* INFORM *

INFORM - N. 198 - 21 ottobre 2003

Domenico Pisano (Azzurri nel Mondo): "Primo Convegno degli Imprenditori, CGIE, Comites e… Circoscrizione Estero"

LOS ANGELES - Tutti gli Italiani all’estero, o meglio, quella parte di essi che li conosce, da tempo si domandano quali siano i compiti pratici di organizzazioni fortemente volute dai precedenti governi e cioè il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ed i Comitati degli Italiani all’Estero. Tali organizzazioni, fra l’altro già scadute, ed in corso di modifica, vivono ed operano da tempo fra mille difficoltà.

Il CGIE con riunioni periodiche intorno al mondo, dal costo elevato per pagare viaggi, trasferte ed indennita’ ai partecipanti, avendo come ordini del giorno argomenti e progetti che, una volta pervenuti agli organi competenti governativi generano risultati modesti e non significativi; tali riunioni, a giudicare dai resoconti, e da mia conoscenza diretta, si riducono spesso a scontri politici e personali fra i suoi componenti.

E francamente non comprendo la nota stampa firmata da circa la metà dei Consiglieri del CGIE (tutti di appartenenza di centro sinistra, se non erro) che protesta per il ruolo di comparsa assegnato al loro organismo di appartenenza nel primo convegno degli imprenditori italiani all’estero, vantando una promozione continua delle figure italiane imprenditoriali all’estero; sì perché, al di là di qualche (rara) dichiarazione di principio, cosa ha materialmente fatto il CGIE per questa causa?

Pare a me che il CGIE abbia una particolare inclinazione nell’attribuirsi meriti che non ha, come quando ha cercato di attribuirsi quelli dell’approvazione della Legge sul voto degli Italiani all’estero!

I Comites, senza alcuna possibilità di funzionamento pratico a causa di mancanza di risorse finanziarie, per fondi insufficienti, pagati inoltre con gravissimo ritardo, così da costringere un gran numero di essi a chiudere ed a non svolgere alcuna attività, dando luogo anzi a numerose diatribe fra i suoi componenti, di natura politica o di personali opposizioni; in aggiunta, come se non bastassero queste difficoltà, i sempre più frequenti disaccordi, reciproche intolleranze o addirittura dispetti con le Rappresentanze diplomatiche italiane, a causa di una Legge istitutiva ambigua e comunque non recepita o ignorata dal Ministero degli Esteri.

Quindi, tutto quanto sopra considerato, perché spendere tanti soldi dei contribuenti e tanta fatica, senza praticamente raggiungere risultati degni di nota? Oggi poi, con la Circoscrizione Estero il quadro mi sembra assai mutato: vediamo di fare ordine. Politicamente ed amministrativamente la Circoscrizione Estero ha dato vita effettivamente alla ventunesima Regione italiana, suddivisa poi, per effetto delle quattro ripartizioni, in altrettante provincie territoriali al suo interno.

Se giusta è questa mia similitudine, perché allora non azzerare sia CGIE che Comites e dare vita ad un Consiglio della Circoscrizione Estero (come i Consigli Regionali), eleggendo poi la Giunta della Circoscrizione Estero, con pari dignità delle Giunte Regionali e cariche relative?

Perché quindi non sostituire ai Comites, per ognuna delle quattro ripartizioni territoriali, dei Consigli e delle Giunte che affrontino sostanzialmente e praticamente i problemi riguardanti gli Italiani residenti nelle rispettive ripartizioni, rispondendo quindi direttamente ad essi? La mia è un’idea, certamente perfettibile, o valida quanto altra che però elimini l’attuale stortura esistente nei non funzionamenti di CGIE e Comites, a mio avviso nati male e cresciuti peggio: idea che ovviamente troverà la sua ciliegina allorquando, a seguito delle prossime elezioni politiche saranno eletti i sei senatori ed i dodici deputati, che saranno gli esponenti finali e legislativi delle decisioni che usciranno dalle delibere dei nuovi organi di cui sopra.

L’importante però è che a dette Istituzioni si diano facoltà, ma soprattutto poteri, che non vadano a sconfinare nelle prerogative inderogabili delle Rappresentanze diplomatiche che hanno tutt’altri compiti e che oggi specialmente nella nuova veste indicata da questo Governo, hanno aggiunto quella promozione di cui l’Italia ha tanto bisogno, completando ed implementando le azioni dei vari Enit, Ice ed Istituti di Cultura, anch’essi, per altro, assai bisognosi di radicali riforme. (Domenico Pisano, coordinatore "Azzurri nel Mondo" West USA)

Inform


Vai a: