenza; allargamento della base imponibile attraverso politiche di inclusione e lotta al lavoro sommerso; calcolo contributivo pro-rata per tutti; mantenimento della flessibilità dell’età di accesso al pensionamento; coperture assicurative obbligatorie per i periodi scoperti dei lavoratori intermittenti; abbandono della decontribuzione per i neo-assunti; diritto alla pensione di anzianità anticipata per i lavori usuranti; sviluppo della previdenza complementare con garanzie di salvaguardia del capitale investito nel caso di coinvolgimento del TFR. (Inform)


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