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INFORM - N. 199 - 22 ottobre 2003

Annunciata dal Ministro Tremaglia la creazione della Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo

Con gli interventi di Fini, Marzano, Lunardi e Gasparri si sono conclusi nella sede della FAO i lavori del primo Convegno sulla realtà imprenditoriale degli italiani all'estero

ROMA - L'ultima giornata del Convegno degli Imprenditori Italiani nel Mondo si è aperta con l'intervento del Ministro Mirko Tremaglia che ha letto un messaggio di augurio del Presidente del Consiglio. Nel documento Silvio Berlusconi, dopo essersi rammaricato per la forzata assenza, sottolinea l'importanza di un Convegno che ha riunito per la prima volta "tutti coloro che con il loro lavoro e le loro iniziative contribuiscono quotidianamente a valorizzare l'immagine del nostro Paese nel mondo". Un patrimonio professionale ed umano, quello dell'imprenditoria italiana all'estero che per il Presidente del Consiglio rappresenta una risorsa inestimabile che ci permette di guardare al futuro con ottimismo. "Il primo e più efficace contributo allo sviluppo economico del nostro Paese - conclude Berlusconi - viene offerto dai nostri lavoratori all'estero e dai nostri imprenditori nel mondo che, con la loro creatività ed abilità, vendono i nostri prodotti in tutte le Nazioni".

Nel trarre le conclusioni della "tre giorni" romana - ospitata nella sede della FAO che aveva già visto nel lontano 1975 la celebrazione della Prima Conferenza Nazionale dell’Emigrazione e nel dicembre 2000 della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo - Tremaglia ha evidenziato sia la positiva partecipazione al dibattito di importanti esponenti del Governo, una massiccia presenza che testimonia un salto di qualità nell'attenzione dell'esecutivo per gli italiani nel mondo, sia la necessità di creare una "Grande Alleanza" con quello che ha definito l'impero economico degli italiani all'estero. Una realtà, ricca di valenze imprenditoriali, che per troppo tempo è stata trascurata dalle forze politiche italiane.

Il Ministro ha poi annunciato la creazione di una Confederazione degli Imprenditori Italiani nel Mondo. In pratica un Comitato permanente, patrocinato e presieduto dallo stesso Tremaglia, che sarà composto dagli organizzatori del Convegno e da due imprenditori di origine italiana per ciascuna delle quattro aree geografiche (Europa, America del Nord, America del Sud, Africa-Asia-Oceania) e che avrà il compito di monitorare e formulare specifiche proposte per l'attuazione delle indicazioni emerse dall'incontro internazionale. Ma il Ministro, dopo aver annunciato che si recherà presto in Argentina e Uruguay e che nei giorni 27-28 dicembre prossimo avrà luogo a Capri il Primo Convegno degli Artisti Italiani nel Mondo, ha anche ricordato il dramma dei tanti stranieri che hanno perduto la loro vita nel tentativo di raggiungere le nostre coste. Un tragica realtà, quella dell'immigrazione clandestina, che dovrebbe essere affrontata attraverso il varo di uno specifico piano di investimenti, a lungo termine e di livello europeo, che dia lavoro nei loro Paesi a venti milioni di cittadini nel Nord Africa.

Tremaglia ha inoltre auspicato sia l'introduzione di facilitazioni per gli investimenti in Italia dei nostri connazionali all'estero, sia l'acquisizione di nuove risorse per Rai International che ha il delicato compito di informare le collettività nel mondo. Dal Ministro è stata poi confermata la volontà di promuovere tra le comunità italiane all’estero, in vista delle elezioni, una lista composta da rappresentanti del mondo dell'associazionismo e della società civile e al di fuori dei partiti. Inoltre, perché gli eletti della "Circoscrizione Estero" possano avere voce in capitolo sulle decisioni che contano, si dovrà dar vita al gruppo parlamentare degli italiani all'estero. Una scelta che secondo un sondaggio commissionato da Tremaglia sarebbe apprezzata dal 60% degli italiani all'estero.

La sessione conclusiva del Convegno è stata caratterizzata dall'intervento del Vice Presidente del Consiglio Gianfranco Fini che ha evidenziato come il grande merito del Ministro Tremaglia sia stato quello di rinsaldare la frattura tra la Madrepatria e l'Altra Italia nel mondo. Una mancanza di collegamento politico ed istituzionale che ora, anche perché non è mai venuto meno il legame affettivo ed economico delle nostre collettività con la terra d'origine, si sta gradualmente saldando. Una ricomposizione, favorita dal costante impegno del Capo dello Stato e dal rafforzamento nell'era della globalizzazione del concetto di identità nazionale, che ha reso possibile anche il pieno riconoscimento del diritto di rappresentanza dei nostri connazionali nel mondo.

Il Vice Presidente del Consiglio ha poi sottolineato come l'Italia, una Nazione dalla grande e sofferta storia migratoria, debba avere le idee chiare sugli immigrati che giungono nel nostro Paese. Gli extracomunitari non sono infatti semplice forza lavoro ma esseri umani che vanno accolti e integrati, chiaramente nel rispetto delle regole e delle leggi del Paese ospitante. "Essi sono uomini - ha spiegato Fini - come lo erano i nostri progenitori che cercavano fortuna nel mondo". Un convincimento, basato sul rispetto della persona umana, che per l'esponente del Governo è alla base della recente proposta di legge che attribuisce il voto amministrativo agli immigrati.

