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INFORM - N. 201 - 25 ottobre 2003

Convegno imprenditori - Marco Fedi: "nessuna polemica, solo il tentativo di capire e di tornare a ragionare sul ruolo del CGIE"

MELBOURNE - Molti hanno ragione, qualcuno ha torto. Sicuramente ha torto chi ha voluto costruire inutili polemiche, chi tenta di trasformare una discussione politica ed una legittima critica in una patetica farsa. Una firma in più o una in meno, su un documento di critica, nella tolgono al significato politico. Il CGIE ha ripetutamente chiesto al Governo di avere un ruolo "istituzionale", quindi attraverso i propri organi - Assemblea plenaria, Commissioni tematiche e Commissioni continentali - nell’organizzazione di Convegni, Conferenze ed incontri. E continuerà a chiedere un ruolo centrale. Fino ad oggi è stato invece reso marginale. È una scelta del Governo e del Ministro Tremaglia, che non condivido, ma che rispetto, pur criticandola. Come ho criticato, insieme alla maggioranza del CGIE, una legge di riforma dei Comites monca, insoddisfacente, distante dalle posizioni del CGIE e delle comunità italiane nel mondo. Ma non è la prima volta che una riforma non ci soddisfa: ed il CGIE ha criticato anche altri Governi nel passato. Il Ministro Tremaglia e l’attuale maggioranza di Governo imparino ad ascoltare le critiche: è buona abitudine, per chi governa.

Il CGIE avrebbe potuto dare un contributo alla organizzazione del convegno degli imprenditori: sul piano tematico, sia attraverso l’analisi già svolta dalle Commissioni che avviando una discussione a livello Continentale, sul piano della continuità del rapporto e del coinvolgimento degli imprenditori, attraverso la rete dei Comites, sul piano dell’analisi delle varie realtà, raccogliendo dati utili e sviluppando anche qui un Piano Paese con priorità ed esigenze specifiche. Il CGIE e i Comites avrebbero potuto anche concorrere alla identificazione dei partecipanti, anziché optare, come avvenuto in Australia, per la totale assenza di consultazione e coinvolgimento.

In che modo, mi chiedo, si pensa di far funzionare queste reti di collegamento realizzatesi tra ricercatori e scienziati e tra imprenditori? In che modo avverrà il coordinamento? Ed il ruolo delle Regioni?

La Prima Conferenza degli italiani nel mondo affidava al CGIE un importante compito: identificare il percorso e gli strumenti per arrivare ad un’effettiva ed efficace "cabina di regia". Sono sempre più convinto che il CGIE debba continuare in quest’azione di ricerca e costruzione. Come sono sempre più convinto che le risposte fino ad oggi arrivate dal Governo, siano state, come per l’America Latina, insufficienti, carenti di risorse e poco rappresentative di tutti i soggetti impegnati sul fronte degli italiani nel mondo.

Il confronto con il Governo deve avvenire su questi punti. Il CGIE non può tirarsi indietro o apparire come un interlocutore secondario, succube delle iniziative del Governo. (Marco Fedi, Comitato di Presidenza del CGIE)

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