Gli italiani nel mondo - ha affermato Fini nell’ultima parte del suo intervento - sono in qualche modo moltiplicatori della potenzialità complessiva dell'Italia. Un Paese che, oltre ad avere una straordinaria valenza artistica e culturale, esporta in tutto il mondo il proprio stile di vita. Un modo di vivere molto apprezzato all'estero che diviene anche sinonimo di benessere. Ma secondo il Vice Presidente del Consiglio, l'Italia viene molto considerata nell'ambito internazionale anche per il suo impegno in favore della pace e delle popolazioni colpite dalla guerra: a tutt'oggi circa 10.000 soldati italiani sono in missioni all’estero. Il Governo dovrà inoltre continuare ad operare per favorire il superamento della non conoscenza, per mettere in collegamento le potenzialità e per creare le condizioni di una maggiore cooperazione e sinergia tra chi rappresenta una parte d'Italia nel mondo, come ad esempio i nostri imprenditori all'estero, e la Madrepatria. "Oggi in tante parti del mondo vi è benessere - ha detto Fini ricordando il prezioso apporto dei nostri connazionali allo sviluppo dei Paesi d'accoglienza - perché vi è stato il contributo del lavoro italiano".

La sessione conclusiva ha visto anche la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Egli ha in primo luogo evidenziato la necessità di potenziare, entro il 2015 e al fine di evitare il collasso della mobilità, i valichi alle frontiere, le strutture viarie, i percorsi ferroviari e gli approdi costieri. Un innovativo programma, volto a creare un funzionale sistema a rete, che sarà supportato da un adeguato impianto finanziario, da sinergie tra il Governo centrale, le Regioni e gli enti locali e da opportuni collegamenti con l'Europa dove, grazie all'accresciuto peso del nostro Paese in campo internazionale, l'intero progetto è stato inserito in una complessiva opera di ristrutturazione delle infrastrutture dell'U.E da realizzarsi entro il 2020. In questo contesto verranno inoltre costruite due grandi opere di ingegneria come il traforo del Brennero, una galleria di 52 chilometri, ed il ponte sullo Stretto di Messina. Un'opera di grande spessore, con una campata unica di 3.300 metri e due piloni di oltre 400 metri, che sarà dedicata agli italiani nel mondo. Con la realizzazione del ponte - i cantieri prenderanno il via entro il 2005 - si creerà un nuovo bacino urbano da Catania a Reggio Calabria, verranno ottimizzati gli scambi commerciali e saranno stimolati innumerevoli settori della ricerca applicata.

E' stata poi la volta del Ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano che ha evidenziato come gli italiani all'estero rappresentino un immenso patrimonio di valori, di esperienze e di conoscenze ed una potenziale rete di riferimento per la proiezione internazionale delle nostre imprese. Marzano ha poi ricordato la lunga scalata dei nostri emigrati, fatta di impegno, creatività, credibilità e prestigio. Emigrati che ormai, il più delle volte, hanno raggiunto condizioni di vita di alto livello. Un processo evolutivo, molto simile a quello percorso dall'Italia del secondo dopoguerra che nonostante la mancanza di materie prime ha portato il nostro Paese, grazie all'efficienza della piccola e media impresa, ad essere la quinta potenza economica del mondo. Tutto questo, visto che oggi esportiamo impresa e non più braccia, ha notevolmente accresciuto il prestigio internazionale dell'Italia. In questo contesto, secondo il Ministro Marzano, la grande e capillare rete delle Businness Community dei nostri imprenditori all'estero potrebbe quindi rappresentare una risorsa strategica per le numerose aziende italiane che si affacciano nel mondo e possono non conoscere le particolarità del mercato dei Paesi d'accoglienza. Una sinergia, basata sull'offerta di prodotti innovativi e di qualità, che per avere successo dovrà però portare anche delle convenienze per entrambi i settori imprenditoriali.

E' infine intervenuto il Ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Dopo aver sottolineato come la scelta di promuovere all'estero realtà aziendali venga spesso condizionata dalla necessità di sfuggire alle rigide norme del mercato del lavoro e all'eccessiva pressione fiscale, ha affermato che il Governo si stia adoperando per semplificare e rendere più flessibili i vincoli che ostacolano la proiezione internazionale delle nostre imprese. Gasparri, nel sottolineare la necessità di promuovere all'estero anche i grandi gruppi industriali italiani che potrebbero svolgere una funzione trainante per le piccole e medie imprese, ha ricordato la figura di Guglielmo Marconi - un esempio di lungimirante creatività ed imprenditorialità - e l'esigenza di promuovere, attraverso Rai International e le tre reti televisive del servizio pubblico, l'informazione dal nostro Paese per gli italiani all'estero e, con l’informazione di ritorno, concrete testimonianze sulla vita e la realtà delle collettività italiane nel mondo. (Goffredo Morgia-Inform)


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